CULTURA & SOCIETA'

LE STORIE DI SANDRA Il forno di Girella e i rococò

DI SANDRA MALATESTA

E in questi giorni si prenotava il forno di Girella Lauro per fare i rococò. Io andavo a prenotare tornando da scuola e lei scriveva su un foglio “Emma viene alle 15:00 di giorno 19” e io firmavo. Una volta a casa lo dicevo a mamma che si organizzava per comprare gli ingredienti. Ogni mamma della zona prenotava e spesso ci si trovava in due allo stesso orario perché il forno era grande. Arrivato quel giorno, noi bambine eravamo felicissime di andare con le mamme. A casa si preparavano farina, zucchero, mandorle tostate o nocciole gli odori che potevano essere cannella, chiodi di garofano, oppure IL PISTO che era un insieme di tanti odori che mia mamma non ha mai usato. Poi almeno due uova per passare il rosso con un pennellino sui rococò. Si partiva da casa e dopo pochi metri si arrivava al forno. C’erano grosse placche nere pronte e un grande marmo su cui impastare.

Nel frattempo noi piccole tagliavano le bucce di mandarino in pezzettini, oppure con la forchetta montavano gli albumi a neve se si facevano anche ciambelloni con i confettini sopra. E quei confettini li aspettavamo con ansia perché solo una metà andavano sulle ciambelle l’altra metà nelle nostre bocche. Erano momenti così dolci e fuori al forno bambine sedute ad aspettare. Poi si tornava a casa inondando le strade di quell’odore. Ricordo che certe volte si facevano di due tipi. Quelli duri da spugnare nel vino e quelli morbidi. Poi a casa usando le carte del pane che si erano conservate apposta per questo, si facevano vari pacchetti da regalare a parenti e a madrine dei figli le cosiddette Cummare. Alcuni rococò si tenevano per mangiarli subito e altri per tenerli fino alla vigilia di natale. Quelle nostre mamme che impastavano su quel marmo legando bene i capelli, le vedevamo forti e imbattibili e la cosa bella era che spesso cantavano anche mentre impastavano. E io vorrei fare i rococò in casa e li so fare ma pensando al forno di Girella mi passa la voglia e li compro fatti bene dal forno vicino casa mia. Ricordi di quei giorni in cui tutto si faceva in casa e le relazioni tra i vicini diventavano più forti e belle.

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