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L’auspicio del PCIML per il 2016

Compagni lavoratori d’Italia e del mondo intero del braccio e dell’intelletto, da millenni sottomessi e sfruttati dalla classe padronale e dal suo potere politico borghese, clericale e capitalistico di centrodestra e centrosinistra, repressi nelle libertà sociali e privati di una esistenza dignitosa,

questo giorno che segna il passaggio dal 2015 al 2016 è l’ennesimo della storia dolorosa dell’umanità lavoratrice, che ha vissuto e vive in un mondo governato dalla legge infame dello sfruttamento capitalistico, della disuguaglianza sociale, della discriminazione tra le persone, della prevaricazione del più forte sul più debole socialmente e della persecuzione con ogni mezzo possibile di coloro che lottano per costruire un mondo nuovo, superiore e civilizzato.

Abbiamo scelto di chiamarvi e chiamarci compagni lavoratori perché l’appellativo “compagna-compagne/compagno-compagni” è il nome comune più bello di tutte le lingue parlate del mondo conosciuto. Compagno, che deriva dal latino medioevale cum panis, cioè “chi mangia il pane con un altro”, per noi proletari, ovvero lavoratori che nell’ordine sociale capitalistico null’altro posseggono se non le proprie catene, significa condivisione dello sfruttamento e della repressione da parte della dannata razza padrona, della sofferenza, della miseria, della persecuzione, del dolore di classe, del duro pane elemosinatoci dagli usurpatori del nostro lavoro quotidiano, della lotta di classe per la liberazione sociale e della sollevazione rivoluzionaria al momento opportuno per sconfiggere il nemico di classe.

In questo giorno in cui un anno tramonta e un altro appare all’orizzonte chiamarci compagni e insegnando a tutti gli sfruttati il valore umano, fraterno e di speranza di questa sublime parola ci fa andare col pensiero a ritroso nel tempo riconducendoci agli albori della lotta di classe, dagli eroi gladiatori Spartacus in Campania ed Ennio in Sicilia contro la potenza dell’impero romano, alla funzione rivoluzionaria del proletariato francese nella rivoluzione del 1789, al passaggio dal socialismo utopistico a quello scientifico di Marx ed Engels, alla Comune di Parigi del 1871, alla fondazione del Partito Operaio Socialdemocratico Russo del 1898, poi Partito Comunista Bolscevico, alla Rivoluzione russa del 1905 e a quella Socialista Sovietica vittoriosa del 7 novembre 1917, alla costruzione della gloriosa Unione Sovietica da parte di Lenin e Stalin e alla sconfitta del nazi-fascismo in Europa ad opera gigante e prevalente dei popoli dell’Unione Sovietica, di Stalin, della gloriosa Armata Rossa e delle Brigate Partigiane impegnate in combattimento in ogni parte d’Europa.

E’ stato un cammino glorioso di liberazione e di civilizzazione dei popoli percorso dal proletariato di tanti paesi della Terra all’insegna del nome compagno, che tra comunisti e proletari in lotta per la libertà e il socialismo significa anche sorella e fratello. Purtroppo la storia è fatta ancora di corsi e ricorsi e lo sarà fin quando non sarà edificata la società comunista, dove il benessere sociale uguale per tutti farà scomparire gli egoismi e gli individualismi ingenerati negli uomini e nelle donne dopo le esaltanti esperienze del comunismo primitivo – quando i mezzi di produzione, i generi di sussistenza e la ricchezza prodotta appartenevano in misura uguale a tutti i membri della comunità – e l’inizio della lotta di classe.

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Così nel 1956, dopo la morte di Stalin e il tradimento kruscioviano revisionista e opportunista al XX congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, l’era nuova di emancipazione e civilizzazione dell’umanità si è fermata cedendo il passo nuovamente al dominio assoluto del capitalismo e dell’imperialismo sul pianeta. Ciò è avvenuto anche per la lotta religiosa, politica, economica e guerrafondaia coalizzata e accanita condotta dai paesi capitalistici e imperialistici contro l’Unione Sovietica e l’intero mondo socialista realizzato ed anche per l’incapacità del proletariato dei vari paesi di difendere, con ogni mezzo necessario, le conquiste storiche realizzate dalle minacce del revisionismo, dell’opportunismo e dell’economicismo. Sicché dopo la soppressione di quasi tutte le conquiste sociali realizzate nella fase ascendente della lotta per il socialismo siamo ripiombati nell’oscurantismo del sapere, nel barbaro sfruttamento del lavoro e dell’esistenza dei proletari, nella concorrenza economica spietata tra le potenze imperialistiche, nel moltiplicarsi delle guerre a carattere regionale, col pericolo che sfocino nella terza e catastrofica guerra mondiale, e nella minaccia concreta alla sopravvivenza della vita sulla Terra a causa dell’inquinamento e dell’uso militare dell’energia atomica.

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La classe lavoratrice, l’intellettualità d’avanguardia e progressista, l’umanità sofferente per le infinite ingiustizie subite dalla dittatura padronale, diecimila anni di storia, di lotte, di vittorie e di sconfitte del genere umano non possono consentire ulteriormente che un gruppo di mostri della natura, cioè capitalisti e imperialisti dell’industria, dell’agricoltura, delle banche, della finanza e del commercio, continuino a dominare il mondo sfruttandolo con ogni mezzo possibile per ingigantire e rendere sempre più potente il loro dio profitto, la loro insaziabile fame di ricchezza e di dominio sugli uomini e sui beni della natura, continuino ad ammazzarci o farci vivere male con un’alimentazione manomessa e snaturata, a distruggere il patrimonio ambientale, a inquinare l’ambiente facendoci morire di malattie, a scatenare guerre locali e continentali per continuare a dominare il pianeta, sottomettere popoli e paesi, espandere i loro mercati, sfruttare i beni naturali altrui e a causare altre vittime di guerra e di dominio.

In Italia nel 2015 rispetto al 2014 ci sono stati 68.000 morti in più passando da 598.000 a 666.000, con un incremento dell’11%, derivanti, secondo l’esperto di demografia, dall’inquinamento, dai continui tagli dei governi di centrodestra e centrosinistra alla sanità – con le famiglie più povere che hanno dovuto rinunciare a indagini cliniche a pagamento per mancanza di possibilità economiche – e da altre cause. Si tratta di crimini contro l’umanità commessi dal potere economico, sociale e politico dominante che dovrebbero essere puniti con la massima severità.

Dalla sconfitta dell’Unione Sovietica e del mondo socialista realizzato nel ventesimo secolo – Cioè dalla sconfitta della prima esperienza storica di costruzione di una società umanizzata e civilizzata, una sconfitta che però non ha per nulla fiaccato in noi l’auspicio e la possibilità di costruire il nuovo mondo prima socialista e poi comunista La prossima ondata della rivoluzione socialista è già in gestazione e presto esploderà in tutta la sua forza dirompente, proprio come avvenne il 7 novembre 1917 e questa volta, forte della conoscenza della passata sconfitta, il proletariato non consentirà al nemico di classe l’opportunità di sopravvivere e di fermare nuovamente il corso evolutivo della storia. – in Russia come in Italia e in tutti i paesi capitalistici il potere politico e sociale di centrodestra e centrosinistra dei padroni, delle banche e della finanza cartacea ci sta togliendo tutte le conquiste precedenti, dai diritti sul lavoro alla sanità, alla scuola, alla casa, ai trasporti pubblici, all’assistenza sociale e alla pensione dignitosa. Ci sono tutte le condizioni oggettive storiche e sociali per ribellarci a tanta ingiustizia e disumanità, per liberarci dal dominio padronale oppressivo, per conquistarci il potere e per elevare a dignità la nostra esistenza.

L’augurio del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista per il 2016 è che possa essere l’anno della ripresa della lotta di classe di natura rivoluzionaria del proletariato italiano e di tutti i paesi della Terra, o che quanto meno si abbiano i primi segnali positivi in tale direzione, per riprendere il cammino, solo interrotto dalla svolta revisionista del XX congresso del PCUS del 1956, della costruzione del socialismo nei singoli paesi e nel mondo intero. I tempi della svolta rivoluzionaria e socialista sono maturi ed è l’unica possibilità di salvezza del pianeta e del genere umano dalla catastrofe capitalistica e imperialistica in atto.

Forio (Napoli), 1 gennaio 2016.

Il Comitato Centrale

del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista

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