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LE STORIE DI SANDRA Ricordando Cecilia De Luca

DI SANDRA MALATESTA

Finalmente sono riuscita a dedicare un mio scritto a Cecilia, una cara amica, una donna che sorrideva spesso, intelligente, colta, che mi travolgeva con quei suoi modi di essere amica. Non siamo cresciute insieme, sia perché lei era più grande di alcuni anni sia perchè a quei tempi si cresceva da ragazzini intorno casa, e solo più grandicelli si riusciva a uscire o a incontrarci magari in qualche circolo studentesco, o per strada o al cinema in estate, di quelli all’aperto. Cecilia De Luca era nata il 23 ottobre del 1948, da Adriana Mattera e Marcello De Luca, che oltre a lei, ebbero anche Vincenzo conosciuto da tutti come (U Cavalier”). Cecilia cresceva serena e allegra e in estate, che per noi durava almeno cinque mesi, amava stare tanto a mare o sulla spiaggia della Mandra, dove viveva sua nonna, o a Punta Molino dove c’erano gli stabilimenti dei suoi zii, poi confluiti in un unico Stabilimento “Il Ricciulillo” (dal soprannome della famiglia di sua madre). Fin da piccola mostrò un senso di forte autonomia e un grande altruismo verso tutti. Si iscrisse e si diplomò alla Ragioneria, oggi Istituto Tecnico E. Mattei, di Casamicciola, e poi volle ancora continuare laurendosi in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli nel 1976.

Cecilia, pur avendo la patente, si vedeva arrivare sempre a piedi, e quel suo camminare a passo svelto é rimasto come qualcosa che dice di lei. Lei era una persona che mi faceva pensare di conoscere una specie di super eroina. Non si fermava mai, pur facendo in modo giusto tutto quello che doveva fare. Sapeva cucinare bene, era quella che si occupava di tutto, anche di cose burocratiche per tutta la sua famiglia. Io e lei ci siamo volute tanto bene, forse perchè entrambe amavamo pensare le cose belle, essere felici con poco, fare tante cose e..la paura dell’aereo che spesso ci faceva sorridere. Ma lei amava viaggiare? E la paura di volare doveva fermarla? Non c’erano altri mezzi, ore ed ore di viaggio in giro per l’Europa, ma lei andava. Conobbe poi Amedeo Salerno,(5/ aprile/45- 30/marzo 2015), un bel ragazzo alto e simpatico, nacque la loro storia che all’inizio di gennaio del 1979 li portò al matrimonio. Erano una bella coppia e spesso ci siamo visti e sono stati anche al mio matrimonio. Il 10 gennaio 1981 nacque Marco, il loro unico figlio. Dal punto di vista lavorativo, Cecilia dopo la laurea, collaborò con un importante studio notarile, per poi passare nel 1980 e fino al 1987 con all’ Associazione Commercianti Isola d’Ischia.Poi decise di intraprendere la libera professione, aiutando tanti per ottenere un’abitazione (REC) e per aperture di varie attività, come negozi, bar e altro. In tanti devono molto per questo a Cecilia, che era rispettata e stimata da tanti commercialisti e non solo, ma anche da tante persone a cui lei non aveva mai rifiutato di dare una mano. Nel 2000 lasciò la libera professione per dedicarsi poi ogni tanto a corsi indetti dalla regione che riguardavano sempre ciò di cui si era interessata. Ma lavoro e famiglia non le bastavano, cosi accettò negli anni novanta di fare parte della Fidapa, in modo attivo come sempre era abituata a fare, e ne fu per alcuni, Presidente.

Cara Cecilia io sono contenta di ricordarti, e lo sono perchè tu sei stata tante cose belle insieme, e hai dato a chi ti amava, l’idea che te la saresti vista tu per ogni cosa. Purtroppo il 21 aprile 2006 ci lasciasti per sempre, per una di quelle malattie che non perdonano, scoperta alcuni anni prima. Amedeo e Marco avvertirono un senso di disorientamento a cui non erano preparati. Marco ti considera una madre che l’ha guidato verso un futuro da professionista, dicendogli di studiare e non perdere tempo visto che era iscritto alla Luis di Roma. E Marco a 23 anni si laureò. Cecilia resti in me come quell’amica che dava il consiglio giusto, che era affettuosa e a cui ho voluto tanto bene. Ringrazio Marco Salerno per aver collaborato con me.

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