CRONACAPRIMO PIANO

Lavoro nero e denuncia social, al via le indagini della Polizia

Un utente aveva denunciato con un video divenuto virale le ingiustizie e i comportamenti illeciti subiti dalla fidanzata sul posto di lavoro

Era in fondo prevedibile. Di fronte ad accuse gravi come quelle denunciate sui social su una tematica sensibile e divenute in breve tempo virali, sono scattate le indagini della Polizia. Parliamo del post pubblicato da un ragazzo, Pietro, sul suo profilo social e poi condiviso su una serie di profili più o meno tematici. Il ragazzo, come molti ricorderanno, aveva scritto: “La mia compagna stava venendo obbligata a firmare un contratto che non rispettava le ore di lavoro e che se non avesse accettato sarebbe stata licenziata, decurtandogli di fatto un rimborso del sette e trenta a quel punto io e la mia compagna abbiamo deciso di sputtanare la situazione. Forse questo piccolo atto di coraggio nostro può essere da apripista a tanti altri che subiscono in silenzio, noi abbiamo deciso di non sottostare al ricatto non solo per il bene nostro ma per tutti. Perché più abbassiamo il valore del nostro lavoro e più nascono approfittatori che guadagnano dal nostro sudore e sangue”.

Parole durissime, seguite da un video arrivato a superare di gran lunga le diecimila visualizzazioni postato poi sul social anche in maniera decisamente “professionale”: Pietro, infatti, alla fine citava il negozio nel quale si trovava ma in ogni caso coprendo sempre i volti dei suoi interlocutori – presumibilmente proprietari o direttori dell’attività commerciale – nei cui confronti si rivolgeva sparando accuse di fuoco: “Qui il personale viene dichiarato per quattro ore ma ne lavora otto abbiamo anche tutti i video delle telecamere di sicurezza che lo documentano. E avete sottratto anche ore di lavoro dalla busta paga” rincarando poi la dose: “La mia compagnia viene truffata, adesso la porto via con me, ma una cosa è certa: lei attualmente lavoro e voi le avete modificato la busta paga”. Dopo una lunga serie di accuse, e di tentata difesa da parte degli interlocutori, nel finale concitato arrivava la richiesta di chiamare le Forze dell’Ordine. E queste ultime, adesso, sono già al lavoro per verificare le pesantissime accuse relative a una problematica già altre volte denunciata sulla nostra isola.

Articoli Correlati

8 Commenti

  1. Infatti, mi rifiuto di credere che nessuno sapeva niente. Io credo che questo fenomeno di sfruttamento dei lavoratori sia ben più diffuso e, quindi, le indagini dovrebbero essere estese, di gran lunga, su molte attività commerciali.

  2. È vero, però se il problema investe gli extracomunitari, con tutto i rispetto, le autorità sono molto più sensibili. Chissà perché.

  3. I titolari del negozio in questione , hanno altri negozi sull’isola ,i dipendenti ricevono tutti lo stesso trattamento, sfruttamento ,buste paga fasulle e tanto “altro”.

  4. Albergatori che pagano i camerieri ucraini 30 euro al giorno per 10 ore di lavoro, 3 euro all’ora, e poi gli ischitani non trovano lavoro. Ma di cosa vogliamo parlare…

    1. In tutto questo non capisco perché la Guardia di Finanza che, per competenza istituzionale, non si muove?
      Un lavoratore pagato part-time ma sfruttato full-time, oltre al danno provocato allo stesso, se non erro, provoca danni anche alle casse dello Stato.

  5. Evviva, la giustiziaaaa! Le lavoratrici del negozio “Piazza Italia” sono state tutte licenziate e altre risorse lavorative si sono prostrate all’ape regina, ossia la titolare di tutti i negozi OVS presenti sull’isola.
    Viva l’Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close