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Le piante di mirto e di mirtillo hanno fatto la fortuna dei giardini “La Mortella”

di MICHELE LUBRANO

Nel 1949 il musicista William Walton decise di stabilirsi nell’isola d’Ischia con la moglie argentina Susana. I coniugi costruirono ai piedi del monte Zaro, una colata di roccia lavica, una villa circondata da un grandioso giardino botanico  dove tra le prime piante che vi crescevano, svettano  il Mirto e il Mirtillo. La realizzazione del giardino (la cui ideazione risale al 1956) fu affidata, negli anni ’60, all’architetto paesaggista Russell Page, il quale disegnò tutta la sistemazione del giardino a Valle, integrandolo fra le pittoresche formazioni rocciose. A questo grande e straordinario giardino bisognava naturalmente dare un nome che fosse appropriato e breve. Una pianta, che spuntava  con grande abbondanza  tra le rocce  della collina su cui si sviluppava il grande giardino, attirò l’attenzione dei coniugi Walton ed in particolare di Lady  Susanna. Quella pianta era il Mirto o Mirtillo. Per i foriani era la stessa cosa. Donna Susanna Walton incominciò ad innamorarsi di quella pianta  per il suo fogliame rigoglioso e per i frutti dal colore intenso fra il blu, il rosso ed il rosè. Alcuni foriani che lavoravano nel suo giardino di Zaro la chiamavano col loro dialetto  la” Mortella” . Ai coniuigi Walton piacque molto quel  termine, tanto che lo scelsero per denominare il loro giardino. Fu così che quel complesso botanico prese il nome di Giardini La Mortella. Oggi La Mortella è composta da due parti profondamente diverse: La Valle, appunto, disegnata da Russell Page, caratterizzata da un clima subtropicale, umida e protetta dal vento, e la Collina o giardino superiore, interamente ideato e sviluppato da Lady Walton, con zone assolate e battute dal vento e caratterizzate da vegetazione proveniente dalle aree mediterranee. Nel giardino superiore sono presenti la sala Thai, circondata da fiori di loto, bambù e aceri giapponesi, il tempio del Sole, arricchito da bassorilievi di Simon Verity; la cascata del Coccodrillo; il Ninfeo; il Teatro greco e la roccia di William, un masso trachitico posto su di un promontorio a circa 120 metri dal livello del mare, dove sono custodite le ceneri dell’artista. Il giardino si sviluppa su un’area di circa 2 ettari e raccoglie più di 3000 specie di piante esotiche e rare. È inoltre arricchito da ruscelli e laghetti, fontane, piscine, corsi d’acqua che permettono la coltivazione di piante acquatiche come papiro, fior di loto e ninfee tropicali, mentre dai terrazzamenti delineati sui muri a secco mediterranei è possibile godere di una delle più suggestive viste della baia di Forio. Per gli appassionati ed i cultoti di botanica, nel giardino sono presenti collezioni di specie vegetali provenienti da svariati paesi: felci arboree del continente australe, protee e aloe provenienti dal Sudafrica, yucche e agavi messicane, oltre che palme, cicadacee, magnolie e camelie, bauhinie. Piante assai rare sono la Spathodea campanulata originaria dell’Africa tropicale, la Jacaranda Mimosifolia dell’Argentina, la Dracaena draco delle Canarie, la Puya berteroniana del Cile, i metrosideros della Nuova Zelanda, la Chorisia speciosa e molti esemplari di orchidee. Nella serra della Victoria vengono inoltre coltivate la ninfea Victoria amazonica e la rarissima rampicante delle Filippine Strongylondon macrobotys, famosa per i fiori color verde giada.

 

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