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Le ottobrate ischitane

Chi ha qualche anno come me si ricorderà che Mons. Buonocore intitolò così uno degli opuscoletti mensili della sua “La Cultura”. Vi sosteneva che il periodo più bello della nostra isola è quello che va dalla prima pioggia di settembre fino a tutto ottobre.E chi scrive quest’articolo vorrebbe accennare ad alcuni motivi che ancora oggi fanno attraente e bella la nostra terra; e nello stesso tempo dopo questa bella, pulita e abbondante pioggia, direi con San Francesco “laudato si’ tu mi Signore per sora acqua la quale est umile et utile et pretiosa et casta”.

La vendemmia – L’uva è stata lavata dalla pioggia, i suoi chicchi sono diventati turgidi e corallini. E, anche se in questi ultimi tempi molte viti sono seccate a causa di una non ben conosciuta malattia, o addirittura sono state tagliate – una volta era un delitto! – per lasciare il posto ad altre culture, Ischia però continua a dare onore al suo nome Enaria – isola del vino.En passant direi che forse bisognerebbe dare maggiore importanza all’uva da tavola visto che la Coca-Cola ha preso il posto del vino.

I fichi secchi – è il tempo in cui si chiudono le casse di fichi secchi profumati con le foglie di lauro.E quest’anno, dato il caldo, se ne sono seccati di fichi!Mi piange il cuore però – a dirti, caro lettore del Golfo – che ho visto con i miei occhi, nella zona del Ciglio, tante piante di fichi bruciate dal fuoco che qualche mese fa ha interessato quella zona. E forse anche qui ci sarebbe da osservare che, insieme ai fichi da seccare, si dovrebbe incrementare la produzione di fichi di qualità e di qualità nell’isola ce ne sono tante.

La raccolta delle olive – Certo, di piante di olive non ce ne sono tante – ma neppure poche – anche se non tutte potate a regola d’arte.E quest’anno, come due anni fa, le piante sono cariche di olive. Il problema è raccoglierle!Io consiglierei ai Sindaci di trovare qualche formula per aiutare i privati a raccoglierle, magari favorendo la nascita di cooperative di giovani volenterosi, così come pregherei il Consiglio Comunale di Serrara Fontana di porre in atto delle misure per fare risorgere la montagna.

Le semine – é il tempo delle semine, tutte le semine: fave, piselli, cipolle, scarole, lattughe, etc… Con i tempi che corrono sarebbe ora di tornare alla “nostra storia sora madre terra, la quale ne sustenta” (San Francesco).Ed io credo che anche i giovani d’oggi, quelli più intelligenti e illuminati, sentano il bisogno di connettersi anche con la zappa oltre che con il Web.Vedere delle campagne piene di sterpaglie – anche turisticamente parlando – fa male.

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Andar per – Le ottobrate sono anche l’andar per funghi, per castagne, per lumache, oltrecheper cantine. Com’è bello passeggiare in montagna!

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Nota: Probabilmente direte che sono un vecchio nostalgico. Ma non è proprio così. Scrivendo questo articolo, credetemi, ho davanti agli occhi non solo la nostra montagna coperta ancora di cenere, ma anche i miei fratelli e sorelle di Casamicciola.Mentre ripeterei alle Autorità: “aiutiamoli a risorgere” – direi a tutti:“aiutati che Dio ti aiuta”.I primi ad aiutarci dobbiamo essere noi stessi.Ed è consolante vedere che “quando le pietre si scollano, la gente si riunisce”.

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