Le ruspe al Celario
Ieri mattina l’ultimo atto legato a due manufatti che i proprietari non avevano demolito nonostante un’ordinanza ad horas del Comune di Casamicciola. Il verbale di inottemperanza ha innescato il processo che ha portato all’abbattimento delle strutture avvenute ad opera di una ditta incaricata dalla struttura commissariale

Alla fine al Celario, come era ampiamente prevedibile, sono arrivate le ruspe. Una decisione inevitabile dopo che da parte dell’ufficio tecnico del Comune di Casamicciola era stato redatto un verbale di accertamento di inadempienza all’ingiunzione di opere abusive. Il rapporto per inottemperanza ad una precedente ordinanza dirigenziale era stato notificato a carico di due cittadini casamicciolesi classe 1952 e 1963 per opere abusive che insistevano in via Celario al numero civico 8. Nel documento si leggeva tra l’altro: “Vista la relazione tecnica di sopralluogo con cui viene descritto lo stato dei luoghi e rilevata la presenza di una struttura parzialmente crollata; richiamata l’Ordinanza Dirigenziale n. 66 del 09.09.2025 con il quale si ordinava di procedere ad horas, dalla notifica del presente atto, alla demolizione del fabbricato di cui trattasi e al ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell’art. 31 del DPR 380/01 e ss.mm.e ii; accertata la regolare notifica di detta ingiunzione; a seguito di sopralluogo effettuato si constata che le opere abusive eseguite non risultano essere state demolite”.
L’ultimo atto prima dell’entrata in azione delle ruspe si è consumato nella mattinata di ieri. Di fatto, con il verbale di inottemperanza il Comune di Casamicciola ha acquisito al patrimonio comunale l’area di sedime del fabbricato. L’ente di via Salvatore Girardi, in ogni caso, non ha inteso occuparsi delle operazioni di demolizione cedendo l’onere delle stesse alla struttura commissariale, che di fatto ha dato il via libera alla ditta incaricata. La firma su questi passaggi di natura burocratica ha chiuso un cerchio che aveva visto la sua genesi con l’ordinanza di demolizione n. 66 dello scorso 9 settembre con cui – come già accennato – il Comune di Casamicciola Terme aveva intimato l’abbattimento di due fabbricati ritenuti abusivi, situati in via Celario n. 8, in un’area già duramente segnata dagli eventi alluvionali del novembre 2022. Il provvedimento arrivò al termine di una lunga serie di sopralluoghi e verifiche avviate proprio dopo la frana, quando i tecnici comunali passarono al setaccio l’intera zona per accertare la legittimità urbanistica degli immobili presenti lungo l’alveo del Celario. Dagli accertamenti emerse che i manufatti – due costruzioni ravvicinate tra loro, una addossata al muro di contenimento della strada e l’altra realizzata lungo il pendio della collina – sarebbero stati realizzati in assenza di un valido titolo edilizio. Secondo gli uffici comunali, l’unico tentativo di regolarizzazione risaliva a un’istanza di condono presentata nel 2004. Tuttavia, a distanza di oltre vent’anni, quella pratica non era mai stata definita. Le recenti richieste di integrazione documentale inviate dal Comune nel giugno 2025 non avevano prodotto gli effetti sperati: invece di completare la procedura, era stata presentata una risposta ritenuta irricevibile per il tempo ormai trascorso. Da qui il preavviso di diniego e, infine, la chiusura definitiva del procedimento.
A pesare sulla decisione è anche il particolare stato di pericolo dei luoghi, certificato da numerosi verbali della Protezione Civile e da note della Struttura Commissariale per la ricostruzione. L’area di via Celario è infatti interessata da interventi urgenti di ripristino della funzionalità idraulica del vallone, considerati indispensabili per la messa in sicurezza del territorio. Per questo motivo il Comune aveva ritenuto la demolizione un atto dovuto, privo di margini di discrezionalità, ordinando ai proprietari di procedere “ad horas” all’abbattimento delle opere e al ripristino dello stato originario dei luoghi. In caso di inadempienza, l’amministrazione aveva comunicato nell’ordinanza che avrebbe proceduto direttamente, rivalendosi poi sui responsabili per le spese sostenute. Ieri le cose sono andate esattamente così.








