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Lavori a via Montecito, si attende il dissequestro per la messa in sicurezza

CASAMICCIOLA TERME. Ieri nuovo sopralluogo dei Vigili del Fuoco in via Montecito, nella parte alta di Casamicciola, laddove sorgono diversi edifici danneggiati dal sisma del 21 agosto. Scopo del sopralluogo, compiuto insieme al geometra Antonio Piro dell’ufficio tecnico comunale, è quello di verificare le condizioni per dare il definitivo via libera al dissequestro, provvedimento necessario per eseguire i lavori di messa in sicurezza su uno dei due stabili situati in quella strada, oggetto di sequestro circa sei mesi fa. Nel dettaglio, tuttavia vi è l’esigenza di eliminare una tettoia, per poter procedere al puntellamento della parete del fabbricato. Finché non verrà rimossa tale tettoia, non si potrà procedere alle operazioni  di messa in sicurezza. Urge dunque il dissequestro dello stabile. Il consulente tecnico della Procura ha già dato parere favorevole: da parte sua il pubblico ministero si è detto pronto a concedere il dissequestro, a patto che le operazioni possano avvenire in sicurezza. Allo scopo ha quindi inviato i Vigili del Fuoco e i Carabinieri per verificare sul campo le concrete condizioni e accertare che la richiesta del Comune possa essere esaudita per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza. L’ingegner Capuano, direttore dei lavori, dovrà redigere la relazione circa i particolari dell’operazione, poi a stretto giro arriverà la notifica del dissequestro temporaneo da parte della Procura.  Come si ricorderà, nella zona sono situati molti degli edifici sottoposti a sequestro nel settembre scorso, quando i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, in collaborazione con i militari della Compagnia di Ischia, apposero i sigilli ad alcuni immobili ubicati proprio nella zona Rossa della parte alta della cittadina termale.  Le strutture, tutte di proprietà privata, finirono nel mirino degli inquirenti per la “possibile” realizzazione abusiva: l’attenzione dell’autorità giudiziaria già nei giorni immediatamente successivi al sisma si era concentrata anche su altre unità abitative che potrebbero essere “venute su” senza permessi a costruire e per giunta in una zona sottoposta a vincolo paesistico. Si era infatti ipotizzato il reato di disastro colposo, legato ovviamente al crollo delle abitazioni.  I magistrati sequestrarono quegli immobili «interessati dai crolli e relativi detriti e macerie, al fine di verificare possibili profili di responsabilità, in capo a terzi, al momento non identificati, connessi alla costruzione degli edifici e/o alla realizzazione di interventi edilizi volti alla modifica del corpo originario in violazione della normativa di settore e della normativa antisismica».  A prescindere da quando siano state costruite le abitazioni, la Procura volle dunque verificare l’osservanza delle normative vigenti in materia di sicurezza e antisismicità. I Carabinieri e l’autorità giudiziaria competente misero sotto sequestro complessivamente 17 immobili, dopo che una serie di incartamenti erano stati acquisiti proprio presso il palazzo municipale di Casamicciola.

 

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