LE OPINIONI

IL COMMENTO Le cose non dette

Pochi giorni fa, al cinema Excelsior (ormai unico cinema isolano in funzione) abbiamo potuto assistere al film di Gabriele Muccino “Le cose non dette”. Un film sulla difficoltà delle relazioni umane che possono svoltare, in un batter d’occhio, in situazioni drammatiche. Un film, a mio avviso, basato su un ottimo spunto e su interessanti obiettivi tematici, ma rimasto alquanto inespresso e deludente. Ma Muccino è così, si arrovella fino al punto di restare a mezz’aria. La stessa impressione ricavata dal film, personalmente la ricavo dalla situazione attuale dell’isola d’Ischia: lì dove il protagonista del film (Stefano Accorsi) è il pasticcione, incapace di scelta tra due donne (moglie e amante, rispettivamente Miriam Leone e Beatrice Savignani) assomiglia molto al mondo imprenditoriale isolano che, in maniera ipocrita e confusa, si dibatte tra logica ed etica operativa e opportunismo e fascino della trasgressione di regole e norme. La figura dell’adolescente nel film (Margherita Pantaleo) che alla fine fa giustizia della situazione equivoca, trova corrispondenza, nella realtà locale, nelle forze dell’ordine che, con i loro interventi, ripristinano l’ordine sociale sconvolto.

Ma usciamo fuori di metafora: in quest’ultima settimana, due fatti mi hanno colpito e convinto che ci sono molte “cose non dette” in quest’isola. Prendiamo l’intervista rilasciata domenica scorsa dal Presidente di Federalberghi di Ischia e Procida, Luca D’Ambra, dal titolo “Il turismo è in salute. Le imprese in affanno”. Premetto che considero Luca persona sensibile e intelligente e imprenditore dai sani principi etici. Ciò premesso, nel ragionamento fatto alle domande postegli da Il Golfo, mi è sembrato un po’ come un marziano disceso all’improvviso sulla Terra. La sua valutazione è: buoni i ricavi aziendali, ottimo il livello dei turisti arrivati nel 2025, il lato negativo è rappresentato dai costi operativi alti e da tasse e imposte troppo onerose. Insufficienti i servizi erogati da Stato ed Enti locali. Questo, in sintesi, il suo bilancio 2025. Quanto ai flussi turistici, Luca ha sottolineato l’importanza del filone americano. Circa i paesi concorrenti, aggiunge ai Paesi europei come la Spagna, i paesi concorrenti nel benessere come la Slovenia e la Turchia. Dal punto di vista termale, non siamo più, secondo Luca, il paese degli anziani che vengono a curarsi ma il paese che accoglie varie generazioni che prevengono, con le terme, i mali psicofisici. Autocritiche? Ce n’è una: l’obsolescenza di numerose strutture alberghiere. Il finale dell’intervista è ragionevole e riscatta parzialmente qualche falla nell’esposizione. Così recita il finale del Vangelo (turistico) secondo Luca: “La mia visione è indirizzare Ischia verso un’isola che ha smesso di consumarsi e ha iniziato a rigenerarsi. Un’isola dove l’albergatore non è visto come uno sfruttatore del territorio, ma come il custode della sua bellezza”. Perfetto! Peccato però che nel resto dell’intervista questo ottimo principio non abbia trovato le parole giuste.

Parole non dette, proprio come nel film di Muccino. Federalberghi ha mai, non dico denunziato ma almeno sottolineato che tra gli attuali imprenditori (soprattutto nel settore ricettivo) ci sono pecore nere, la malerba che distrugge la bellezza, sacrifica il potenziamento dei servizi ai clienti sull’altare della corsa spasmodica al numero di stanze? Partita con buone intenzioni, Federalberghi, nel progetto di migliorare, con opportune osservazioni, il Piano di Ricostruzione e il Piano Paesaggistico isolano, assieme ad Associazioni e Ordini professionali, si è via via defilata, per mancanza di coraggio e per le contraddizioni e resistenze interne all’Associazione. Perché Luca, Federalberghi – a differenza degli albergatori di Casamicciola – non ha mai concretamente appoggiato la proposta di istituzione del Parco Regionale Protetto del Monte Epomeo? Attenzione anche ai facili entusiasmi sul turismo “ottimo“ del 2025 e sui nuovi flussi americani. E’ vero che è diminuito il flusso provinciale e caciarone, ma è stato determinato dal grande rilancio economico di Napoli che ha trattenuto in città molta gente per motivi di lavoro. Ma è fenomeno non irreversibile. Quanto agli americani, gli esperti dicono che l’indebolimento del dollaro, verificatosi di recente, è un movimento di lungo respiro e questo potrebbe frenare la continuità della crescita dell’incoming americano. Quanto all’esosità di tasse ed imposte, in particolare della Tari, Federalberghi ha mai sposato con decisione e spinto per un servizio isolano unificato della raccolta, smistamento e trasporto a discarica dei rifiuti, per abbattere i costi e diminuire le tariffe? Può Federalberghi, in una diagnosi sul paese, ignorare che esiste una “desertificazione commerciale” (in particolare nel Comune d’Ischia) con innumerevoli negozi in fitto o in vendita? E la cui crisi (che va ben al di là di quella nazionale del commercio) non dipende solo dall’esosità di tasse e imposte ma anche da una mancata pianificazione commerciale? Può Federalberghi non lamentare la situazione insopportabile del traffico, a cui la politica non riesce a porre rimedio? L’attività ricettiva non si conclude nel recinto dell’albergo e quando il cliente esce fuori vuole vivibilità, servizi e strutture commerciali adeguate. Ecco, Luca, costituire la parte sana dell’imprenditoria ricettiva non basta. E’ necessario convertire al “buono” tutti gli imprenditori del settore o, quantomeno, non “includerli”. Se del caso, stigmatizzarli, isolarli, espungerli dal corpo associativo ed isolano.

Però il ragionamento delle “cose non dette” non va ristretto agli albergatori, Va ampliato a tutti gli operatori economici e all’intera società civile isolana, che spesso rimane inerte e passiva. Per non parlare degli aspiranti nuovi amministratori pubblici. E’ paradossale che, ad esempio, per le prossime amministrative, si stiano allestendo nuove liste e nuovi candidati Sindaci, senza che nel Paese ci sia traccia di nuove idee, progetti alternativi, programmi concreti. Ancora una volta, prima gli uomini (molti sono gli stessi di sempre) prima le tattiche sui rapporti clientelari, familiari, amicali e poi le idee e gli indirizzi. Gabriele Muccino avrebbe di che filmare sulle cose non dette a Ischia! Ah, dimenticavo, nel film è risolutivo il ruolo della adolescente femminile che, a modo suo e in maniera sconvolgente, risolve la situazione equivoca. Avverrà mai che, a Ischia, i giovani e giovanissimi risolvano le situazioni ingarbugliate e stagnanti dell’isola?

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