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Le silenziose e complici minoranze nell’isola del malaffare

Di Mauro Iovino

La scorsa settimana nel mio editoriale dal titolo: “Il Comune Unico già c’è: è quello del malaffare” ho evidenziato come – alla luce dei recenti accadimenti giudiziari dell’ultimo anno – la politica di governo della nostra isola utilizza tecnici esterni che pur di mantenersi il posto di lavoro firmano tutto quello che i politici vogliono sia firmato, fanno quello che gli viene chiesto anche quando ciò significa non fare, fregandosene se ciò sia legale o illegale, l’importante è accontentare i politici che stabiliscono con questi tecnici convenzioni, incarichi e contratti. Evidenziai altresì che per snidare il malaffare dai Comuni bisogna fare molta attenzione alla questione dei dirigenti chiamati dai sindaci senza concorso. Una situazione questa che trova fondamento innanzitutto nella scellerata modifica della pubblica amministrazione voluta dall’ex PDS  ed attuale Partito Democratico.

L’ex Ministro Bassanini, nel recepire le istanze che provenivano dal territorio, dai tanti sindaci dei democratici di sinistra, portò avanti, fino al successo, una modifica radicale degli enti locali. I sindaci lamentavano che bastava un intervento dell’opposizione, una richiesta di controllo degli atti deliberativi al Co.re.co (Comitato regionale di controllo) che tutto si bloccava. Bassanini ha risolto il problema: mani sciolte ai sindaci ed opposizioni imbavagliate (ora le chiamano ‘minoranze’ perché non voglio essere etichettate come i signornò della situazione e quindi utilizzano tale termine per manifestare il senso di impotenza e l’impossibilità di varare provvedimenti governativi non essendo maggioranza). I Sindaci ora – apparentemente – si occupano solo degli aspetti politici del proprio ente lasciando ai tecnici tutte le incombenze di carattere amministrativo. Belle chiacchiere che si trasformano così in realtà: il sindaco e la sua maggioranza si occupano di tutto (politica e amministrazione) i tecnici in organico vengono esautorati e fatti fuori perché non firmerebbero mai quello che i politici vogliono e quindi si scelgono i tecnici esterni che acconsentono – in cambio dello stipendio – quello che i politici vogliono. L’importante è mantenere il sedere saldo alla poltrona!

Negli enti dove l’opposizione è veramente tale, ossia tesa a fare rigorosi controlli della vita amministrativa, ormai gli strumenti di controllo sono pochi: l’interrogazione (e se il sindaco e il funzionario non rispondono arriva la minaccia di diffida penale), il ricorso al TAR (i cui diritti di segreteria grazie al Governo Berlusconi (giustizia solo per i ricchi) sono stati portati a 800 euro a ricorso; e la denuncia penale.

Dimenticavo: c’è anche la denuncia di carattere giornalistico che produce i suoi effetti se ben fatta e calibrata. Ebbene, di fronte ad un quadro così disarmante sulla nostra isola,  dove si è realizzato di fatto il “Comune Unico del malaffare” dobbiamo oggi considerare il ruolo delle minoranze. Se i politici di governo si comportano in un certo modo, spesso è anche a causa del silenzio, complice ed omissivo delle minoranze consiliari. Laddove non c’è un’azione di controllo le pecore vanno al pascolo liberamente e ognuno fa i fatti propri.

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In posti invece dove la minoranza fa opposizione, ad esempio a Ischia con il consigliere Carmine Bernardo, o a Forio con il consigliere Domenico Savio, arrivano nei confronti di questi soggetti le accuse più disparate perché l’azione della minoranza diventa un’azione solo di denuncia.

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Ci sono posti poi, tipo a Barano, dove la minoranza (non chiamatela opposizione, per carità!) dorme alla grande (e oggi voglio essere generoso per non aggiungere altro…). Lo abbiamo dimostrato nella settimana appena trascorsa: di fronte ad un’azione del sindaco e della maggioranza, formalmente ineccepibile, noi abbiamo dimostrato che invece si era già deciso tutto prima. Ebbene, di fronte a tali notizie di dominio pubblico la minoranza che fa? Niente!

Non un comunicato stampa, non un’interrogazione, non una critica, un sospetto, il nulla di nulla! Silenzio tombale.

Da ambienti baranesi abbiamo saputo che uno dei tre consiglieri di minoranza avrebbe detto che loro “stavano aspettando di verificare prima cosa facesse l’ing. Ungaro per poi decidere” (tra qualche mese…) cosa dire e fare! Ma l’oggetto del nostro intervento non era quello di giudicare l’impegno e la professionalità del nuovo dirigente dell’ufficio tecnico ma ben altro! Quindi non prendiamoci in giro….

Ed ora passiamo a Lacco Ameno dove la situazione è ben più grave! I recenti fatti di cronaca giudiziaria e tutte le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno disvelato un allarmante connubio tra Oscar Rumolo (che faceva come al solito il mediatore), Luigi Cesaro (ex presidente della Provincia di Napoli), il senatore Domenico De Siano e … Carmine Monti, il leader maximo della minoranza consiliare. In pratica cos’era accaduto? Che mentre Tuta Irace era sindaco, pur essendo ‘uomo’ di De Siano era stata ormai defenestrata dai suoi per una delibera non gradita all’attuale Senatore e quindi si brigò perchè al suo posto andasse Carmine Monti, uomo del PD e di Giosi Ferrandino, (anche se ora Monti dice che non è mai stato del PD… della serie: salgo e scendo quando voglio io). Ora Carmine Monti, dopo aver governato con De Siano & company,  è passato di nuovo all’opposizione, ma dopo questi altarini venuti allo scoperto, dopo questi doppi e tripli giochetti, possiamo dire che Carmine Monti abbia ancora una sua credibilità politica?

Certo è che Lacco Ameno è un paese dove non vola una mosca se non lo vuole De Siano e nessuno si permette di alzare la voce o di criticare apertamente il Senatore. Lo ha dimostrato l’ex sindaco Tommaso Patalano, uno di quelli accreditati come possibili membri della futura minoranza politica del Fungo. Ebbene, abbiamo ‘inseguito’ Patalano per un’intervista ma ora per un motivo, ora per un altro l’intervista non si è concretizzata. Questa settimana ci abbiamo provato partendo da martedì scorso ma il Patalano ha detto che vuole “studiarsi” gli atti, i bilanci ecc.ecc.. La nostra era un’intervista di carattere generale, con domande di politica per sapere come vive il paese questo momento. Non ci interessava una disamina tecnica dei bilanci comunali né avere sentenze su De Siano, prima del processo. Tommaso Patalano ha perso un’occasione per dimostrare che a Lacco Ameno la democrazia è possibile.

* * *

La scorsa settimana ho evidenziato che dagli atti dell’inchiesta su Rumolo e De Siano è emerso che il Sindaco di Ischia chiamò al telefono Oscar Rumolo per questioni relative all’Eavbus. Ho posto pubblicamente una domanda al Sindaco di Ischia che fa finta di non leggere il giornale visto che non ha inteso risponderci. La riformulo oggi: perchè Giosi Ferrandino se si stava adoperando per risolvere problemi dell’Eavbus sull’isola aveva bisogno di chiamare Rumolo e non De Siano direttamente o, come era più naturale, l’assessore ai trasporti della Regione Campania o l’ex amministratore della società, Polese?

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