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CRONACA

Le analisi e le motivazioni del neolaureato

Giovanni Lamonaca: «Ho scritto questa tesi per mettere in evidenza tutto quello che c’è ancora da fare sull’isola nell’ambito della disabilità»

Abbiamo chiesto al dott. Lamonaca di spiegarci per quale ragione abbia voluto affrontare una simile tematica: «La disabilità e il relativo nesso con l’inclusione sociale sono temi ultimamente molto discussi e sono tante le misure e le norme scritte per garantire una vita più dignitosa e più autentica a tutte le persone con disabilità. Ma tra quello che c’è scritto nelle buone prassi e nella realtà c’è ancora una sensibile differenza. L’impressione è che a livello teorico si stia facendo tanto, ma che a livello pratico il mondo della disabilità sia ancora troppo indietro. Il mondo di oggi viaggia sempre più veloce e non si sofferma a guardare e capire come vive chi è meno fortunato, oppure si accontenta di sapere che ci sono aziende, enti e organizzazioni che si occupano di queste persone senza mai interessarsi realmente di come vengano trattate».

Ha continuato la sua analisi portando alla luce altre problematiche: «Sono molti i casi in cui questi soggetti vengono visti come un ‘problema’ da scaricare addosso ad altri e per molti affidarli ad esperti sanitari ed educativi rappresenta la loro personale soluzione al ‘problema’. Il mondo della disabilità è esposto a numerose frecce che possono bersagliarlo ed è per questo che occorre alzare uno scudo per difenderlo, uno scudo fatto da una nuova cultura che possa far emergere le persone con disabilità da questa sorta di letargo sociale. Un elemento da considerare è che queste persone vengono percepite come ‘oggetti di pietà’ o ‘problemi da guarire’, invece di puntare sulle potenzialità che hanno da offrire. Ne deriva una visione distorta, lontana dall’identificare la persona con disabilità su più dimensioni e ciò non porta all’inclusione e alla partecipazione alla vita sociale, bensì conduce a forme di discriminazione, esclusione e segregazione». Giovanni Lamonaca ha concluso: «In tal senso questo lavoro è nato dal desiderio di voler offrire un quadro reale della situazione di tale tematica sull’isola d’Ischia. L’aspetto da non sottovalutare è l’assoluta novità di questo genere di ricerca, inedita per il nostro contesto territoriale. Pertanto è stato importante avere efficaci strumenti per la raccolta e l’elaborazione dei dati».

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