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L’Assoforense proclama l’astensione: «Ma servono misure più forti»

È risultato più impegnativo del previsto lo svolgimento dell’assemblea straordinaria dell’Associazione forense isolana, indetta per ieri mattina. Un andamento, se vogliamo, indicativo del difficile momento attraversato dalla giustizia ischitana. L’udienza penale, infatti, è iniziata con un ritardo abnorme a causa del ritardato arrivo del cancelliere di turno, proveniente stavolta da Salerno e arrivato a destinazione dopo le 11:30. Un orario che, secondo un consolidato protocollo interno, impone il rinvio dell’udienza per evitare ad avvocati, magistrati e cittadini di vedere allungata fino a pomeriggio inoltrato la massacrante attesa. Eppure, stavolta il giudice Rocco non ha sentito ragioni, e deciso di iniziare comunque l’udienza nonostante l’orario completamente (ed eufemisticamente) insolito, visto che ci si approssimava a quello che in altri giorni era l’ora in cui le attività volgono al termine.

Con tali premesse, riuscire a far partire l’assemblea straordinaria non è stata cosa semplice. L’arrivo del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, avvocato Armando Rossi, accompagnato dai colleghi Giacomo Iacomino e Carmine Foreste, ha indotto il giudice a concedere non il rinvio bensì una sospensione dell’udienza per permettere la partecipazione degli avvocati all’assemblea, che si è tenuta nell’aula d’udienza del giudice di pace, in quanto a quell’ora le altre attività erano già cessate. Sul tavolo, ovviamente, il problema cronico della carenza di personale amministrativo e soprattutto della difficoltà di accesso alle cancellerie, cosa che mina alla base il diritto di difesa vista l’impossibilità dell’accesso ai fascicoli processuali o anche del deposito di liste testi.

Dal momento che il giudice ha poi fatto marcia indietro decidendo di riprendere l’udienza penale (con comprensibile disappunto di diversi penalisti) mentre l’assemblea era in corso, i lavori di quest’ultima sono stati giocoforza più “compressi”. Nonostante la forte affluenza, con una sessantina di avvocati presenti, la riunione si è conclusa nel giro di circa quaranta minuti. La determinazione della maggioranza è stata a favore della proclamazione di una settimana d’astensione, che dovrebbe aver luogo tra il 20 e il 27 ottobre, stante il necessario spazio di sette giorni di preavviso a partire da stamane.  La decisione non è stata unanime: il Presidente dell’Assoforense, avvocato Cellammare, si è astenuto, forse anche in considerazione del fatto che venerdì prossimo dovrebbe rientrare in servizio la dottoressa Rosa Di Maio con altri due cancellieri, rendendo in un certo senso “eccessiva” la misura dell’astensione soprattutto nei confronti di quei cittadini che da anni attendono lo svolgimento delle udienze in programma la prossima settimana.

In ogni caso, l’avvocato Giuseppe Di Meglio pur non negando l’appoggio all’astensione ha sostenuto la necessità di un segnale ben più forte e significativo, quale potrebbe essere una manifestazione presso il Palazzo di Giustizia di Napoli, al Centro Direzionale. Ma anche una misura del genere, che potrebbe essere molto efficace dal punto di vista comunicativo, avrebbe bisogno dell’unanime e concreto sostegno degli avvocati isolani: in sostanza, o si va tutti e quattrocento a Napoli a perorare la causa, o tanto vale restare inerti. L’ennesimo incontro richiesto da una piccola rappresentanza non smuoverebbe niente e nessuno. Il Presidente Armando Rossi ha intanto confermato il pieno appoggio ai colleghi isolani sin dallo svolgimento del Consiglio dell’Ordine in programma stamane, durante il quale sosterrà le posizioni e le rivendicazioni dell’Assoforense ischitana.  Rossi è giunto appositamente sull’isola per venire a conoscenza del deliberato dell’assemblea affinché venga fatto proprio anche dal Consiglio partenopeo. Il presidente è ripartito subito dopo le ore 13.

Parallelamente, prosegue l’attività “diplomatico-politica” per ottenere da Roma il sospirato provvedimento legislativo che riconosca Ischia come sede disagiata e tutto quel che ne consegue, istituzionalizzazione della sede di Tribunale in primis. Il Presidente Cellammare ha intenzione di scrivere una nota ai sindaci dell’isola, i quali non avrebbero tenuto fede alle dichiarazioni fatte durante la precedente assemblea dell’Assoforense tenutasi il 18 settembre. Nessun documento risulterebbe, infatti, essere stato deliberato dai sei Comuni per essere stato inviato a Roma, né tantomeno si è fatto alcun passo avanti per la convocazione della conferenza Stato-Regioni che dovrebbe facilitare la dichiarazione l’isola sede disagiata: i sindaci non si sarebbero ancora messi in contatto con la Regione Campania né con Roma. La situazione, come si vede, è tutt’altro che definita.

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foto Franco Trani

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