CRONACA

L’auto sbaglia traghetto, Medmar costretta a tornare a Pozzuoli

Un’autista disorientato e un addetto ai controlli dei ticket sbadato costringono la nave in partenza dal porto puteolano ad ormeggiare nuovamente per far scendere il passeggero diretto a Procida, imbarcatosi sul mezzo sbagliato

Quando la nave appena partita dal porto di Pozzuoli ha cominciato a fare “marcia indietro” per tornare ad attraccare presso il porto puteolano, nella sala passeggeri lo stupore si è unito all’ilarità e anche a un pizzico di preoccupazione. Cosa sarà successo? Si sono chiesti i più ansiosi, ma in poco tempo la preoccupazione ha fatto presto posto al buon umore. I sorrisi, pian piano, hanno iniziato a fare breccia nella coltre di ansia che in tempi poco tranquilli come quelli che viviamo fa subito capolino tra le persone più apprensive. Ma è bastato capire cosa fosse successo per far da apripista a una serie di battute che hanno attinto al più esilarante repertorio che solo i partenopei sanno sfornare quando qualcosa di inusuale accade. (e non me ne voglia il lettore che non ama il luogo comune che lega battuta pronta e battute di spirito ai partenopei, spero mi perdoni anche se chi scrive non è Ilaria D’Amico)

La scena cui hanno assistito le persone che si trovavano sul porto non si vede tutti i giorni. La nave appena partita alle 15.00 dal porto di Pozzuoli, dopo aver percorso pochi minuti di navigazione si è improvvisamente fermata e azionato i motori per tornare sul porto. Appena salito a bordo un passeggero che si è imbarcato con la propria macchina si è reso conto di aver sbagliato traghetto. Avrebbe dovuto imbarcarsi sempre su un’imbarcazione della Medmar ma in partenza alle 15.50 e di stazza decisamente differente , quella che raggiunge Procida e invece si è trovato, ormai a portelloni alzati e ormeggi levati, sulla nave diretta verso Casamicciola.

Si sa: questo ponte lungo è stato forieri di giorni frenetici, la stanchezza incombe anche sui più navigati marinai e succede ciò che non dovrebbe capitare. Il disorientato automobilista si avvicina verso la nave Medmar convinto che sia il traghetto che lo porterà verso l’isola di Arturo, non legge i cartelli che indicano la partenza fissata alle 15.00 e soprattutto la destinazione: Casamicciola Terme. Fa vedere il biglietto e l’addetto che si occupa di staccare i biglietti, nel pieno del caos che solo un porto nel cuore di un ponte sa creare,  non si accorge dell’anomalia. Il passeggero parcheggia tranquillamente la propria autovettura nella pancia della balena di ferro, sicuro che lo porterà verso l’isola del Postino. L’inghippo si svela solo allo scoccare delle 15.00 in punto, quando insospettito da una partenza così anticipata rispetto al proprio biglietto, monta la preoccupazione e il sospetto che qualcosa sia andato storto e che il traghetto si stia dirigendo verso una destinazione ignota.

L’autista chiede informazioni, si accorge del problema e fa notare l’anomalia, situazione che arriva subito all’attenzione del comandante che a questo punto avrebbe avuto a disposizione tre possibilità: Andare dritto verso Casamicciola e costringere lo sbadato passeggero a prendere un altro traghetto dall’isola (una nave Caremar per Procida parte da Ischia alle 17.20, un’altra, sempre della Caremar, sempre diretta verso Procida, da Casamicciola alle 17.30), deviare verso Procida, come molti passeggeri hanno suggerito (senza tener conto della necessità di avvertire porto di Procida, e Circomare di Ischia per avere tali autorizzazioni e senza pensare al ritardo della deviazione e l’assurdità dell’idea). Ma essendo partita da pochi minuti e vedendosi ancora all’orizzonte distintamente il porto di Pozzuoli, il comandante ha infine optato per la retromarcia e il nuovo approdo a Pozzuoli per far sbarcare il passeggero diretto a Procida che per pochi minuti è stato ospite del traghetto diretto verso Casamicciola. In fin dei conti, il piccolo disguido, somma di due sbadati, quello del passeggero e quello dell’addetto ai controlli dei biglietti, si è risolto con una ventina di minuti di ritardo sulla tabella di marcia e un piccolo ricordo di ilarità per i passeggeri a bordo, che in fin dei conti non se la sono presa poi così tanto per l’inconveniente

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