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Le deleghe, la pace in maggioranza, l’Evi: Spignese già parla da leader

DI GAETANO FERRANDINO

Finalmente la Giunta politica è stata partorita anche se con molto ritardo. Si dice che  c’era anche Luca Spignese, un anno fa, tra quelli che una sera andarono a dormire sapendo di dover diventare assessori ma poi al risveglio si trovarono dinanzi un quadro della situazione decisamente stravolto.

«Guarda, mi verrebbe voglia di riprendere ed emulare il neo consigliere comunale Maurizio De Luise che nel suo discorso pronunciato appena insediato pronunciò la canonica frase “Scusate il ritardo”. Sì, non posso negare che tutto cambiò all’improvviso e per questo motivo immagino sia normale che rispetto a quanto accaduto ci sia un ancora un po’ di amarezza. Il sindaco avrà avuto le sue motivazioni per seguire quella strada, adesso quello che conta è mettersi al lavoro e recuperare il tempo perduto». 

Ti sei mai chiesto cosa potrebbe aver fatto salvare il banco all’ultimo secondo?

«Certo che me lo sono domandato, ma preferisco non entrare nel merito. Anche perché, sono sincero, ancora oggi mi mancano dei tasselli per poter dare una risposta indubitabilmente sensata. Ripeto, è andata come è andata: acqua passata, guardiamo avanti e pensiamo a risolvere i tanti problemi del paese».

Quando si tratta di giunta, sembra destino che Enzo Ferrandino non debba essere particolarmente fortunato. Inizialmente ha abbandonato la soluzione politica, optando per un esecutivo tecnico. Adesso che è arrivata quella politica, manca comunque un quinto tassello per completarla. Questo è un segnale inequivocabile della turbolenze attualmente in atto all’interno della maggioranza. Una situazione da monitorare e forse più di un motivo per preoccuparsi: Luca Spignese come si pone rispetto a quanto sta succedendo?

«Personalmente, preferisco prendere le debite distanze dall’aspetto politico di questa vicenda, soprattutto perché adesso mi ritrovo anche io  a ricoprire  una posizione “tecnica”: sono un assessore, non un consigliere e dunque esterno agli eventi. Sicuramente c’è da dire, però, che una giunta non completa in tutti i suoi tasselli non è un organo che può funzionare a pieno regime. Penso comunque che a breve la situazione si risolverà, quindi non mi preoccuperei troppo. Cerchiamo piuttosto di trovare le energie necessarie per iniziare un percorso concreto per il bene del territorio».

A proposito di grattacapi, quanto pensi invece che il sindaco debba temere per la stabilità della sua poltrona? E chiaro che questo è un interrogativo inevitabile vista la situazione “border line” che sta vivendo l’amministrazione comunale di Ischia…

«Più che border line, la definirei una situazione frutto di un momento di chiarimento politico  rispetto ad un gruppo che si è formato non da molto tempo e ad un intera coalizione dove ognuno cerca di avvantaggiarsi sull’altro nell’ambito della stessa maggioranza.  L’appello che posso rivolgere da esterno è che queste scaramucce politiche  sarebbe meglio evitarle o lasciarle all’interno esportando invece il lato buono e nobile della politica ischitana. Pensiamo prima alla problematiche del paese per il quale siamo stati eletti ed al quale dobbiamo dare risultati. E risposte». 

In parole povere, mi stai dicendo che Luca Spignese il documento ufficiale di sfiducia al sindaco Ferrandino se lo sarebbe risparmiato esprimendo il suo malumore nel chiuso di una stanza…

«Assolutamente si. Questo è il metodo di fare la politica che ci hanno insegnato i nostri precedenti amministratori. I panni sporchi vanno sempre lavati in famiglia.  E’ normale essere in disaccordo su determinati questioni, fa parte delle dinamiche, però alla fine bisognerebbe trovate la giusta coesione per il bene di Ischia».

È giusto secondo te parlare di una contrapposizione o braccio di ferro tra Enzo Ferrandino e Giosi ? O è soltanto una semplificazione come sostiene chi magari vuole sminuire quanto sta succedendo ultimamente?

«Ribadisco ancora una volta, che preferirei non entrare nel merito di argomenti di così forte connotazione politica. L’unica riflessione che posso fare è che se dovessero esserci davvero delle divergenze tra i due, sarebbe meglio appianarle perché -e con questo non voglio sembrare ripetitivo- Ischia ha bisogno di energie spese diversamente».

Veniamo alle deleghe che ti sono state assegnate.

«Sono molto soddisfatto delle deleghe ricevute dal sindaco. Rispecchiano senza dubbio l’operato già svolto nella precedente consiliatura e dunque vanno nel solco della continuità. Non potevo chiedere di meglio.  Da una  parte mi sono state assegnate deleghe quali risorsa mare, portualità, ripascimento spiagge che convergono tutte in un unico comune denominatore che è il turismo; dall’altra c’è la delega per l’abbattimento delle barriere architettoniche per la quale ho intenzione di impegnarmi a tutto tondo. Già nei giorni scorsi, infatti, ho incontrato insieme  alla UILDM alcune famiglie che hanno con sé persone  diversamente abili. Su questo profonderò il massimo sforzo e ascolterò tutte le istanze che mi dovessero pervenire».

Sei un dipendente dell’Evi. Un’azienda che sta pian piano uscendo  da un periodo di forte crisi. Sicuramente a chi lavora nell’ente non potrà che far piacere sapere di avere un collega nella giunta del Comune di Ischia.

«Sono contento che sia così, ma mi sia consentita una sottolineatura. Devo rimarcare che noi dipendenti dell’Evi abbiamo avuto la bravura ed il buon senso di seguire l’amministrazione guidata da Pierluca Ghirelli che ci ha dato l’impulso giusto per capire che l’azienda era anche la nostra. Abbiamo intrapreso un percorso tortuoso anche con un contratto di solidarietà che ci ha portato ad una riduzione dello stipendio. Abbiamo fatto sacrifici e non ci siamo sottratti agli stessi, ma oggi gli sforzi vengono ripagati e possiamo iniziare a rivedere la luce. Credo che continuando a percorrere questa strada, l’Evi possa avere davanti a se un futuro roseo anche nel segno dello sviluppo».

Torniamo alla politica ed al sindaco, cui molti consiglieri hanno imputato il fatto di non aver mai saputo parlare al gruppo ma sempre ai singoli. Secondo te, nella fase iniziale del suo mandato,cosa è mancato ad Enzo Ferrandino per far si che la macchina amministrativa si mettesse fin da subito in moto?

«Credo che il  problema  principale sia stato non aver dato immediatamente impulso e risposte al paese. L’amministrazione, nel momento in cui è stata eletta, avrebbe dovuto muoversi concretamente nell’ottica di risolvere una serie di criticità. come di norma è sempre stato fatto. Tutto questo non è avvenuto, per una serie di motivi e circostanze che non voglio approfondire: non conosco tutti i tasselli di questo mosaico e potrei fare valutazioni poco opportune, ma quel che conta è che abbiamo molto tempo per recuperare».

Quali sono secondo te le priorità su cui concentrarsi?

«Per quanto mi riguarda, la priorità è quella di ridare decoro agli arenili. Inoltre bisogna partire con un tavolo di concertazione sui trasporti marittimi che dovranno essere rivisti in funzione delle esigenze del territorio e dei cittadini. Mi permetto comunque di osservare che, al di là di questo, ci sono tante altre tematiche che  andrebbero affrontate nell’immediato per dare un’immagine migliore del nostro territorio anche dal punto di vista turistico. Il tema più caldo, a riguardo, è senza dubbio quello della depurazione».

Il gruppo di cui fai parte, Orizzonte Comune,  è partito in un modo per poi perdere un pezzo per strada. Il suo padre putativo, Ottorino Mattera,  è finito poi sul banco degli imputati.  Immagino che questa sia stata una vicenda che hai seguito da vicino e anche somatizzato,  trattandosi della tua “casa madre”. Posso chiederti che idea hai maturato?

«Sicuramente tutto è ha avuto inizio con l’abbandono di Carmen (Criscuolo, ndr), alla quale rinnovo comunque il mio in bocca al lupo.  Per quanto riguarda Ottorino, quest’ ultimo ha dato dimostrazione che la politica la conosce e la sa fare. Io l’ho sempre visto come un pugile che quando deve incassare il colpo lo incassa, ma  sa anche colpire nel momento in cui deve farlo, nel punto giusto, portando a casa importanti risultati dal punto di vista politico. E poi devo ricordare che Orizzonte Comune è stata  una rivelazione in quanto è stata la seconda lista votata dai cittadini,  e deve essere rispettata per il valore  che ogni suo componente ha prodotto in termini di risultato portato alla causa». 

 

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