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CRONACA

LAVORO Napoli, miraggio lavoro: meno assunti che nel 2019

Dall’inizio del 2021 sono stati creati oltre 830 mila posti di lavoro, a fronte dei 327 mila del 2020 e dei 689 mila del 2019. E’ quanto emerge dal rapporto di ministero del Lavoro e Banca d’Italia sulle Comunicazioni obbligatorie. Quasi il 90 per cento dei posti di lavoro creati dall’inizio del 2021 è stato attivato con un contratto a termine (al netto delle cessazioni). La modesta dinamica delle posizioni a tempo indeterminato, marcatamente inferiore anche a quella osservata nel 2020, risente del numero ancora esiguo di nuove assunzioni e trasformazioni di impieghi già in essere (-23,8 per cento nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019). A luglio e agosto l’industria ha continuato a crescere a ritmi superiori a quelli precedenti la pandemia: nei primi otto mesi del 2021 sono stati creati 138 mila posti di lavoro. In particolare, alla positiva dinamica delle costruzioni (64 mila posti di lavoro in più da gennaio 2021) si è affiancato il graduale recupero della manifattura che, dopo la stagnazione del 2020, ha registrato a fine agosto un saldo positivo di 65 mila posizioni create dall’inizio dell’anno. A luglio e agosto si è anche rafforzata la tendenza positiva dei servizi, trainati dal commercio, dai settori ricreativi (arte, cultura, sport e tempo libero) e soprattutto dal turismo che ha superato i livelli dello stesso periodo del 2019. Tuttavia nelle grandi città il recupero è rimasto parziale: a Roma, Milano, Venezia, Napoli, Firenze e Palermo le attivazioni nette tra gennaio e agosto di quest’anno risultano ancora inferiori a quelle dello stesso periodo del 2019. Si è gradualmente riassorbito il divario di genere osservato nel 2020, che era stato alimentato anche da fattori di offerta di lavoro riconducibili agli accresciuti carichi di cura familiare. Nei primi otto mesi del 2020 le donne avevano occupato solo un terzo delle posizioni di lavoro create (circa 108 mila su 327 mila); quest’anno la quota è salita al 43 per cento (361.000 su 832.000), in linea con l’incidenza della forza lavoro femminile sul totale dell’occupazione. Anche i giovani sono stati favoriti dalla ripresa delle assunzioni.

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