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Lavoro e IV rivoluzione industriale, quali riflessi per l’isola?

Non v’è dubbio che anche la nostra isola, per quanto realtà turistica e non industriale, debba porsi il problema dell’evoluzione del mondo del lavoro, nell’ottica di disegnare un nuovo progetto di sviluppo per il futuro. Ischia è un’isola in senso geografico, ma nell’attuale società globalizzata non esistono isole né Nazioni autosufficienti, tutto è circolare ed interdipendente. Tuttavia, e in questo ha ragione il giovane amico Graziano Petrucci, non serve a nulla parlarsi addosso e rimpiangere i tempi che furono. Guardiamo al futuro, con saggezza, con profondità di analisi , capacità di sintesi e proposte di soluzioni. E’ vero che andiamo incontro ad un processo di forte automazione del lavoro ( Advanced automation); è vero che oggi si riesce a fare l’inventario di magazzino di una grande azienda con l’utilizzo di droni, capaci di selezionare i prodotti in una gamma di 200mila codici diversi; è vero che una stampante 3D consente di creare una parte di auto o aereo o una protesi medica attraverso la stampa strato per strato. Tuttavia, nell’industria meccanica, si è registrato un mezzo passo indietro, come in Germania, dove hanno rimesso – al posto degli automi – uomini esperti che non commettono alcuni degli errori dell’automatismo. Questo è un caso limite. Il compromesso è una collaborazione uomo-automa; il fenomeno si chiama “ Co-bot”, uomo che collabora col robot. Insomma, non ci saranno “fabbriche senza uomini”, ma robot con uomini esperti e tecnicamente competenti. Questo richiede una forte strategia di formazione permanente. Come IKEA, in Svezia, ha una Università propria per la formazione di dirigenti, quadri, addetti, così l’Ansaldo, in Italia, ha istituito una Factory University, l’Università di Fabbrica. La Dallara, in Emilia Romagna, ha istituito un Liceo di Scienze Applicate, per produrre auto di formula 3. E i sindacati stanno capendo che questa è la strada da percorrere per un futuro industriale. Ischia non ha industria, ma anche il turismo ha da affrontare sfide con le novità del mondo moderno: fenomeni come Uber, nel trasporto privato o come Airbnb, nel settore ricettivo delle case vacanza o di “ revenue management” nel settore alberghiero, non vanno demonizzati tout court, ma affrontati, regolamentati e messi al servizio del bene collettivo, della qualità del servizio e della tutela dei lavoratori e dei livelli occupazionali.

F.B.

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