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CRONACA

L’Assoforense tira le somme della trasferta romana

In una lunga e dettagliata nota gli avvocati fanno la sintesi degli importanti incontri svoltisi presso la capitale a difesa della giustizia isolana

Nella giornata di ieri (giovedì per chi legge, ndr) , si sono svolti due importanti incontri presso la sede del Ministero della Giustizia in Roma, alla via Arenula, per discutere della condizione “comatosa” della Giurisdizione sull’isola d’Ischia e della possibilità di stabilizzazione delle tre Sezioni insulari sopravvissute alla Riforma della geografia Giudiziaria. Ha partecipato ad entrambi gli incontri la Delegazione composta dal Presidente dell’Ancim (Associazione delle Isole Minori), dott. Francesco Del Deo, dal rappresentante del CNF (Consiglio Nazionale Forense), avv. Francesco Caia, dal Presidente del C.O.A (Consiglio Nazionale Forense) di Napoli, avv. Antonio Tafuri, e dal Presidente dell’Associazione Forense dell’isola d’Ischia, avv. Gianpaolo Buono.

Il primo incontro, di natura essenzialmente politica, si è tenuto nella tarda mattina con il Sottosegretario alla Giustizia, On.le avv. Francesco Paolo Sisto, al quale la Delegazione ha chiesto un concreto impegno per la stabilizzazione dei tre Uffici giudiziari isolani sopravvissuti alla Riforma delle Geografia giudiziaria. Il Sottosegretario è stato molto franco, sottolineando che, attualmente, l’Azione del Ministero è incentrata sulla Riforma della Giustizia, garantendo, dopo l’esaurimento di tale importante tema, un interessamento suo personale edi quello del Ministero per affrontare tutte le problematichedella insostenibile condizione della Amministrazione della Giustizia sulle Isole. La Delegazione ha avuto modo di ricordare le ragioni che hanno indotto il Legislatore del 2012 a risparmiare dalla definitiva soppressione le sole tre Sezioni distaccate isolane e la particolarità della loro condizione, legata alla discontinuità territoriale. Circostanza, questa, che rende, nel complesso, improbo l’accesso, da parte degli abitanti delle Isole, non solo alla Giurisdizione, ma anche alla Sanità, alla Pubblica Istruzione, ai Trasporti, ecc. Inoltre, i nostri Delegati hanno evidenziato come il mantenimento di tali Presidi Giudiziari sia in linea con le previsioni del PNRR che si inseriscono (si devono inserire) in un processo di integrazione europea. Infatti, Bruxelles condiziona l’utilizzo dei soldi del Recovery Fund al rispetto dei principi dello Stato di diritto e, nelle “linee guida sulla revisione della geografia giudiziaria” (2013), l’Unione Europa ha detto a chiare lettere che lo stato di diritto esige come valore fondamentale la giustizia di prossimità. Parlare ancora di accentramento dei tribunali è in antitesi con i principi ispiratori del Next Generation EU. Proprio nel citato documento del 2013 viene anche segnalato il problema dell’inefficienza dei grandi Tribunali e auspicato un riordino territoriale, con sedi giudiziarie di medie dimensioni. Quindi l’accentramento, nella visione europeista, oltre ad allontanare la giustizia dal cittadino e deteriorare lo Stato di diritto, non produce neppure buoni risultati in termini di efficienza.

Nel contempo, la Delegazione ha anche ribadito che le tre Sezioni distaccate isolane sono state abbandonate a se stesse e che proprio tale situazione,attraverso il sistematico svuotamento delle Cancellerie di personale e la privazione di Giudici esperti e competenti, vanifica o rende velleitarie, sempre più spesso, le domande di Giustizia provenienti dalla Cittadinanza,.L’incontro, durato circa un’ora, si è concluso con l’assicurazione del Sottosegretario Sisto di un approfondimento personale della problematica e dell’impegno ad investire con la dovuta immediatezza, dopo il disbrigo dei Temi in agenda, il Ministro Marta Cartabia. Il secondo incontro è stato tenuto dalla medesima Delegazione, sempre presso la sede del Ministero di Giustizia, con il Capo Gabinetto, dott. Raffaele Piccirillo, il Vice capo Gabinetto, dott. Guido Romano, i Rappresentanti del D.O.G. (Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi). In collegamento telematico hanno partecipato Il Presidente del Tribunale, dott.ssa Elisabetta Garzo, e il Direttore generale del Personale e della Formazione, dott. Alessandro Leopizzi.

La discussione è stata incentrata sulle disfunzioni, ormai croniche, dei due Uffici ischitani: quello del Giudice di Pace e quello della Sezione distaccata d’Ischia e dell’insostenibilità della situazione, per la nota carenza di personale e di giudici.

L’incontro, che si è protratto per oltre due ore, anche per la disponibilità manifestata dal Capo Gabinetto dott. Piccirillo ad ascoltare i componenti della Delegazione, ha consentito di approfondire i temi inerenti la drammaticità della condizione degli Uffici isolani, che, per ammissione, degli intervenuti, tra cui il dott. Leopizzi, è la stessa di moltissimi altri Uffici giudiziari minori, a partire dai Tribunali abruzzesi. Quella, poi, degli altri due uffici isolani (Lipari e Portoferraio) sarebbe ancor più grave, al punto che i capi degli Uffici avrebbero imposto (è il caso di Lipari) la trattazione delle cause presso la sede centrale, proprio per carenza di personale e giudici.

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Vi è stato anche qualche momento di tensione, come quando il rappresentante del CNF, avv. Caia, ha ricordato, con toni volutamente polemici, il contenuto dell’ultima delibera del CSM, in cui ingiustamente, nell’ambito di un procedimento disciplinare a carico di un giudice che prestava servizio presso la Sezione distaccata, erano stati espressi giudizi non positivi sulla litigiosità del ceto forense locale, piuttosto che procedere ad una sana autocritica sulla natura di certi provvedimenti che avevano disposto il “confino” ad Ischia di giudici già interessati a procedimenti penali, per gravi reati, ed anche a misure interdittive..

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Il Presidente dell’Assoforense, Gianpaolo Buono,ha tenuto a sottolineare la situazione di collasso della Giustizia nei nostri Uffici Giudiziari, per mancanza di Giudici e Personale Amministrativo, e i ritardi sempre più biblici nell’evasione delle domande dei Cittadini, portando quale esempio dello sfascio della macchina giudiziaria ad Ischia, il lasso temporale di 13-14 mesi necessario per la fissazione delle prime udienze nei procedimenti di esecuzione mobiliare, che di fatto mortifica e vanifica gli sforzi dell’Avvocatura a tutela degli assistiti traducendosi sostanzialmente in denegata giustizia.

La notizia positiva è che presto, a seguito della pubblicazione dell’elenco dei vincitori del concorso di Cancellieri da poco svoltosi, almeno due unità verrebbero assegnate alla Sezione di Ischia, mentre a settembre si svolgerà, finalmente, il concorso nazionale di Funzionario, che porterebbe finalmente a ricoprire quello del Giudice di Pace d’Ischia. Il problema da risolvere con immediatezza sarà quello di sostituire i giudici togati nel settore civile e penale.

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