Statistiche
ARCHIVIO 4ARCHIVIO 5

L’AUTOGOL DEL SINDACO DI ISCHIA E LA TV TEDESCA

 

Nei giorni scorsi  è sbarcata sul porto d’Ischia una troupe televisiva tedesca e subito si è messa sulle tracce di Enzo Ferrandino sindaco d’Ischia. Che in quanto tale ha potuto rilasciare a richiesta la sua intervista. Enzo Ferrandino ne dà notizia sulla sua pagina facebook  con il seguente testo postato:

“Stamane, ha scritto il sindaco Ferrandino, ho reso un’intervista per una emittente tedesca su Aenaria, la cittadella romana sommersa nella baia di Cartaromana . Lo sfondo del Castello Aragonese, la baia di Cartaromana, la suggestione di un contesto ricco di storia che anno dopo anno sta diventando uno strumento di sviluppo economico e sociale per la nostra isola. Sono orgoglioso, ha concluso Enzo Ferrandino, che Ischia diffonda la memoria di una civiltà gloriosa e millenaria”. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino si è lasciato intervistare dalla televisione tedesca a Ischia Ponte sul vecchio muraglione in posizione panoramica del Piazzale delle Alghe con lo spettacolare specchio d’acqua aragonese alle spalle ed il Castello  e lo storico ponte che porta all’antico maniero sullo sfondo. Dico io: Era opportuno farsi riprendere con  l’intero scenario  retrostante da un attento operatore che nel filmare l’immagine del nostro sindaco sicuramente ha puntato l’obiettivo anche sulla scena pietosa e degradata del ponte aragonese spogliato dei suoi basoli di rivestimento staccatisi  dalla parete e finiti in mare per la mancanza di necessaria manutenzione in questi ultimi vent’anni fino ad oggi ? Un autogol involontario del sindaco Ferrandino, ma pur sempre un autogol,  che permetterà ai nostri amici tedeschi quando vedranno il filmato, di constatare come siamo diventati bravi a trascurare gli angoli migliori della nostra isola ed in particolare del Borgo antico mettendoli addirittura in mostra da maestri. Ed ora vengo nello specifico all’aspetto più sconveniente del caso che vede, prima del sindaco intervistato, la triste sorte dello stesso ponte aragonese in oggetto,  protrarsi nel tempo, in attesa che si decida una volta per tutte, e prima della nuova stagione turistica 2019, di riportarlo in sicurezza ed alla normalità statica ed estetica che merita. Fa male al cuore vedere il secolare Ponte Aragonese ridotto a pezzo d’architettura marittima  fatiscente e pericoloso per la pubblica incolumità. A questo punto, il diavolo va preso per le corna per capire in che modo si può intervenire su di uno scempio lasciato tale da molto tempo fino all’estrema conseguenza. Due anni fa, tanto per non andare troppo all’indietro nel tempo, e lo scorso anno, il Ponte che congiunge l’antico Borgo di Celsa al monumentale Castello di Gerone, era nelle identiche condizioni di abbandono di oggi, con  buona parte del suo frontespizio che guarda a Cartaromana, privo dei suoi storici  basoli di facciata del classico piperno, con i parapetti in tutta la loro lunghezza ricoperti dalla filiera di basoli gonfiati e disincastrati per la mutazione delle condizioni metereologiche delle stagioni, ed in fine con l’impianto  di illuminazione non al top dell’efficienza. Insomma, un autentico disastro di mancata manutenzione e conservazione di un patrimonio pubblico che la storia cataloga fra le strutture più importanti che l’isola d’Ischia nei secoli vanta. Oggi domenica 7 ottobre, giorno dedicato alla riproposta buona iniziativa “passeggiamo a piedi”, con l’autunno in corso  e la stagione invernale d’avanti, stiamo ancor una volta a rattristarci per un’altra estate fatta passare allegramente, dove si è lasciato il Ponte aragonese nelle stesse condizioni di instabilità, di pericolo e di degrado delle stagioni turistiche precedenti. Ciò significa che, lasciataci  alle spalle l’ennesima estate senza nulla fare, già da oggi ci dirigiamo in discesa verso la prossima nuova stagione turistica 2019 di fronte alla quale, sarebbe un nuovo delitto  farsi ancora  trovare immobili e impotenti di fronte al grande problema che si denuncia. A questo punto, agire subito è quello che serve . Il Ponte Aragonese, per l’Amministrazione Comunale in carica, diventa per le ragioni di cui sopra, la massima priorità da seguire. L’asciare quella storica struttura anche per la prossima stagione turistica nelle medesime condizioni di abbandono, così come è stato fin’ora, è da incoscienti. Chi ha la responsabilità tecnica ed amministrativa  dello stato dei luoghi in questione si faccia avanti. Il Genio Civile alle Opere Marittime e l’Amministrazione Comunale di Ischia abbiano la forza, il coraggio e la volontà politica  di esercitare il proprio ruolo di esecutori dei servizi cui sono preposti, per non venir meno ai compiti con cui rispondere alla cittadinanza. Il Ponte Aragonese, per la sua storia e la sua funzione pubblica, vive il periodo più buio della sua lunghissima esistenza. Costruito oltre sei secoli fa nel 1441  con cinque archi o “correnti”, poi ridotti a tre ed in fine ad uno, ha subito negli anni il flagello del mare in tempesta e la furia dei venti riportando danni consistenti. Notevoli furono quelli del novembre del 1966,  ancora quelli 1978 ed altri negli anni successivi, sia pure di minore entità. Mesi dopo, Comune e Genio Civile alle Opere Marittime, corsero ai ripari, ricostruendo le parti distrutte. Quindi, il problema fu risolto in tempi quasi ragionevoli. Da qualche anno a  questa parte, si va avanti con tutt’altra politica, caratterizzata dalla staticità delle idee e dal fermo delle operazioni che in termini di critica severa si chiama immobilismo. Indubbiamente le maggiori responsabilità sono del Genio Civile alle Opere Marittime, mentre il Comune dal canto suo può giustificarsi dimostrando di aver fatto le segnalazioni del caso all’Ente preposto. Ma non basta per Enzo Ferrandino e la  sua rinnovata Giunta tirarsi fuori da responsabilità precise, affermando che il Comune, nello specifico caso, non è l’Ente competente. In questa sconcertante situazione, seguire la comoda strada dello scaricabarile per sottrarsi ai propri doveri, è l’atteggiamento meno consigliabile. Prima che la nuova stagione turistica ci salti addosso, diventa urgentissimo affrontare il gravissimo problema del Ponte Aragonese che non può essere presentato anche  per l’ estate 2019 con lampioni macchiati dalla ruggine, scalette quasi  impraticabili come quella a mezza luna che guarda Vivara , parapetti dissestati e basoli di facciata in continuo scollamento e finiti in mare. Registriamo il grido di allarme che non è il primo di ischitani e forestieri,con la viva speranza che  sia possa essere l’ultimo. In caso contrario, ci troveremmo ancora una volta di fronte a fughe di responsabilità e a gravi atteggiamenti omissivi. Non permettiamo che con l’antico Ponte Aragonese, crolli anche la…storia.

 

                                                                                                  antoniolubrano1941@gmail.com

Ads

 

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex