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Le antenne del Regno di Nettuno sul tetto della Colombaia

di Marco Gaudini

 

FORIO –  Avevamo già parlato di quello  che sta accadendo nella zona di Zaro, per la realizzazione di alcune opere anche abbastanza impattanti.  Da Roma, infatti è stato dato il via libera ad un vecchio progetto di videosorveglianza nell’area marina per monitorare la zona del Regno di Nettuno ventiquattro ore al giorno (da valutare i profili di rispetto della privacy, che, anche se le telecamere sono installate a difesa di un interesse collettivo, potrebbero comunque non rispettare la vigente normativa in materia). Progetto che prevede un impegno di spesa di circa  16 milioni di euro per realizzare sull’isola d’Ischia 22 postazioni e 5 ripetitori. Da oltre più di un mese, infatti, avevamo segnalato nel nostro precedente articolo, si sta provvedendo –  pare che non siano chiari i titoli autorizzativi o i permessi per i quali si stanno effettuando queste attività – alla realizzazione della rete. Proprio in virtù di ciò a Serrara nella zona del Bracconiere, sembrerebbe che  una grossa centralina sia stata sequestrata perché messa in opera senza i dovuti permessi. A Zaro, uno dei luoghi più belli dell’isola, meta di tanti turisti, nel terreno di proprietà comunale, nella parte del “lato mare” dove fu realizzata un’area di travaso successivamente sequestrata, con una pala meccanica si è proceduto a trasformare un piccolo  sentiero pedonale in una strada carrabile. Per fare ciò pare siano stati abbattuti alcuni alberi, canneti e varie piante di basso fusto per poi realizzare una grossa base di cemento, che dovrebbe contenere una centralina per le apparecchiature di videosorveglianza e un grosso palo in ferro zingato di 10 metri. Un’azione che certamente non sarebbe proprio in linea con un’attività che si propone di vigilare sulla sorveglianza anche ambientale di un’Area Marina Protetta. Ma le installazioni, stanno andando avanti, e dopo il traliccio di Zaro la ditta Savio, che si sta occupando dei lavori,  ha iniziato a montare sul tetto della Colombaia un nuovo ripetitore. Il tutto ovviamente, senza però che siano chiari tutti i titoli autorizzativi, in considerazione anche dell’alto valore storico-culturale della villa del grande regista, Luchino Visconti.  Insomma mentre il Regno di Nettuno, che risulta ancora commissariato, è sempre di più un regno di “nessuno”, nonostante l’interessamento dei Sindaci, che prima si sono opposti al provvedimento di commissariamento, e poi, dopo la batosta del Tar, hanno sollecitato il Ministro, per un riaffidamento della gestione al Consorzio, sembra che l’unica cosa importante sia questo progetto di videosorveglianza. Tanto importante da prevedere dei ripetitori, in zone altamente vincolate o sui tetti di strutture che fanno parte ormai del patrimonio artistico e culturale non solo della nostra isola ma dell’Italia intera.  Questi lavori non sono passati, infatti, inosservati ai tanti isolani, che hanno trovato alquanto “particolare” l’installazione di queste strutture sul tetto della Colombaia. Augusto Coppola, ad esempio, sul suo profilo Facebook, commentando alcune foto dell’area, scrive:«Ricordate il gabbiotto che avevano montato sulla Villa La Colombaia?!…. come vi avevo anticipato: ZAC! proprio oggi, ecco telecamera e antenne del Regno di Nettuno. Bello! Veramente bello! Oltre al fatto che quelle telecamere servono a ben poco, deturpare le splendide terrazze della Villa, è da ignoranti!!! Ah, dimenticavo… l’energia elettrica sarà prelevata dal contatore della villa…. bah!… Aggiungo qualche panorama visibile dalle terrazze della Villa… il paradiso con le antenne…! ». Risulta effettivamente difficile, non condividerne il pensiero, proprio in considerazione dello scopo per il quale si sta realizzando questo progetto: la tutela e la salvaguardia di un’area protetta. Sembra non ci sia altra strada, per tutelare il Regno di Nettuno, che quella di realizzare opere che rasentano un vero e proprio sfregio al nostro territorio ed al paesaggio. Forse sarebbe più utile pensare prima a rimettere seriamente in funzione un’Area Marina Protetta, tra le più vaste in Italia, e di così grande importanza per le isole del golfo, invece di  piazzare pali e tralicci per il controllo di un AMP che oggi, ed è sotto gli occhi di tutti, non funziona!  Inoltre non risulta che al Ministero delle Telecomunicazioni sia stato inviato tutto il piano per la realizzazione di tali punti ripetitivi anche perché, lo stesso Ministero, deve rilasciare le relative autorizzazioni e le frequenze di trasmissione il tutto con il relativo pagamento del canone annuale. Tutto ciò avviene quindi probabilmente anche senza un chiaro quadro di autorizzazioni e permessi. Senza, inoltre, che anche gli Enti di prossimità, chiariscano la posizione su tale vicenda. È quindi forse il caso, che le autorità competenti inizino una procedura di verifica di ciò che sta accadendo e degli impianti che si stanno istallando. Il tutto, ovviamente, al fine di tranquillizzare anche l’opinione pubblica ed i cittadini sull’effettiva regolarità delle procedure e,  nel caso, qualora vi fossero, riscontrare degli abusi o delle illegittimità.

 

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