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CULTURA & SOCIETA'

Le limitazioni ai ristoranti isolani mettono in crisi i pescatori di Ischia e Procida. Il pesce di qualità viene rifiutato per mancanza di clientela che non bada a spese

UN MARE DI ISCHIA SPLENDIDO E INCONTAMINATO DI QUESTI GIORNI DI CORONAVIRUS ANIMATO DAI SOLI DELFINI DI ANGELA IMPAGLIAZZO FAVORISCE LA BUONA PESCA / I nostri pescatori di mestiere che col mare hanno un tormentato rapporto secolare di odio-amore per quello che dà e si prende a seconda del suo umore incontrollabile ed indefinibile. Il mare è il mare ed i pescatori sanno come trattarlo e dal quale come difendersi. Non sempre vi riescono. Ma quando è tempo di amore come quello di questi giorni con la complicità non richiesta del Coronavirus, allora bellezza e fascino del mare come appare in queste ore, riemergono, vengono a galla in maniera straordinaria, spettacolare.

Pescatori, mare, ristoratori e clientela varia. Tutti coinvolti in questo processo della pesca di qualità che vive un insolito e triste momento almeno fino a quando ci si liberi da questo stato condizionante della pandemia e torni tutto alla normalità. Per ora, anche se le cose vanno un po’ meglio per via della vaccinazione di massa, la pesca di qualità segna ancora il passo perché i ristoratori, quelli che operano con tavoli in numero limitato, non la richiedono per evidente scarsa clientela. Naturalmente di fronte a tale negativa situazione, a perdervi sono prima i pescatoti che devono rinunciare ad un incasso più sostanzioso frutto del loro pescato. e dopo i ristoranti che non possono rifornirsi di pesce di qualità perchè non saprebbero a chi proporlo mancante l’avventore che non bada a spese. Ormai col tiepido maggio ci incamminiamo verso la buona stagione.

Che bello in questi giorni il mare attorno all’ isola, il mare di Ischia e anche della vicina Procida, incontaminato e quasi “deserto”,azzurro splendente, calmo, invitante e solo, senza traffico di barche da diporto che lo solcano, lasciando inevitabili scorie inquinanti, senza tipo di pesca a strascico devastante, senza acustica anch’essa inquinante, senza dannosa pesca di frodo e nemmeno quella sportiva e ricreativa vietata per decreto governativo peraltro criticato dall’avvocato napoletano e amico di Ischia Angelo Pisani Presidente nazionale di Noiconsumatori.it.

In realtà, per la grande varietà di pesci in embrione e “maturi” tutto ciò rappresenta per loro, i pescatori, una “fortuna”, un vero e proprio paradiso ritrovato, grazie paradossalmente al Coronavirus che per ora contenuto sia pure a discreta percentuale dalla vaccinazione di massa in corso, riesce purtroppo a far vittime solo fra persone anziane con patologie e fra giovani irresponsabili che contravvengono alle regole anticovid. I nostri pescatori per lo più vaccinati ed immunizzati si godono questo mare che solo navi di linea e i delfini di Angela Impagliazzo (nella vignetta) con l’intera fauna sottomarina, lo animano e ne costatano le meraviglie. Che fanno i nostri pescatori di mestiere che col mare hanno un tormentato rapporto secolare di odio-amore per quello che dà e si prende a seconda del suo umore incontrollabile ed indefinibile ? Il mare è il mare, e quando è tempo di amore come quello di questi giorni con la complicità non richiesta del Coronavirus, allora bellezza e fascino del mare come appare in queste ore, riemergono, vengono a galla in maniera straordinaria, spettacolare. I nostri pescatori, quelli di mestiere vivono con il mare. La pesca è il sano ed interessato modo di approcciarsi a lui.

Questo avviene dalle prime albe del mondo e mai finirà. Ora il Coronavirus con l’emergenza sanitaria in corso ha imposto forti limitazioni. Si va avanti a colpi di protocollo. E intanto i nostri pescatori hanno il grosso problema del momento: il lavoro troppo ridotto dei ristoranti dell’isola, alcuni dei quali con lavoro zero per rimanere ancora chiusi. Il problema dei nostri pescatori è la scarsa vendita proprio ai ristoranti del pesce di qualità, quel pescato che essendo più costoso, sul mercato, fa la differenza. Ai nostri pescatori quando si parlava di lockdown, comprensibilmente andavano in confusione. La fase ultime dell’epidemia in corso offre delle “aperture”. I nostri pescatori ne vorrebbero approfittare ma non possono. Essi hanno il permesso di pescare nei tratti di mare consentiti, ma non possano praticare la vendita del proprio pescato direttamente dalle barche avvicinate al vecchio pontile ed alla banchina del piazzale aragonese ad Ischia Ponte, come pure a Casamicciola, Lacco Ameno, Forio e Sant’Angelo come da anni avviene, anche se questi, i più “coraggiosi” lo fanno lo stesso.

Delusione quindi per tanti avventori ischtani affascinati dallo spettacolo che le barche da pesa ogni mattina offrono attaccate al vecchio pontile ad alla banchina aragonese dell’antico Borgo di Celsa, sperando però che lo scenario si possa riaprire ai propri occhi, con il “liberi tutti” atteso, muniti però con tanti di di mascherina obbligatoria e col rispetto delle distanze sociali da osservsare. I pescatori ischitani, procidani, bacolesi e torresi possono vendere i pesci catturati durante la nottata solo ai titolari delle pescheria. Questo “privilegio” però è solo appannaggio di quei pescatori che hanno un “patto” con le singole pescherie, una sorta di contratto sulla parola data. Quindi,quelli attuali sono decisamente tempi duri per i nostri pescatori. Sebbene l’attività di pesca, rispettando le norme, non sia tra quelle vietate, nella nostra area c’è un settore che sta soffrendo molto degli effetti di questa cosiddetta lunga “quarantena” che in pratica continua, ovvero quella dei pescatori che, in zone come Ischia Ponte o Forio, solitamente vendono al dettaglio i loro prodotti.

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ANGELA IMPAGLIAZZO DELFINI RIGOROSAMENTE IN MASCHERINA GLI UNICI AD ANIMARE IN QUESTE ORE IL NOSTRO MARE
ANGELA IMPAGLIAZZO DELFINI RIGOROSAMENTE IN MASCHERINA GLI UNICI AD ANIMARE IN QUESTE ORE IL NOSTRO MARE

Sebbene le pescherie non siano chiuse, l’attività che viene svolta direttamente dalle barche o sui banchi all’aperto rientra tra quelle vietate, visto che sarebbe impossibile garantire il non formarsi dei famosi assembramenti nei pressi dei banchi o delle barche stesse. Per andare incontro alle esigenze del settore, potrebbe essere un bel segnale di solidarietà da parte dei supermercati e delle pescherie delle isole di Ischia e Procida cercare di promuovere il consumo del pescato locale. Il problema dei pescatori è infatti proprio quello di poter vendere il loro pescato e un’iniziativa del genere da parte delle attività commerciali sarebbe certamente un modo per contenere gli effetti di questa quarantena non terminata e anche per far conoscere una volta di più la prelibatezza dei prodotti ittici che il nostro bel mare di Ischia sa riservarci.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

Vignette di Angela Impagliazzo

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamomdoblog.com

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