LE OPINIONI

Latte, amico o nemico?

I cibi "senza grassi" sono spesso anche ricchi di carboidrati, e proprio i carboidrati determinano la secrezione di insulina, l'ormone che spinge il nostro corpo a produrre colesterolo e ad accumulare grasso

Quando l’uomo, partendo dall’Africa, ha ‘invaso’ gli altri continenti, adattandosi alle differenti condizioni ambientali, la selezione naturale ha privilegiato chi aveva la pelle più chiara e la capacità di digerire il latte anche da adulto, così da approvvigionarsi di vitamina D e di calcio anche dove la radiazione solare è poco intensa. Esporsi quotidianamente almeno venti minuti al sole e quando non è possibile supplementare (vit D3). In molti dicono l’uomo è l’unico essere vivente che si nutre del latte di altri animali e che continua ad assumerlo dopo lo svezzamento. È vero continuiamo ad assumerlo ma in verità noi ci dobbiamo considerare una specie un po’ particolare unica nel nostro genere, e quindi di conseguenza il latte è un alimento che continua a far parte della nostra alimentazione. Soprattutto dei bambini in età evolutiva perché è un alimento proprio indispensabile per garantire una crescita ottimale. Soprattutto per la ricchezza importante di calcio che è indispensabile proprio per creare nelle varie fasi dell’età evolutiva quello che è definito il picco di massa ossea. Non tutti però lo digeriscono per la presenza di lattosio perché sostanzialmente è uno zucchero che necessita di un enzima che si chiama lattasi che viene prodotto proprio dal nostro intestino e serve proprio per digerire il latte.E’ un enzima che si forma solo se noi, abitualmente, beviamo latte. Il bambino nei primi mesi si alimenta col latte materno che contiene lattosio, quindi la lattasi è molto sviluppata. Chi comincia a consumarne sempre meno, siccome il latte rispetto ai derivati, quindi latticini, formaggi ne contiene di più allora accade che meno esposizione c’è meno lattasi si forma al livello intestinale e li aumentano i problemi al riguardo della digeribilità.

Differenza tra intolleranza e allergia

L’allergia presuppone alla base un meccanismo immunologico e quindi di conseguenza c’è proprio una reazione anticorpale nei confronti del latte, e di una componente del latte cioè la parte proteica. Invece nell’intolleranza al lattosio, l’intolleranza è solo relativa allo zucchero, al lattosio. Il che significa che una persona o un bambino, sostanzialmente di solito è presente nei bambini, allergico alle proteine del latte non può prendere il latte. Invece un bambino intollerante al lattosio, può prendere un latte senza lattosio. Beneficia così di tutte le altre componenti presenti nel latte. La digeribilità del latte dipende anche dalla sua temperatura. L’alta temperatura influisce sulla composizione del latte quindi può denaturare sia la parte proteica sia la parte di carboidrati. Più è sottoposto ad alte temperature, come il latte sterilizzato e il latte UHT rispetto al pastorizzato e questo può influire su una minore digeribilità del latte in questo caso.

Stipsi, il latte e miele può essere d’aiuto

Diciamo che il latte da solo non risolve la stipsi perché alla base della stipsi c’è un’educazione alimentare diversa dove si, ok alle fibre, ma anche ai liquidi. Buona regola è dare importanza alla colazione e assumere soprattutto liquidi, quindi il latte in quanto liquido può sicuramente aiutare, ovviamente associato ad altri liquidi, un bicchiere d’acqua la mattina appena svegli. Invece chi è intollerante al lattosio è una sintomatologia gastrointestinale, quindi c’è questo richiamo d’acqua da parte del lume intestinale e quindi aumenta la motilità e quindi aumenta questo fastidio.

Latte e colesterolo

Molti fanno colazione al bar, un bicchiere di latte, un cappuccino, un caffè, e spesso non manca il cornetto o la graffe. Per chi ha il colesterolo un po’ alto, le aziende vengono incontro a tutte le esigenze e quindi possiamo trovare dei latti a ridotto contenuto di grasso. Parzialmente scremato dove la riduzione è fatta effettivamente solo sulla parte lipidica e rimangono inalterate tutte le altre proprietà comprese, il calcio. Ci sono poi tante persone anziane che, nonostante l’età, continuano a berlo, quindi vediamo in realtà che è ben tollerato da chi eventualmente l’ha sempre preso. In ogni caso in questi latti di colesterolo ce n’è veramente poco. Esistono tanti latti in cui viene tolto il lattosio ma vengono mantenute inalterate tutte le altre proprietà. Come in tutti i casi dipende sempre dalla quantità di un alimento, cioè da quanto ne assumiamo in una giornata.

Latte a lunga conservazione e latte arricchito con vitamine

Non è meglio il latte a lunga conservazione a meno che non ci sia un problema di deficit immunitario, e in questo caso il latte UHT rispetto al latte pastorizzato offre una garanzia più alta. Esistono adesso dei latti integrati con omega 3 e vitamina D perché ne siamo quasi tutti carenti e si sfrutta questo alimento per veicolare la vitamina D. Facciamo attenzione che la vitamina D è una vitamina liposolubile e quindi va bene con il latte intero. Un latte scremato presenta con la vitamina D dei problemi di assorbimento.

Bevande vegetali

Le bevande vegetali possono sostituire il latte in tutto e per tutto? Assolutamente no, perché le bevande vegetali a volte sono utilizzate in caso di allergie al latte vaccino e non sono dei validi sostitutivi del latte, soprattutto in età pediatrica. Possono andar bene per una persona adulta se vuole sostituire il latte per la presenza di lattosio, che ovviamente i latti vegetali non contengono. Per esempio, il latte di riso, il latte di mandorla non contengono neanche proteine, hanno solamente un po’ di carboidrati, il latte di soia è già un po’ diverso. La maggior parte di questi esiste in commercio con l’integrazione di calcio, perché ovviamente ne sono carenti in maniera naturale. Per cui va bene se inserita in un’alimentazione un po’ più completa ma non sono molto indicati in fase di crescita.

L’epidemia di sovrappeso e obesità

Opinione comune e credenza diffusa è che per ridurre il livello di colesterolo e trigliceridi si debbano evitare i cibi grassi. Il consiglio più comune è quello di non mangiare le uova, assumere solo carne magra e acquistare preferibilmente i prodotti “a basso contenuto di grassi”. Purtroppo, proprio questi consigli, hanno determinato l’epidemia di sovrappeso e obesità e l’aumento massivo della vendita delle STATINE, noti farmaci che bloccano la sintesi del colesterolo! I cibi “senza grassi” sono, infatti, il più delle volte, ricchi di carboidrati e proprio i carboidrati determinano la secrezione di insulina, l’ormone che spinge il nostro corpo a produrre colesterolo e ad accumulare grasso nel tessuto adiposo. Un accordo con le lobbies del farmaco?

Che cosa mangiare a colazione?

Alternare una colazione a base di avocado e 100 -150 gr di bianchi d’uovo e un te o un caffè amaro. Yogurt intero bianco 150-200 gr fatto con fermenti lattici e frutta fresca di stagione. La colazione potrebbe essere composta da arance, fichi, mirtilli e albicocche, per avere quasi lo stesso quantitativo di calcio di un bicchiere di latte. Con la differenza che sarebbe tutto calcio trattenuto dalle ossa perché la frutta è un alimento non acido. 

Per merenda. Noci, nocciole e qualche acino di uvetta passa.

Uno sguardo al passato per capire il presente

La cura per l’eccesso di sovrappeso e obesità e degli alti livelli di colesterolo e trigliceridi era già stata scoperta nel lontano 1864! Il Dottor William Banting aveva già scritto, nel suo “ON CORPULENCE” , libro che fu a quel tempo un best seller in Inghilterra, che la cura per perdere peso era eliminare il pane, i cereali e le patate dalla dieta e mangiare pesce, bianchi d’uova, e carne non privata del grasso. Scritti ripresi nel 1960 da H.Taller e I. Stillman, la dieta Scarsdale, Atkins (1970) e tra le ultime la Zona, la Dukan e la Paleo. Nulla di rivoluzionario, ma semplicemente copiare gli scritti di Banting. Ho assistito al ripetersi di simili diete sin dal 1960, e ogni volta la nuova “dieta dimagrante” è riproposta come una novità assoluta, e spesso, la novità riguarda solo argomentazioni più o meno colorite.

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