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Le elezioni a Lacco Ameno non finiscono mai

Iniziate ieri in Prefettura le operazioni di individuazione delle schede contestate alla presenza dei legali. Sospeso il riconteggio dei voti della Terza Sezione per un errore materiale nell’ordinanza del Consiglio di Stato

Il riconteggio delle schede contestate durante le elezioni a Lacco Ameno assume sempre più i contorni di una fatica di Sisifo. Ieri l’intera giornata è stata dedicata alle operazioni ordinate dal Consiglio di Stato ed eseguite alla Prefettura di Napoli, in presenza delle parti che si contendono il risultato elettorale, dopo la perfetta parità del primo turno e la vittoria di Pascale su De Siano al successivo ballottaggio.

I delegati del Prefetto hanno riaperto i plichi con le schede, individuando quelle contestate nella Prima, Seconda e Quarta sezione, ma alla Terza (sembra destino) le operazioni sono state provvisoriamente sospese: l’ordinanza del Consiglio di Stato conterrebbe infatti delle imprecisioni circa le richieste delle parti, che hanno impedito la corretta individuazione delle schede contestate, soprattutto relativamente ai motivi avanzati dai legali del senatore De Siano. In sostanza, sembra che vi sia stata una involontaria inversione del numero della sezione (Terza anziché Quarta) su undici schede contestate dalla lista del senatore, che dovevano essere cercate nella Terza Sezione, ma un errore di trascrizione avrebbe portato i magistrati a indicare la Quarta. Dunque, per il riconteggio relativo alla Terza sezione occorrerà attendere che le parti facciano formale richiesta di correzione dell’ordinanza, e che il Consiglio di Stato vi proceda.

Nella prossima seduta dovranno essere aperte tabelle di scrutinio e i verbali della Quarta Sezione per verificare la congruenza tra numero di votanti e voti espressi, come è stato fatto per la Terza, dove è ricomparso il “voto in più” a favore della lista di Pascale, “scomparso” nella serata dopo lo scrutinio

Tuttavia c’è anche altro: i delegati devono ancora aprire le tabelle di scrutinio e i verbali della sezione Quarta per verificare la congruenza tra numero votanti e voti espressi: vista l’ora tarda, si è deciso di rinviare ad altra seduta. Tuttavia, tale operazione è stata eseguita per la Terza Sezione, ed è venuto fuori un dato per certi versi clamoroso, vale a dire che il totale dei voti era effettivamente pari a 852, come aveva sempre sostenuto Pascale, e che la sua lista aveva ottenuto proprio 435 voti: dunque è “ricomparso” quel voto in più che inizialmente era stato assegnato alla lista “Il Faro” appena terminato lo scrutinio, e che poi era “scomparso” durante quel burrascoso pomeriggio del 21 settembre.

Gino Di Meglio: «Presenteremo già oggi richiesta di correzione di errore materiale al Consiglio di Stato sull’ordinanza»

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La Prefettura non ha deciso immediatamente una data per procedere al riscontro di tabelle e verbali della Quarta sezione a causa di un denso calendario d’impegni, ma verosimilmente il prosieguo delle operazioni verrà fissato quanto prima; intanto, come detto, il Consiglio di Stato dovrà rettificare su impulso delle parti le istruzioni contenute nell’ordinanza. «Il primo dato assolutamente rilevante – ci ha infatti detto l’avvocato Gino Di Meglio, legale di fiducia del senatore De Siano – è costituito dal fatto che già domani mattina (stamane per chi legge, ndr) presenteremo ad horas richiesta di correzione di errore materiale al Consiglio di Stato sull’ordinanza per l’inversione del numero delle sezioni relativamente all’individuazione di undici schede presenti nella sezione terza, ma che per un errore sono state indicate come contenute nella sezione quarta».

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Leonardo Mennella: «Prematuro adesso fare valutazioni. Di sicuro c’è che abbiamo recuperato un voto»

Sull’altro fronte, in serata l’avvocato Leonardo Mennella, assessore della giunta Pascale, ha commentato: «Non ci sono novità sostanziali tali da modificare l’equilibrio che tuttora resta tra le due lista. Dobbiamo ancora attendere: le operazioni sono in corso e forse saranno necessari altri due accessi. Adesso è prematuro fare valutazioni. Tuttavia è emerso un dato certo: un voto lo abbiamo recuperato».

Il riferimento è appunto al totale dei 435 voti a favore de Il Faro nella Terza Sezione. Un voto in più che, se assegnato quella sera del 21 settembre, avrebbe evitato anche il ballottaggio. Resta quindi da capire quanto tempo occorrerà al Consiglio di Stato per procedere alla correzione dell’ordinanza. Se la rettifica sarà sollecita, potrebbe anche essere rispettato il termine che vede nell’udienza dell’8 giugno il giorno in cui i magistrati dovranno dirimere la controversia. Se invece i tempi della correzione si allungheranno, inesorabilmente tale udienza verrebbe rinviata, prolungando ulteriormente l’incertezza che da mesi avvolge il risultato di quell’incredibile primo turno.

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