POLITICAPRIMO PIANO

Le prossime mosse dopo il consiglio comunale “infuocato”

La minoranza punta su una comunicazione social aggressiva e pomposa, la maggioranza per adesso sceglie ancora gli strumenti “tradizionali”. E si guarda con curiosità alla futura collocazione di Gennaro Scotti

Il consiglio comunale svoltosi lunedì sera in unica adunanza ha detto tanto. E soprattutto, confermato un elemento tutt’altro che trascurabile: la presenza – finalmente – di due distinti gruppi di maggioranza e opposizione (senza posizioni intermedie e ambigue) ha regalato una seduta di civico consesso che a Ischia mancava da tempo. Con la minoranza che per la prima volta dopo tempo immemore ha mostrato gli artigli e sindaco e suoi adepti impegnati a rispondere per le rime e rintuzzare le accuse. Un consiglio che certo non ci ha riportato indietro nel tempo, come ai “fasti” in cui Carmine Bernardo faceva oscillare le mura del palazzo municipale di via Iasolino, ma che quantomeno ha restituito una parvenza di posizioni nettamente contrapposte. E di questi tempi, credeteci, non è poca cosa.

A questo punto viene lecito chiedersi, soprattutto alla luce del rimpasto di giunta, quale sarà la prossima mossa su entrambi i fronti. La minoranza, appare chiaro, sembra aver “mollato gli ormeggi” ed iniziato una strategia decisamente più aggressiva. Lo si evince dal perentorio documento del neonato gruppo “Per Ischia” letto in sala consiliare da Giustina Mattera, anche se la vera rivoluzione (se così vogliamo definirla) sta nell’approccio social e mediatico. L’obiettivo iniziale è quello di voler dimostrare all’utenza virtuale e dunque alla cittadinanza il senso di squadra e di unità. Ecco perché non mancano le foto, i selfie, i momenti trascorsi insieme e quel modo di raccontare la vita politica del gruppo nella sua quotidianità quasi real time. Un approccio forse molto poco di stampo “locale” ma che evidentemente nella strategia di chi cura la comunicazione è destinato a dare i frutti auspicati. E’ in quel contesto che adesso i consiglieri di minoranza ne approfittano per scatenare il “fuoco” contro sindaco e maggioranza.

L’ultimo, in ordine di tempo, è stato l’ex candidato a sindaco Gianluca Trani, che HA voluto sfruttare proprio i suoi canali social per fare due conti e tornare su un punto che lo aveva già visto polemizzare nel corso della seduta di consiglio comunale. Nel mirino le somme investite per il progetto di Piazza degli Eroi che vengono graficamente riprodotte su un semplice foglietto di carta: si va dai due milioni di contributi regionali persi, passando per gli 80.000 euro di spese risarcitorie arrivate da sentenza di condanna e un altro milioncino tra mutui e interessi. Insomma, il consigliere di minoranza parla di tre milioni e il post è accompagnato da un interrogativo rivolto agli internauti: “Lo fareste a casa vostra?”.

Ha scelto canali mediatici e istituzionali più tradizionali invece il primo cittadino per rispedire le accuse al mittente. Insomma, almeno per adesso anche due modi diversi di concepire la comunicazione: stile più semplice e diretto da una parte, più “pomposo” (tra grafiche, hashtag e altre diavolerie del genere) dall’altra. Lungi da noi voler provare a individuare dove sia la forma e dove la sostanza, ci manteniamo equidistanti e ci limitiamo a rimarcare – come affermano alcuni esponenti di primo piano della politica isolana dislocata nel vari Comuni e abituati a fare storicamente incetta di preferenze – che i voti si conquistano girando casa per casa e non collezionando like. Ma ormai su questa tematica il dibattito è aperto e le correnti di pensiero si sprecano.

Nel frattempo, tornando al consiglio comunale di lunedì sera, c’è curiosità per capire che posizione definitiva prenderà Gennaro Scotti. Il quale, durante la seduta, ha mirabilmente “mascherato” le sue intenzioni: in votazioni diverse ha votato insieme alla maggioranza, insieme alla minoranza e per non farsi mancare nulla si è pure astenuto. In un panorama che prevede un rapporto di forze di 11 a 5, il suo eventuale spostamento non provocherà certamente scosse telluriche: in fondo ritrovarsi 12 a 4 oppure 10 a 6 non muterebbe più di tanto gli equilibri. Ma certo la curiosità per capire dove andrà a collocarsi il professionista è tanta, anche perché il suo orientamento sarebbe foriero di quello che bolle in pentola dietro le quinte e soprattutto darebbe un’idea delle intenzioni dei “big” della politica di casa nostra. Ma per questo, evidentemente, c’è ancora tempo.

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