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LE STORIE DI SANDRA Ricordando Maria Pilato e Pasquale Raicaldo

Ci sono stati tanti uomini e tante donne, nati nei primi decenni del 1900, che hanno imparato presto cosa significa vivere in difficoltà, soprattutto materiali, e che proprio per questo, hanno creduto nel lavoro per vivere meglio, per la famiglia che molti hanno creato, e hanno fatto parte della generazione che si è trovata a vivere a cavallo tra due guerre, e che ha poi fatto forte l’Italia.Ogni volta che racconto di persone coetanee più o meno dei miei genitori, io devo fermarmi, per poi riprendere magari dopo ore. Questo scritto mi piace dedicarlo a Maria Pilato e a Pasquale Raicaldo, una coppia che ho visto vivere, e i cui figli sono stati amici soprattutto di mio fratello e miei. Pasquale era nato a Barano nel luglio 1920 da Ersilia Di Meglio e Pietro Raicaldo, primo di sette figli (4 donne e tre uomini). Il padre era stagnino e aveva la bottega a Via Iasolino, nella zona dove attraccano gli aliscafi. Era molto conosciuto e stimato per quel suo mestiere, fatto con precisione e il suo essere una brava persona. Tutti lo conoscevano come “Pietro u stagnar”. Maria Pilato nacque a Ischia nel Dicembre del 1923, suo padre emigró per lavoro in Argentina e non si ebbero più notizie di lui. Quando Maria aveva 10 anni, rimase orfana perchè sua madre morì. Una sua zia la cacciò via e non volle aiutarla e Maria fu cresciuta dalla signora Guida. Un’infanzia molto dolorosa, non cambiò quel suo essere una donna che voleva e sapeva esserci per quella bella famiglia che costruì sposando Pasquale Raicaldo nel Dicembre del 1948, e avendo da lui tre figlio, Pietro, Giuseppina e Ciro. Maria era donna di casa come si diceva a quei tempi. Appena sposati, andarono a vivere a casa dei genitori di Pasquale a Via Osservatorio, (comp a ceus), perchè erano anni difficili. Pasquale divenne idraulico, ma un idraulico che faceva molto bene il suo lavoro, riuscendo a riparare pezzi che duravano tanto e facendosi stimare da clienti, tra i quali, il Dott. Barile, Il Duca Camerini, i propreietari dell’albergo Felix, di Villa rosa.

Pasquale e Maria riuscirono ad avere una loro casa nella zona di San Ciro, a creare quel futuro migliore che erano le parole più pensate e dette negli anni della famosa ricostruzione. In quella famiglia si sentiva presenza affettuosa e i figli crebbero sereni. Tre bravi figli che poi li resero nonni felici. Pasquale volle tanto bene a quei suoi nipoti, passando tempo con loro a giocare. Con Pasquale figlio di Pietro e Rita vivendo vicino, passò più tempo, ma amò anche gli altri nipoti, Alessio, Angelo e Luca. Purtroppo nel marzo del 1990 a settant’anni, Pasquale mori, portando con sè un esempio di uomo onesto e di gran lavoratore. Chissà oggi come sarebbe fiero di quel suo primo nipote che porta il suo nome, diventato giornalista del quotidiano La Repubblica. La signora Maria la vedevo spesso negli anni in cui vissi dove vivevano i Raicaldo, sempre a fare qualcosa, sempre riservata e cara. Ho raccontato la vita di due brave persone come ho scelto di fare ormai da alcuni anni, perché una parte del mio volere ricordare le cose belle, è legata a loro, che erano felici di poco facendo grandi sacrifici, senza lamentarsi, anzi, erano passando il tempo, quei nonni a cui non dovevi telefonare per far loro visita. Bastava dire “vado a trovare i nonni” e la chiave era li, dietro la porta di casa. Maria ci lasciò nel marzo del 2018 raggiungendo il suo Pasquale. Ringrazio Rita e Pietro Raicaldo per aver collaborato con me.

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