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«Le eccezioni al divieto di sbarco? Figlie delle esigenze dei territori»

La parola ai sindaci dopo l’emanazione di un decreto davvero “variegato”. Per Castagna e Caruso concedere alcune deroghe e far sbarcare le auto dei campani è «un incentivo per il turismo di alcune zone dell’isola»

Covid o non Covid, non cambia nulla ad Ischia. Vigeranno i soliti divieti per i veicoli dei non residenti. Dal prossimo fine settimana e fino al 31 ottobre 2020 sono vietati l’afflusso e la circolazione nell’isola di Ischia, comuni di Casamicciola Terme, Barano d’Ischia, Serrara Fontana, Forio, Ischia e Lacco Ameno, degli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori, appartenenti a persone residenti nel territorio della regione Campania o condotti da persone residenti sul territorio della Regione Campania con esclusione di quelli appartenenti a persone facenti parte della popolazione stabile dell’isola. Nello stesso periodo il divieto è esteso agli autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 26 t, anche se circolanti a vuoto, appartenenti a persone non residenti nel territorio della Regione Campania.

Niente di nuovo, se non per le eccezioni. Le deroghe sono previste con precise condizioni nei comuni di Serrara Fontana, Forio, Barano e Casamicciola. Vediamo quali. Possono sbarcare sull’isola i veicoli, nel numero di uno per ciascun nucleo familiare, di persone residenti nel territorio della Regione Campania che dimostrino di soggiornare per almeno 15 giorni in una casa privata, con regolare contratto di affitto, o per sette giorni in un albergo del Comune di Barano d’Ischia, alle quali sarà rilasciato apposito bollino dalla polizia urbana del suddetto Comune. Eccezioni anche a Casamicciola dove chi soggiorna per almeno 15 giorni in una casa privata con regolare contratto di affitto o per sette giorni in un albergo situato nel Comune di Casamicciola Terme, può portare la propria auto seppur è residente in Campania. Tale eccezione vale fino al 30 giugno 2020 e nel periodo che va dal 1° settembre al 31 ottobre 2020.

Anche a Serrara Fontana ci può arrivare con l’auto. La deroga al decreto, infatti, è concessa ai residenti nel territorio della Regione Campania che dimostrino di soggiornare per almeno 15 giorni in una casa privata, con regolare contratto di affitto, o per sette giorni in un albergo del Comune di Serrara Fontana, alle quali sarà rilasciata apposita autorizzazione dalla polizia urbana del suddetto Comune. Stesso discorso per chi soggiorna nella frazione di Panza a Forio. Anche in questo caso i residenti nel territorio della Regione Campania che dimostrino di soggiornare per almeno 15 giorni in una casa privata, o per 7 giorni in un albergo potranno sbarcare con l’auto.

Già a gennaio, nel momento in cui i sindaci hanno formulato la proposta per di divieto di sbarco è emersa una notevole disomogeneità. Sul tavolo del ministro dei Trasporti Paola De Micheli sono arrivate proposte frammentarie. C’è chi come il Comune di Comune di Barano, tramite delibera di giunta ha richiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’adozione di un provvedimento per il divieto di afflusso e circolazione dal 4 aprile (sabato antecedente la domenica delle Palme) al 31 ottobre 2020. Diversa, invece la proposta di Lacco Ameno che aveva chiesto lo stop della circolazione dal 1°aprile al 31 ottobre 2020 per “gli autoveicoli motoveicoli e ciclomotori appartenenti o condotti da persone residenti nel territorio della Regione Campania e quanti guidati da persone residenti nella Regione Campania ad esclusione di quanti appartenenti a persone facenti parte della popolazione stabile dell’isola”. Un provvedimento che si ripete ogni anno dovrebbe essere una formalità ma che, con la discrasia di date e deroghe, indica la mancanza di condivisione e di comunicazione tra i sei comuni dell’isola. Insomma una pratica semplice e di routine che rischia di ingarbugliarsi.  

Ma non la pensano così i sindaci dell’isola che difendono le proposte effettuate e poi accolte dal Ministero dei Trasporti. «Non c’è nessun caso», tuona il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna. E spiega: «Ogni sindaco ha ascoltato le esigenze del territorio ed il provvedimento del Ministero dei Trasporti tiene presente delle necessità dei Comuni». «In un’isola così grande come Ischia bisogna dare la possibilità di ammettere dei distinguo», ribadisce. E spiega la necessità di proporre per Casamicciola la deroga per lo sbarco delle auto fino al 30 giugno e dal primo settembre al 31 ottobre. «Ad esempio – incalza Castagna – una pensione che sta a Casamicciola e semmai è ubicata nelle zone più collinari, semmai in una delle zone che è stata colpita dal sisma del 2017 dove ci sono ancora alcune strade interrotte e dove non ci sono mezzi di trasporto pubblico. In questo caso, e comunque per un soggiorno lungo, abbiamo chiesto una deroga». Difende la sua scelta Castagna in quanto «Nella sostanza le deroghe presenti nel provvedimento del Ministero non devono essere viste come una divisione tra i sindaci. Rappresentano solo le necessità del territorio». Per quel che riguarda Casamicciola, in ogni caso, «Per i mesi di luglio ed agosto, quando comunque le auto presenti sull’isola sono davvero tante, non abbiamo chiesto alcuna deroga», sottolinea ancora Castagna. E chiosa: «L’unica distorsione e differenza rispetto al passato è che il provvedimento di divieto di sbarco è arrivato a fine giugno. Ma questo non è una colpa né nostra né del Ministero. È stato in Covid a dettare i tempi». Anche Rosario Caruso parla di «esigenze del territorio». «Le eccezioni sono figlie del territorio», spiega il sindaco di Serrara Fontana. Ed ancora: «Zone come Barano e Serrara Fontana dove non è semplice fittare gli immobili per la lontananza dalla costa, chi viene ha l’incentivo di poter usare la propria automobile. Senza questo incentivo, le case vacanze e gli alberghi di queste zone più collinari difficilmente vedrebbero arrivare turisti». Ma poi si apre anche un altro ragionamento: «Se invece pensiamo a fermare tutte le auto sull’isola, allora saremmo davanti ad una situazione diversa. Fermare ogni tipo di veicolo almeno per i mesi di luglio e agosto, potrebbe dar vita ad un salto di qualità per la viabilità e vivibilità dell’intera isola». Al momento, e comunque per questa stagione turistica partita già in ritardo a causa del Covid questa ipotesi è inimmaginabile. «Un ripensamento sulla mobilità dell’isola, anche se non per questi mesi, va fatto», incalza Caruso. «Questo cambiamento deve avvenire nel rispetto delle esigenze degli ischitani, dei turisti ma anche per il rispetto dell’ambiente e di tutti noi».

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Un commento

  1. Es muss ein neues Verkeh
    rskonzept für Ischia geben!!! Bei über 64000 Autos auf der Insel kann man doch nicht noch erlauben, dass Touristen auch noch mit eigenen Pkw’s kommen können!!! Baut endlich den Linienverkehr aus!!! Moderne Busse müssen her! Gruß Chris aus Berlin

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