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CRONACA

Le sei richieste delle Regioni al Governo: vaccini, ristori, scuola su tutto

Un elenco di punti sui quali accelerare e su cui viene ritenuto che si stia agendo in maniera improduttiva, inefficace o superficiale

Accelerare la campagna vaccinale, rivedere la tempistica dei provvedimenti e la revisione dei parametri che regolamentano le zone, prevedere indennizzi anche per le chiusure locali e coniugare la sicurezza sanitaria con la ripresa economica. Sono queste le richieste che la Conferenza delle Regioni ha inoltrato al Governo e che domani saranno portate in Consiglio dei ministri.

VACCINI Le Regioni ritengono priorità assoluta la campagna vaccinale. “Il meccanismo sta andando troppo a rilento – si legge nel documento – il problema adesso risiede nell’approvvigionamento delle dosi, che dipende dal Governo”. “Sarebbe auspicabile e urgente – scrivono le Regioni – una valutazione circa il diretto coinvolgimento delle nostre aziende nel processo produttivo, tenendo presente che vi sono aziende e filiere nazionali in grado di realizzare alcune fasi della produzione”.

TEMPISTICA DEI PROVVEDIMENTI Le Regioni chiedono di conoscere “con congruo anticipo” le misure anti Covid. “Occorre, altresì, poter procedere ad una programmazione delle attività anche attraverso una diversa organizzazione dell’esame dei dati della cabina regia, delle ordinanze e della relativa decorrenza”, scrivono.

REVISIONE PARAMETRI Le Regioni chiedono “una revisione dei parametri e la contestuale revisione del sistema delle zone, nel senso della semplificazione, che passi funzionalmente anche da una revisione dei protocolli per la regolazione delle riaperture”. Chiedono “un cambio di passo che consenta di coniugare le misure di sicurezza sanitaria con la ripresa economica e delle attività culturali e sociali”.

MECCANISMI PIU’ SNELLI “Il presupposto per assumere decisioni valide è individuare una strategia che si fondi su elaborazioni oggettive tecnico scientifiche sulla base delle quali la politica si assumerà la responsabilità della decisione”, scrivono le Regioni che chiedono “nuovi e più snelli meccanismi che vedano una definizione più chiara da parte di Cts e dell’Iss” riguardo le limitazioni e le attività da chiudere.

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RISTORI “In via strutturale, lo stesso provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori, deve anche attivare gli indennizzi e salvaguardare le responsabilità, garantendo la contestualità a prescindere da chi adotta il provvedimento”. Questa la richiesta delle Regioni che chiedono anche “l’ampliamento della cabina di regia ai Ministri dello Sviluppo economico, dell’Economia e degli Affari regionali”.

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SCUOLA Per le Regioni “sarebbe necessario qualificare l’attività scolastica ed universitaria (al pari delle altre attività) con un’apposita numerazione di rischio, anche tenendo conto dei dati oggettivi del contagio nelle istituzioni scolastiche e nel contesto territoriale di riferimento”. I territori chiedono anche “forme di congedo parentale e ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori, nel caso di chiusura delle scuole”. Inoltre chiedono venga garantita la vaccinazione a tutti i docenti “indipendentemente dalla Regione in cui prestano servizio”.

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