L’assunzione di Calise “infiamma” la politica lacchese
L’ingresso in pianta organica della figlia di un candidato nella lista “Sempre per Lacco Ameno” scatena la minoranza e Giacomo Pascale: «Adesso capisco perché qualcuno ha deciso di cambiare casacca». Ma il sindaco Domenico De Siano non ci sta e scaglia un “siluro” contro il consigliere di opposizione

Doveva essere soltanto una normale assunzione. Doveva, appunto perché l’ingresso nella pianta organica del Comune di Lacco Ameno di Maria Consiglia Calise che entra a far parte dell’Area dei funzionari e dell’elevata qualificazione, corrispondente all’ex profilo di istruttore direttivo tecnico di categoria D1, è diventata un vero e proprio caso politico. Perché la Calise è figlia di Giacinto Calise, che alle ultime elezioni è stata candidata nella lista “Sempre per Lacco Ameno”. E così se da una parte il consigliere di minoranza Giacomo Pascale ha provato a “punzecchiare” sindaco e amministrazione, dall’altra parte della barricata ha aperto il fuoco il sindaco Domenico De Siano che non è stato certamente tenero nei confronti del suo interlocutore. Ma andiamo con ordine.
L’ACCUSA DI PASCALE: ALTRO CHE PALADINI DELLA PUREZZA
Ad aprire le danze, una volta ufficiale la determina con cui si procedeva alla predetta assunzione, è stato proprio Pascale che sui canali social del movimento civico “Il Faro” era andato giù in maniera davvero pesante: “Con la determina n. 872 arriva l’assunzione a tempo indeterminato della figlia del dott. Giacinto Calise, candidato non eletto alle ultime elezioni con l’attuale maggioranza e protagonista di un discusso passaggio politico verso Domenico De Siano, dopo l’abbandono de Il Faro. È lecito allora chiedersi: quali furono i reali motivi di certi cambi di casacca? La risposta é arrivata forte e chiara: impiego a tempo indeterminato. Tre mesi fa, dai palchi, si urlava onestà, chiarezza e meritocrazia. Oggi, caduta finalmente la maschera, non si può più pretendere di presentarsi ancora come i paladini della purezza. A tal proposito fa riflettere il silenzio assordante del presidente del Consiglio Dante De Luise, che proprio sulla legalità e sulla trasparenza aveva costruito parte della sua campagna elettorale, spiegando il suo passaggio alla corte di Domenico De Siano come atto di coerenza e contrarietà a certe pratiche. Ebbene, nei primi cento giorni questa amministrazione ha sconfessato molte delle sue battaglie personali: dalle strisce blu all’ospedale, al cambio del comandante dei vigili urbani. E oggi con questa ennesima assunzione di un figlio d’arte appare evidente che non c era nulla di politico nelle sue scelte ma solo tornaconto personale. Ancora fanno riflettere le vecchie dichiarazioni dell’attuale vicesindaco Aniello Silvio contro le assunzioni e gli incarichi a parenti e amici attribuiti a De Siano. Il tempo cambia la convinzioni o cambiano le convenienze? La risposta anche in questo caso appare evidente e sotto gli occhi di tutti. Alle autorità competenti spetterà verificare la piena regolarità dell’operazione, a noi spetta invece il dovere di controllare, fare domande e informare i cittadini. Perché onestà, chiarezza e meritocrazia non possono valere soltanto quando si è all’opposizione. Altrimenti non era politica. Era propaganda”.
Il primo cittadino al vetriolo:«Nessun componente di questa Amministrazione ha predisposto posti, procedure o mobilità che potessero portare all’assunzione del proprio coniuge o di un proprio familiare
LA REPLICA DI DE SIANO: MAI PREDISPOSTO PROCEDURE PER CONIUGI
Non si è fatta attendere la replica del sindaco Domenico De Siano, che è davvero andato giù duro: “A volte penso che se, con il consenso dei lacchesi, non avessimo interrotto una sciagurata vicenda durata 11 anni oggi il nostro paese sarebbe ben oltre l’orlo del baratro.
Però capisco pure che non tutti hanno il tempo, il modo e le informazioni sufficienti per poter comprendere realmente cosa è successo nelle precedenti legislature e perciò ritengo utile ricapitolare i fatti circa la vicenda della nuova assunzione nell’Ufficio Lavori Pubblici, che qualcuno omette di ricordare.
FATTO N. 1. È Giacomo Pascale, da sindaco, a decidere di modificare la pianta organica del Comune di Lacco Ameno; FATTO N. 2. È l’amministrazione guidata da Giacomo Pascale a prevedere nella nuova organizzazione degli uffici una figura di categoria D; FATTO N. 3. È ancora l’amministrazione Pascale ad attivare il meccanismo della mobilità, funzionale per l’arrivo al comune di Lacco Ameno di una figura con quella qualifica proveniente da un altro comune; FATTO N. 4. Giacomo Pascale ha un parente (stretto) che lavora presso un altro comune con una qualifica compatibile con quel percorso; FATTO N. 5. Il 26 marzo scorso l’amministrazione Pascale termina anticipatamente; sui giornali abbiamo letto (tra l’altro) che ex componenti della sua maggioranza non condividevano metodi e filosofia delle assunzioni pubbliche. Mi fermo qui. Non attribuisco intenzioni a nessuno. Non ne ho bisogno. I fatti, quando vengono messi nell’ordine giusto, hanno il pregio di sapersi spiegare benissimo da soli. Adesso veniamo all’’assunzione’ della dottoressa Calise, fatto a cui proprio l’ex sindaco Pascale ha deciso di dedicare il suo tempo. Maria Consiglia Calise è arrivata al Comune attraverso una procedura di interpello mediante gli elenchi ASMEL. È figlia di Giacinto Calise, candidato nella nostra lista alle ultime elezioni. È vero, è noto e non abbiamo alcun motivo per nasconderlo. Ma essere figlia di un nostro candidato non può costituire un privilegio e, allo stesso modo, non può diventare una colpa o impedirle di partecipare a una procedura per la quale possiede i requisiti. Sarà il suo lavoro a dimostrare il suo valore. C’è invece una differenza molto semplice sulla quale credo valga la pena riflettere: nessun componente di questa Amministrazione ha predisposto posti, procedure o mobilità che potessero portare all’assunzione del proprio coniuge o di un proprio familiare. Non considero questo un merito. Lo considero il minimo che i cittadini debbano pretendere da chi amministra. Ecco perché trovo quantomeno singolare che proprio Giacomo Pascale abbia deciso di creare una polemica pubblica su questo argomento. Avrei volentieri evitato di ricordargli il passato e le sue possibili implicazione. Ma quando si pretende di giudicare il presente, bisogna avere almeno il buon gusto di raccontare tutto. Poi ciascuno saprà trarre le proprie conclusioni. Per amore di verità, ho ricostruito tutti i fatti, nell’ordine giusto”.






