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CULTURA & SOCIETA'

Le ricchezze dei nostri boschi: il mirtillo riscoperto come speciale pianta estiva, sarà l’”oro viola” del futuro

QUESTA PIANTA CHE ACQUISTA LA SUA MAGGIORE VIVEZZA GIA’ IN ESTATE SPECIE AD AGOSTO E LA RAFFORZA NEL PERIODO AUTUNNO-INVERNO, E’ ANCHE LA PIANTA VETERANA DELL’ISOLA CHE ADORNA CON LE SUE FOGLIE ED I SUOI FRUTTI COLORATI ANCHE I BOUQUET DELLE SPOSE - Mortella, Mirto e Mirtillo, quale la differenza? - Da sempre regge la concorrenza del lauro e dell’alloro nelle alte funzioni di investitura ad eroi del passato – Perfino le spose amano mettere per atto propiziatorio nel loro bouquet alle cerimonie nuziali il classico rametto con le foglie del Mirto - i viticultori di Panza e Serrara Fontana usavano, alcuni lo fanno ancora oggi, l’infuso di Mirto quale stringente per preparare le botti di rovere prima di mettere a conservazione il vino novello – La salsa di Mirtillo (crenberry sauce), il liquore di Mirtillo, la marmellata di Mirtillo, la crema di mirtillo, il sapone di Mirtillo, le maschere cosmetiche di mirtillo e le varie bevande di Mirtillo in confezioni industriali e fatti in casa per un mercato che tira – Le proprietà medicamentose di una delle piante più antiche dell’isola. Questo arbusto viene citato spesso in letteratura e poesia, da Archiloco a Virgilio, fino a Gabriele D’annunzio, e ha sempre avuto una valenza simbolica, anche se ogni cultura ha attribuito al mirto diversi significati: erotico, benaugurante, funerario

Abituati a familiarizzare con il mirtillo in pieno autunno, in odore di clima prenatalizio, non ci eravamo resi conto che questa secolare pianta sempre verde dei nostri boschi e pinete in uso anche per addobbi e riti nuziali, si faceva ammirare già in piena estate ed in particolare ad agosto sia pure sul finire del mese. Infatti al nord da sempre circola un detto che recita così: Luglio e agosto la merenda è nel bosco”. A considerare bene la cosa, la pianta del mirtillo che adorna ed arricchisce i nostri boschi tutto l’anno con fioriture alternate a quattro mesi alla volta, quella del periodo estivo incuriosii ce di più, abituati come siamo ad apprezzarne gli effetti in autunno che poi è quasi alle porte visto che con l’improvviso cambio della temperatura, per altro anche annunciato, l’ estate 2021 sta volgendo al termine.

Pertanto al frutto del Mirto o Mortella va riconosciuto un potenziale valore di mercato nel panorama dei frutti di stagione particolarmente richiesti della nostra terra, da indurre chi ne avrebbe voglia, anche per amore del rischio, a tentare un investimento. Il frutto del mirto che al nord Italia è considerano l’oro viola del futuro, ha tutte le carte in regola per imporsi nella nostra isola dove è conosciuto, ma non ai livelli che merita. Nel nostro piccolo Continente che è l’isola d’Ischia, da millenni esiste una fioritura di piante seminate e fatte crescere dai vari popoli che l’hanno abitata, piantandovi la specie che è stata, attraverso i secoli fino ad oggi, materia di studio di svariati botanici ed agronomi, visto che molte di quelle piante hanno dato e continuano a dare anche magnifici frutti di ogni tipo. Fra la miriade di piante di piccolo, medio ed alto fusto, da sempre hanno fatto la loro parte il Mirto ed il Mirtillo o Mortella (diamo le iniziali in maiuscolo perche sono i protagonisti di questo nostro servizio della domenica) con altalenanti annate di rigogliosa presenza e di blanda vivezza a seconda delle bizze misteriose della natura. Agli appuntamenti del tempo non tradisce l’attesa. Si fa trovare pronta, sempreverde col suo frutto a palline colorate, soprattutto viola, per qualsiasi tipo di addobbo nei luoghi più frequentati. La mortella, è il nome più popolare, è considerata insieme all’abete la pianta simbolo di Natale, ma non solo. L’isola è andata sempre fiera per queste due piante (mirto e mirtillo o mortella) che vanno in tandem, legate fra loro come fossero sorelle siamesi, considerate dagli antichi e dai contemporanei rassicuranti e regali. Rassicuranti, per l’aspetto del proprio fogliame sempre verde, accompagnato dal carico vistoso del loro frutto a forma di palline sbocciate di intenso colore come anche il rosso, il blu, il nero e l’arancione.

Regali, invece, per il fatto che si racconta che negli ultimi secoli dell’impero romano il Mirto e il Mirtillo erano considerati alberi propiziatori per i giovani sposi e venivano regalati per la loro abitazione, se ne facevano ghirlande per le feste nuziali. Questa tradizione è ancora in uso oggi nella nostra isola, dove in occasione di feste nuziali, si usa mettere, alcunirametti di Mirto o di Mirtillo nel bouquet della sposa. Un’altra leggenda narra che Bacco, dio del vino, della vendemmia e dei vizi (Dioniso secondo la mitologia greca), quando si era recato negli inferi per liberare la madre Selene, uccisa fulminata da Giove, aveva promesso di lasciare in cambio della madre una pianta di mirto. Questo è il motivo perchè qualcuno attribuisce al mirto un significato funereo e usa decorare i sepolcri con i suoi rami. Nella mitologia greca si narra anche che Afrodite (Venere secondo la mitologia romana) dea dell’amore, della bellezza e fertilità, moglie di Vulcano, uscita nuda dal mare venne inseguita dai satiri (figure mitologiche maschili che abitano boschi e montagne, personificazione della fertilità e della forza della natura) e trovò rifugio in un bosco di mirti. Secondo Ovidio (poeta elegiaco romano del 43 a.C.) invece, Venere, nata dal mare, approdò sulla spiaggia di Citara a Forio d’Ischia e coprì le sue grazie con dei rami di mirto. Ma al di là dei racconti mitologici, storici e leggendari e fantasiosi, sull’esistenza di queste due amate piante boschive, sull’isola ed altrove, bisogna chiarire la differenza , sia pur minima, che corre fra di esse.

Il Mirto è un arbusto che per quanto riguarda la nostra isola da sempre cresce nella ex Pineta Villari a Ischia, al Cretaio, nel bosco della Maddalena, a Zaro, a Punta Imperatore, nella macchia boschiva di Santa Maria alMonte a Forio e nella Pineta di Fiaiano. Produce frutti e foglie per preparare un liquore casalingo in alcune zone fuori dall’isola, abbastanza noto. ll colore dei suoi frutti a forma di palline è tipico del rosso sfumato antichizzato. Il Mirtillo invece, col suo fogliame folto e sempre verde vanta frutti cosiddetti di bosco dolci di colore blu-viola da mangiare freschi specie nel periodo estivo o trasformati in marmellate o gelatine. Sono tutte e due delle bacche dalle quali si ottengono delle bevande,il mirto e il succo di mirtillo, il primo alcolico, l’ altro no. Nella realtà sono due piante arbustive che si somigliano ed attirano l’attenzione degli amanti delle salutari passeggiate nei boschi.Hanno inoltre una fioritura bianca da giugno ad agosto e presentano un portamento di arbusto o alberello sempreverde, dal profumo, chi meno e chi più, fortemente aromatico. Il Mirto e il Mirtillo sono piante universali che uniscono popoli e culture diverse. Sono, fra l’altro utilizzate per le affezioni delle vie urinarie (cisti-ti e prostata). L’acqua del Mirto, in special modo, è usata in profumeria ed ha un’azione medicinale, balsamica ed astringente. L’infuso del Mirto veniva impiegato per preparare le botti di rovere prima di ricevere il vino giovane della vendemmia. Ne facevano uso, e qualcuno lo fa ancora oggi, diversi viticultori di Panza e di Serrara Fontana.

Il legane del Mirto o Mortella con i noti Giardini dei Walton a Zaro in Forio costruisce un pezzo di storia isolana apprezzato dai turisti che seguono la nostra isola. Ne sintetizziamo l’importsnte vicenda.Nel 1949 il musicista William Walton decise di stabilirsi nell’isola d’Ischia con la moglie argentina Susana. I coniugi costruirono ai piedi del monte Zaro, una colata di roccia lavica, una villa circondata da un grandioso giardino botanico dove tra le prime piante che vi crescevano, svettano il Mirto e il Mirtillo. La realizzazione del giardino (la cui ideazione risale al 1956) fu affidata, negli anni ’60, all’architetto paesaggista Russell Page, il quale disegnò tutta la sistemazione del giardino a Valle, integrandolo fra le pittoresche formazioni rocciose. A questo grande e straordinario giardino bisognava naturalmente dare un nome che fosse appropriato e breve. Una pianta, che spuntava con grande abbondanza tra le rocce della collina su cui si sviluppava il grande giardino, attirò l’attenzione dei coniugi Walton ed in particolare di Lady Susanna. Quella pianta era il Mirto o Mirtillo. Per i foriani era la stessa cosa. Donna Susanna Walton incominciò ad innamorarsi di quella pianta per il suo fogliame rigoglioso e per i frutti dal colore intenso fra il viola, il blu, il rosso ed il rosè. Alcuni foriani che lavoravano nel suo giardino di Zaro la chiamavano col loro dialetto la” Mortella” . Ai coniugi Walton piacque molto quel termine, tanto che lo scelsero per denominare il loro giardino. Fu così che quel complesso botanico prese il nome di Giardini La Mortella.

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Oggi La Mortella è composta da due parti profondamente diverse: La Valle, appunto, disegnata da Russell Page, caratterizzata da un clima subtropicale, umida e protetta dal vento, e la Collina o giardino superiore, interamente ideato e sviluppato da Lady Walton, con zone assolate e battute dal vento e caratterizzate da vegetazione proveniente dalle aree mediterranee. Nel giardino superiore sono presenti la sala Thai, circondata da fiori di loto, bambù e aceri giapponesi, il tempio del Sole, arricchito da bassorilievi di Simon Verity; la cascata del Coccodrillo; il Ninfeo; il Teatro greco e la roccia di William, un masso trachitico posto su di un promontorio a circa 120 metri dal livello del mare, dove sono custodite le ceneri dell’artista. Il giardino si sviluppa su un’area di circa 2 ettari e raccoglie più di 3000 specie di piante esotiche e rare. È inoltre arricchito da ruscelli e laghetti, fontane, piscine, corsi d’acqua che permettono la coltivazione di piante acquatiche come papiro, fior di loto e ninfee tropicali, mentre dai terrazzamenti delineati sui muri a secco mediterranei è possibile godere di una delle più suggestive viste della baia di Forio. Per gli appassionati ed i cultori di botanica, nel giardino sono presenti collezioni di specie vegetali provenienti da svariati paesi: felci arboree del continente australe, protee e aloe provenienti dal Sudafrica, yucche e agavi messicane, oltre che palme, cicadacee, magnolie e camelie, bauhinie. Piante assai rare sono la Spathodea campanulata originaria dell’Africa tropicale, la Jacaranda Mimosifolia dell’Argentina, la Dracaena draco delle Canarie, la Puya berteroniana del Cile, i metrosideros della Nuova Zelanda, la Chorisia speciosa e molti esemplari di orchidee. Nella serra della Victoria vengono inoltre coltivate la ninfea Victoria amazonica e la rarissima rampicante delle Filippine Strongylondon macrobotys, famosa per i fiori color verde giada.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubramo1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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