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Le scuole restano aperte, gli studenti “assaltano” Enzo

Mentre il sindaco di Casamicciola viene osannato, con tanto di fotomontaggi che lo inseriscono nell’empireo della santità per aver chiuso i plessi, il collega ischitano subisce ondate di critiche e strali per essersi regolato diversamente. E non manca chi nei toni “scantona” decisamente. E allora Ferrandino risponde per le rime…

Novembre mese di maltempo diffuso. Vento forte e precipitazioni continue imperversano in tutta Italia. La Protezione Civile, in base alle previsioni meteo, dirama bollettini. L’ultimo avvertiva la popolazione con un’allerta di colore arancione. Decisamente preoccupante. Un bollettino diramato quando nel giro di poche ore si prevedono fenomeni molto intensi ed estesi. Piogge continue, abbondanti e anche la possibilità che vi siano trombe d’aria, con conseguente rischio di esondazioni, smottamenti, frane, cadute di alberi e danni a persone o cose. Gli uffici delle amministrazioni, si trovano così a dover scegliere e decidere che fare, se essere previdenti e diminuire al minimo i rischi causati dal maltempo o giocare col caso e sperare che nulla di grave accada.

E così il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino decide che le scuole debbano rimanere aperte, mentre Giovan Battista Castagna, decide in maniera precauzionale di chiuderle. A Ischia aperte, a Casamicciola chiuse. Pochi chilometri di distanza, la stessa allerta arancione (ma senza dubbio condizioni territorialmente che non hanno nulla di analogo sotto certi punti di vista), decisioni profondamente contrastanti. Certo c’è da tenere in conto anche la storia recente dei due territori. Il comune termale, inutile ricordarlo, è stato vessato da catastrofi naturali che richiedono una profonda attenzione e cautela. Non solo un terremoto, ma anche le alluvioni degli ultimi anni che hanno spaventato, ferito e ucciso persone.

A Casamicciola, il primo cittadino Castagna decide quindi di chiudere tutti gli istituti che si trovano sul territorio da lui amministrato, dalle elementari alle superiori. Una decisione criticata dai genitori, soprattutto degli alunni più piccoli, per i problemi logistici derivanti dal non sapere a chi affidare i propri figli, soprattutto quando entrambi i genitori lavorano. Ma le critiche vengono travolte dal popolo di Facebook più giovane che osanna la decisione e acclama il sindaco come dispensatore di vacanze molto gradite. Qualcuno ha persino speso il tempo libero causato dal maltempo per districarsi in un fotomontaggio agiografico. C’è Castagna sorridente con tanto di aureola che dispensa miracoli di tempo libero.

La musica nel comune di Ischia invece è decisamente diversa. Molti studenti, venuti a conoscenza della decisione del sindaco Luigi De Magistris della città metropolitana di Napoli di stoppare le lezioni in vista della tempesta (che poi fortunatamente non si è concretizzata) chiedono che il sindaco Ferrandino si allinei alle decisioni dei colleghi. Coniano anche un hashtag: #chiudile con cui subissano di richieste il profilo Facebook del comune di Ischia nella speranza di influenzare la decisione del sindaco Ferrandino e di chiudere le scuole.

I post sono talmente tanti che nella serata di martedì il sindaco è costretto a inviare un messaggio: “Attenzione, a tutti gli studenti che frequentano le scuole del Comune d’Ischia in linea! In queste ore avete provato a raggiungermi in tantissimi, segnalandomi un’allerta meteo con tanto di screenshot con le previsioni meteo, chiedendomi di chiudere le scuole. Lo avete fatto coniando su Facebook l’hashtag “#chiudile” , con cui avete inondato lo spazio destinato ai commenti nei post con cui cerchiamo di raccontarvi il nostro lavoro quotidiano. Lo avete fatto rivolgendovi direttamente a me, chi con un italiano corretto chi, invece, con qualche pecca sulla grammatica che testimonia la necessità di qualche ora di lezione in più e non in meno! Cari studenti, l’anno scolastico è appena cominciato ed è vero, con l’allerta meteo non si scherza. Vi annuncio, allora, che qualora decidessimo di chiudere gli istituti scolastici saremo noi a comunicarlo ufficialmente! Lasciate perdere gli appelli, le richieste incessanti, le preghiere e le imprecazioni: se domani avete qualche verifica o interrogazione, vi conviene studiare. Le scuole del Comune d’Ischia – conclude il sindaco di Ischia spezzando i sogni di alcuni studenti di poter usufruire di qualche giornata di stop dalle lezioni – saranno regolarmente aperte!”

Il messaggio del sindaco riesce in pochi minuti a convogliare l’attenzione di centinaia di studenti sul proprio profilo personale. A centinaia commentano, qualcuno apprezzando il pugno fermo del sindaco, altri manifestando sconforto, qualcuno usando l’ironia postando meme e immagini divertenti. Ma tra gli studenti scontenti c’è chi si lascia andare, come un pessimo leoncino da tastiera, tanto giovane ma già carico di parole d’odio. C’è chi addirittura spera che “a rimetterci la pelle”, nel caso in cui il maltempo divenga ingestibile, sia proprio il sindaco. Chi epiteta il primo cittadino con parole ingiuriose, senza timore di mostrare il proprio nome e cognome associato a commenti di bassa lega, carichi d’odio, strafottenti di fronte a ogni richiamo alla decenza. In pochi minuti il dispiacere per la vacanza mancata mette in scena il peggio della frustrazione di alcuni studenti, fortunatamente una minoranza, che ha proprio bisogno di passare più tempo possibile tra le mura scolastiche, per imparare i rudimenti del senso civico.

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