CULTURA & SOCIETA'

LE STORIE DI SANDRA Per Altidoro e Brigida Commitante

DI SANDRA MALATESTA

Grazie a Luca Commitante figlio di Franco sono riuscita finalmente a scrivere di questa famiglia a me cara per tanti motivi. Uno di questi è la grande amicizia che legò me e le mie sorelle ai gemelli Ciro e Leonardo più vicini a me come età e il secondo è Brigida Manzi, donna bella dai tratti somatici marcati, che mi ha sempre fatto pensare che con la calma si scalano montagne invincibili.

Tutto comincia con Paolo Commitante marinaio, che sposa Maria Teresa Testa e dalla loro unione nascono sei figli, tra questi il nostro caro Altidoro (1900) nella casa a Largo Arena 7 ( l’attuale Via Bighelli). Paolo ( classe 1870) da un imbarco non tornò, ma non era morto, semplicemente aveva creato una nuova famiglia con moglie e due figli nell’isola di San Salvador e fu proprio Altidoro, anche lui marinaio, a scoprire tutto andando lì con la foto del padre in mano e a diventare quasi un forte sostegno per la famiglia, visto che suo padre non tornò mai più a Ischia. Altidoro ha avuto una vita avventurosa se pensiamo che a soli 16 anni fu chiamato come bersagliere in guerra durante la prima guerra mondiale e poi di nuovo fu richiamato nel 1940 durante la seconda guerra mondiale come marinaio sulla nave Regina Elena. Essendo marinaio lavorò su varie navi, prime tra tutte la Span che da nave passeggeri fu requisita come tante altre durante la guerra, e ha girato ovunque compreso l’America che a quei tempi era veramente lontanissima. È sopravvissuto a bombardamenti e affondamenti di navi. Da marinaio fu poi nostromo a bordo della Regina Elena, nave pilota che, un giorno scortando la nave Provvidenza carica di viveri, riuscì a salvare tanti marinai della stessa che fu affondata da un siluro inglese al largo di Punta Imperatore.

Poi si imbarcò su una delle prime petroliere che, però, fu silurata dai nemici mentre si dirigeva in Egitto. Altidoro fu uno dei pochi superstiti perché restò aggrappato ai resti della nave in acqua per almeno tre giorni.e poi salvato. Il Presidente della Repubblica gli conferì la croce di guerra al valore militare “prestigioso riconoscimento per i meriti acquisiti in guerra”. Altidoro è stato un uomo forte, coraggioso, attaccato al lavoro e alla famiglia che creò con Brigida Manzi, nata nel 1913 cioè 13 anni dopo il marito e per quei tempi erano tanti, che sposò il 26 giugno 1938 e avendo con lei sei figli maschi pur desiderando tanto una bimba. I figli sono Michele ( sposato con Cecilia Lomgobardi), Paolo ( sposato con Rosetta Barbieri e purtroppo vedovo e padre di tre figli maschi), Peppino detto Parola, grande giocatore dell’Ischia (sposato con Mattera Rifugia detta Gina e padre di due figli maschi e un femmina), Franco ( sposato con Di Maio Giuseppina e purtroppo vedovo dal 2011 e padre di due figli maschi il primo dei quali è Luca, è come me appassionato di storie delle famiglie) e infine i due gemelli Ciro ( separato da Carmela Gloria e due figli una femmina e un maschio) e Leonardo (sposato con Francesca Lucido Balestrieri e tre figli due femmine e un maschio).

Sei ragazzi belli e tanto educati. Cresciuti intorno a quella mamma che riuscì a fare da madre e da padre. Ragazzi simpatici e sportivi e tra questi Peppino si dimostrò un ottimo giocatore di calcio. Ricordo quei pomeriggi in cui la nostra chiorma si dava appuntamento sullo spiazzale e se non vedevamo arrivare i gemelli, io andavo a chiamarli e Brigida mi diceva: ” Stavt attient Sandra tu o saie ca io sto sola e si succer qualcosa chi u sent a mio marito” e io la tranquillizzavo andavo vicino e l’abbracciavo forte. Che cara Brigida e che bella donna. Lei essendo sorella di Salvatore Manzi, ogni tanto nei rari momenti di riposo, andava da Concetta sua cognata e restava un poco con lei entrambe sempre con quei bei camici di cotone a fiori abbottonati avanti. Aveva i capelli neri che teneva fermi dietro la nuca in uno chignon. Quei sei figli ubbidienti cominciarono a lavorare presto e adorarono quella donna che aveva dato loro il senso del dovere. Quando Altidoro sbarcava era una festa e ogni volta trovata i figli cresciuti. Invecchiando riuscì a godersi un poco quella dolce moglie, ma continuò a fumare tanto. Morì nel 1972 per una bronchiolite e fino a un attimo prima chiese di fumare una sigaretta.

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Si diceva a quei tempi che la donna fa l’uomo e questo proverbio è proprio veritiero, perché se solo Brigida fosse stata un po’ più debole e paurosa questa bella famiglia Commitante non sarebbe venuta come è oggi con figli e nipoti e pronipoti tutti in gamba, rispettosi, lavoratori e sempre così cari. Io dicevo che Paolo somigliava a Brigida e lei sorrideva dicendo che anche Leonardo aveva i suoi colori. Una mamma chioccia come erano quelle mamme fiere, dignitose, oneste, pronte a sacrificare ogni loro desiderio pur di far felici i figli e garantire loro un sereno avvenire e così è stato. Quella generazione ha fatto da cemento armato per tutti noi che ci siamo abituati al sacrificio e a non sognare in grande, ma a sognare cose che si potevano avere facilmente come un gelato tutti i giorni, o giocare tante ore e volersi tanto bene.

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