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Lavori a piscina e palazzetto, ecco le bugie del Comune di Ischia

DI GAETANO FERRANDINO

ISCHIA – Delle due l’una: o mentono oppure non sanno nemmeno di cosa parlano. E quasi verrebbe voglia di augurarsi che fosse vera la prima ipotesi, perché la seconda sarebbe francamente – e ci rendiamo conto che si tratta di un paradosso – ancor più angosciante. Sul caso piscina e palazzetto se ne sono dette tante e – al netto delle considerazioni da “ultras curvaroli” sparate da chi deve difendere questo o quel politico per evidenti interessi di bottega – noi abbiamo sempre preferito far parlare i fatti, le carte, gli atti, e non certo le chiacchiere. Arrampicandosi mai, e sottolineiamo mai, sugli specchi. E su questa linea stiamo per proseguire con l’ultima che stiamo per raccontarvi, e naturalmente documentarvi, perché siamo abituati a muoverci così. Nell’ultima seduta di consiglio comunale ad Ischia l’amministrazione ha decisamente mentito o mostrato di non avere le idee chiare. In particolare il vicesindaco, così come è possibile ascoltare in maniera inconfutabile ed inequivocabile dalla diretta streaming dell’evento e così come riferito anche dallo stesso alla stampa amica, ha riferito che i lavori non erano ancora terminati, che il collaudatore nominato era da ritenersi un professionista cosiddetto in corso d’opera e che c’erano state delle consegne parziali dei lavori.

Ebbene, che sia chiaro a tutti i nostri lettori, non c’è nulla di vero in quanto è stato asserito nel palazzo municipale di via Iasolino. E’ quanto si evince dal contratto stipulato con la ditta Larefin. Basta sfogliarselo, andare a pagina 5 e leggere l’articolo 4, che recita in maniera inequivocabile che il completamento dei lavori è previsto nel termine di 180 giorni. Quindi se è vero che, stando a quanto afferma Enzo Ferrandino, i lavori sono stati consegnati nel mese di dicembre dello scorso anno, è chiaro che gli stessi avrebbero dovuti essere ultimati nel mese di giugno del 2016, quindi correttamente a luglio è stato nominato il collaudatore tecnico amministrativo non certamente in corso d’opera. Su qualche organo di informazione si scrive addirittura che le opere dovevano essere terminate entro il marzo 2017, ma non si capisce dove sia stata attinta o supposta una simile notizia. Un secondo documento che vi mostriamo, invece, documenta come il verbale di inizio dei lavori sia stato stipulato a settembre del 2015: guardandolo attentamente, si legge anche l’importo di un milione e mezzo di euro per i lavori da eseguire nelle due strutture. Che evidentemente, quando finalmente saranno aperte al pubblico, dovranno essere delle vere e proprie “bomboniere”, visto che non sono certamente stati stanziati quattro spiccioli. Insomma, a Giosi Ferrandino e co. lanciamo un solo messaggio: se la piscina non è fruibile la colpa non può essere certamente attribuita ai consiglieri di minoranza ne tantomeno alla stampa. E’ soltanto una questione di mera ed assoluta incapacità amministrativa, e vogliamo augurarci che si tratti solo di quello.

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