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Le nomine nell’UTC e l’ombra della nozze Giosi-Bambeniello

ISCHIA – “Silvano se ne è andato e non ritorna più…”, che non vuole essere un remake della canzone che ha portato al successo Laura Pausini e dove il Marco celebrato in quel brano viene sostituito dall’ex dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Ischia, Silvano Arcamone. Il saluto all’isola del professionista, beneficiato di un incarico in terra lombarda dopo aver vinto un concorso, aveva lasciato vuota una significativa casella che il sindaco d’Ischia, Giosi Ferrandino, ha provveduto a riempire con due nomi che entreranno in servizio – e dunque rimpolperanno l’organico – a partire dalla giornata di domani. Si tratta di Vincenzo Marziano ma soprattutto di Vittorio Pilato. Qualcuno si chiederà: perché soprattutto? Probabilmente sarà un caso, ma in un periodo in cui ci si avvicina alle prossime elezioni amministrative e dove ogni “movimento” viene monitorato ai raggi X dai protagonisti della vita politica isolana, c’è voluto poco a far accendere la cosiddetta spia rossa. Il buon Pilato, sulle cui qualità professionali – è meglio spiegarlo subito a scanso di equivoci – c’è obiettivamente ben poco da discutere – nel 2012 fu candidato in una delle liste che sosteneva la candidatura a sindaco di Salvatore Mazzella, all’epoca sfidante (con scarsissima fortuna) di Giosi Ferrandino.

Insomma, l’investitura del giovane ingegnere ischitano ripropone ancora una volta l’ipotesi di una santa alleanza siglata tra Bambeniello e l’attuale primo cittadino: per carità, l’indizio potrà essere anche di quelli blandi, ma in un periodo in cui di questo accordo si parla a destra ed a manca, basta poco a riaccendere “sospetti” ed illazioni che per la verità non si sono mai spenti o sopiti. Sono molti i rumors che confermerebbero le nozze tra i due o quantomeno un serrato corteggiamento con un fidanzamento che potrebbe concretizzarsi da un momento all’altro, e questo nonostante il diretto interessato – parliamo di Mazzella – abbia sempre smentito seccamente l’ipotesi, dichiarando di essere stato eletto nelle fila delle minoranze punto e basta. Vero e indiscutibile, ma è altrettanto indubbio che con le nuove elezioni si rimescoleranno le carte e in fondo si potrà sempre accampare l’alibi che Giosi non sarà più della partita. Insomma, restano mille dubbi ed altrettante ombre su quanto sta architettando l’eminenza grigia di stanza a Cartaromana. Ma una cosa è certa: Giosi Ferrandino è perfettamente consapevole che la sua maggioranza uscirà da questo quinquennio paurosamente indebolita rispetto alla corazzata del 2012, anche per i pezzi (e le centinaia e centinaia di voti) che ha perso per strada. Ed allora c’è la necessità di serrare le fila, senza andare troppo per il sottile. Un indizio, questo, significativo almeno quanto la nomina del Pilato.

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