CRONACA

Le nuove norme sul green pass dividono l’isola

Il sindaco di Ischia si dice favorevole alle disposizioni entrate in vigore il 1° febbraio, mentre i commercianti lamentano i disagi e la confusione che esse generano nei clienti

È scattato ieri il nuovo allargamento degli ambiti in cui è necessario l’utilizzo del green pass. Dal 1° febbraio infatti servirà il green pass base – con un tampone negativo che attesti la negatività al covid – anche per entrare nei negozi, negli uffici postali e nelle banche. Lo ha stabilito il governo, con un decreto del 21 gennaio, indicando quali sono le uniche attività in cui si potrà entrare senza la certificazione verde, tra i quali il commercio al dettaglio in esercizi specializzati e non specializzati di prodotti alimentari e bevande, ma anche farmacie, stazioni di servizio, ottica.

Come era prevedibile, la disposizione non ha incontrato il generale favore dei titolari degli esercizi commerciali, già fortemente provati da due anni di pandemia, e che hanno espresso dissenso anche verso quelle norme relative ai cosiddetti controlli da eseguire su clienti e avventori.

Enzo Ferrandino: «Al municipio di Ischia ci siamo organizzati per eseguire i controlli. Si tratta di un adempimento di legge che bisogna rispettare e che va nel solco della tutela della salute pubblica. Il dissenso va rispettato, ma le risultanze numeriche dicono che il vaccino sta riducendo enormemente il numero di ricoverati in condizioni severe presso i nostri ospedali»

Anche sull’isola d’Ischia il provvedimento sembra ottenere un’accoglienza controversa: «Al municipio di Ischia – spiega il sindaco Enzo Ferrandino – ci siamo organizzati per tempo all’entrata in vigore della normativa, per eseguire i controlli: il segretario comunale si sta dedicando a questa incombenza, organizzando i controlli. Si tratta di un adempimento di legge che bisogna rispettare e che va nel solco della tutela della salute pubblica. Bisogna assecondare il dettato normativo. È sacrosanto che in una democrazia una parte della cittadinanza non condivida talune norme. Tuttavia dobbiamo pur dire che le risultanze numeriche che stiamo registrando in questi giorni è che si muore di covid soprattutto quando non si è vaccinati, ma il vaccino sta riducendo enormemente il numero di ricoverati in condizioni severe presso i nostri ospedali, ed è quindi uno strumento utile per sollevare la sanità, non solo quella italiana, rispetto ai danni secondari della pandemia, cioè il fatto che le altre patologie non stanno trovando l’adeguato spazio nell’ambito dell’offerta sanitaria globale, anche a livello mondiale: questo è uno dei problemi legati alla pandemia da covid. I vaccini, e dunque il green pass, diventano quindi un valido strumento per ridurre i rischi nella frequentazione di ambienti pubblici».

Marco Bottiglieri: «Questa norma secondo me crea ancora più caos e incertezza tra la gente, e penalizzano gli esercizi commerciali favorendo gli acquisti on line. Le restrizioni ci stanno penalizzando anche sul fronte turistico: la stagione va pianificata per tempo, e questo continuo cambiamento normativo allontana i turisti»

Meno favorevole il parere di Marco Bottiglieri, coordinatore regionale di Assoturismo Campania: «Questa norma secondo me crea ancora più caos. Aggiungere sempre nuove imposizioni e restrizioni non fa altro che creare incertezza tra la gente. A mio parere sarebbe stato più opportuno adottare altri sistemi, come l’imporre fin dall’inizio l’obbligo di vaccino per tutti, senza altre disposizioni. Proprio ieri nell’ufficio postale ho constatato diversi problemi: la connessione era scadente, molti utenti non riuscivano quindi a mostrare il green pass in formato digitale sullo smartphone, coi prevedibili conseguenti disagi. Anche i titolari delle attività commerciali non hanno preso bene questa disposizione, che in sostanza spinge le persone a fare i propri acquisti sul web. Una tendenza che è già da tempo in atto, ma che iniziative del genere finiscono per incentivare ulteriormente, soprattutto tra le persone non ancora vaccinate. L’attenzione deve continuare ad essere altissima, ma i cittadini vengono confusi dalle tante, troppe disposizioni diverse. Sicuramente alcune di queste, valide anche per i turisti, hanno svantaggiato l’Italia rispetto ad altre località straniere: il maggior numero di controlli ha infatti fortemente penalizzato il turismo verso i nostri siti, a vantaggio di altri Paesi. Spero che non arrivino ulteriori provvedimenti: la stagione turistica va pianificata sin da ora, e se un turista è consapevole di nuove restrizioni, sicuramente sceglierà altri luoghi, cosa che costituirebbe un ulteriore danno per l’economia locale».

Francesco Pezzullo: «Sembra paradossale pretendere il green pass per l’accesso in un negozio, mentre ieri ad esempio hanno annunciato che il teatro dove si svolge il festival di Sanremo sarà al 100% della capienza. Non si riesce quindi a capire la reale motivazione ed utilità di certe misure. I disagi vengono sempre scaricati sulla nostra categoria: non è pensabile andare avanti così»

Anche Francesco Pezzullo, responsabile di Confesercenti Ischia, esprime un giudizio nettamente negativo: «Purtroppo come al solito si finisce nella confusione più totale. Sembra paradossale pretendere il green pass per l’accesso in un negozio, mentre ieri ad esempio hanno annunciato che il teatro dove si svolge il festival di Sanremo sarà al 100% della capienza. Non si riesce quindi a capire la reale motivazione ed utilità di certe misure. Si parla anche di controlli a campione, ma nei negozi più piccoli si tratta di disposizioni inattuabili: la categoria non può continuare a pagare un prezzo così alto in questa pandemia. Non si può pretendere che i negozi controllino gli utenti: i contagi non si propagano certo negli esercizi commerciali, visto che poi sui mezzi pubblici di trasporto tali controlli latitano, almeno finora. Fra l’altro sembra che, oltre che a campione, non siano obbligatori. In sostanza, lo Stato fa la legge, e noi dovremmo controllare se verrà rispettata. Resta il fatto che il grosso dei disagi viene sempre scaricato sulla nostra categoria: non è più pensabile andare avanti così. Spero che in futuro le cose possano cambiare, ridando fiato agli imprenditori».

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