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CULTURA & SOCIETA'

Le grandi promesse di Santa Brigida compatrona d’Europa

Domenica: seconda Giornata Mondiale dei Nonni e degli anziani

di Pasquale Baldino e i suoi Tralci

In questo sabato si festeggia Santa Brigida ritenuta da Papa Giovanni Paolo II “un esempio da imitare, soprattutto nell’opera di nuova evangelizzazione in Europa(…); una Santa dalle dimensioni europee (…)segno profetico di riconciliazione e di speranza per il Continente europeo e per l’intera umanità”. Una Santa il cui richiamo alla pace ed alla riconciliazione ed il suo impegno per l’unità della fede e della Chiesa sono un esempio da interiorizzare e cercare di imitare soprattutto nel clima di disordine e disunione in cui spesso viviamo oggi. Ella è conosciuta come compatrona d’Europa insieme a santa Caterina da Siena e santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), affiancandole a san Benedetto da Norcia e ai santi Cirillo e Metodio . Fondatrice dell’ Ordine del Santissimo Salvatore, ma prima di diventare tutto questo fu mamma di otto figli che allevò insieme al marito con il quale si adoperò sempre in favore dei poveri e dei deboli. Dopo la morte del marito, si stabilì in Italia dove ebbe l’opportunità di fare molti pellegrinaggi fino poi ad arrivare in Terra Santa. Più che attraverso i suoi viaggi, fu con il senso profondo del mistero di Cristo e della Chiesa che Brigida riuscì a collaborare per la costruzione della comunità ecclesiale in un tempo di grave criticità. E’ interessante ricordare che la sua intima unione con Cristo le permise di conoscere quanti dolorosi colpi Egli ricevette nella Sua dolorosa Passione, ovvero 5480. Secondo la tradizione e gli scritti della santa, Brigida ebbe una visione davanti ad un’immagine di Gesù crocifisso, che le fece ventuno promesse a condizione che recitasse 15 orazioni tutti i giorni per un anno intero. Le stesse ventuno promesse erano valide per chiunque altro avesse recitato il rosario brigidino devotamente tutti i giorni per un anno, meditando i misteri della Passione, ottenendo così enormi privilegi per la propria anima e per quella dei propri cari. Questa devozione era molto sentita anche dal nostro caro papà Pasquale, che con fede la praticava da diverso tempo e l’ha trasmessa con amore anche a noi figli e ai suoi nove nipotini. Ci è caro ricordarlo anche perché domenica 24 luglio, per volere di papa Francesco, si celebra La 2ᵃ Giornata Mondiale dei Nonni e degli anziani, che ricade ogni anno la quarta domenica di luglio, la domenica più vicina alla ricorrenza dei santi Gioacchino ed Anna (genitori dell’Immacolata Vergine Maria Madre di Dio). I nonni sono un patrimonio per la nostra generazione, la loro presenza, il loro aiuto ed il loro amore è fondamentale per tantissime famiglie, soprattutto quelle in cui le mamme e i papà sono a lavoro e i nonni collaborano nella crescita fisica ed affettiva dei loro nipotini aiutando i loro figli senza sosta… Ma i nonni sono un patrimonio anche di scienza e di saggezza grazie all’esperienza della vita vissuta, i racconti storici che ci tramandano e anche per la fede e l’amore che testimoniano, e nostro padre ne è un esempio. E’ bene ricordare che ci sono dei nonni che pur non avendo neanche seguito le scuole elementari sono così saggi da sembrare istruiti in una scuola: hanno un detto o una frase di conforto e di aiuto per ogni evenienza. Probabilmente perché la maggior parte di loro ha “frequentato la scuola del cuore…” quella che sembra ricordarci di come vivevano i primi cristiani che avevano un cuore solo ed un’anima sola. Basta pensare solo al modo in cui si salutavano: a Maronn t’accumpagn’ !, Cu’ Signor’ ti benedica !, e come diceva sempre nostro padre: Salute e bene! Tutte benedizioni !!

SANTA BRIGIDA DI SVEZIA

Anche il modo in cui condividevano quel poco che avevano in famiglia e con le altre famiglie non è da dimenticare. Ringraziavano sempre Dio per quello che avevano, anche se era poco. Insegnavano a pregare, a frequentare la Chiesa rispettandola ed amandola come la loro famiglia. Si aiutavano a vicenda anche in condizioni di estrema criticità… E’ bello sottolineare quanto sono grandi i nonni i cui occhi brillano della stessa luce di quella dei bambini, e quanto è vero quello che afferma Papa Francesco, che dovremmo consumare le scarpe per andare a trovarli invece di abbandonarli solitari negli ospizi …

Quindi cogliamo l’occasione come famiglia per ringraziare di cuore i nostri nonni per tutto il bene che ci hanno donato, che ci donano e, con l’aiuto di Dio, ci doneranno e preghiamo per poter ricambiare, almeno in piccola parte, questi “angeli” con tutto l’affetto possibile e per poter imitare le loro virtù !!

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