TOP STORIE

LE STORIE DI SANDRA RICORDANDO MARIA ZABATTA (MIMMA) E AGOSTINO BUONO

Chi non ricorda la maestra Maria Zabatta detta Mimma? Una maestra preparata, severa quanto bastava, autorevole, dal sorriso che evidenziava una tenerezza volutamente tenuta nascosta. Si Lei Mimma, si trovò vedova giovane e con quattro figli, la più piccola dei quali aveva appena otto anni. Maria era figlia di Peppe Zabatta impiegato al catasto e di Agata Montemurri, una signora non ischitana che venne a Ischia per insegnare essendo maestra elementare, e proprio a Ischia conobbe l’uomo che poi divenne suo marito. La maestra Agata Montemurri si dedicò al suo lavoro con professionalità e serietà tanto che la Scuola Primaria di Sant’ Antuono è intitolata proprio a lei, ad Agata Montemurri. E anche sua figlia Maria volle diventare maestra, e che maestra, veramente brava da ogni punto di vista. Mimma sposò Agostino Buono, figlio di Salvatore ed Emilia Buono. Lui era figlio di secondo letto e ebbe come fratellastro, il parroco Vincenzo Cenatiempo, chiamato anche il parroco dei poveri della Cattedrale di Ischia Ponte, per quel suo essere caritatevole e tanto altruista, oltre ad avere una grande fede. 

Agostino e Vincenzo furono legati da un grande affetto quasi più forte di un affetto fraterno, e Vincenzo seguì sempre negli studi suo fratello, facendogli frequentare il Seminario di Ischia Ponte. Agostino era un uomo colto e anche dalla bella presenza con un viso sorridente e dolce. Amava studiare e dopo le superiori, si laureò in Lettere Classiche. Insegnò alla scuola media Scotti di Ischia. Successe che poi la succursale di Barano fu distaccata da quella di Ischia e ad Agostino fu affidata la Presidenza. Agostino fu orgoglioso di quel suo ruolo portato avanti con la presenza costante e con la voglia di migliorare sempre di più quella scuola. Purtroppo potè essere Preside per soli 4 anni, perché il 22 Settembre del 1971 morì stroncato da un infarto, lasciando una moglie ancora giovane e quattro figli giovanissimi, Salvatore, Emilia, Agata e Laura. Io ricordo con dolore quel giorno, mio padre lo conosceva e lo stimava tanto. La signora Mimma fu di colpo sola, ma riuscì a portare avanti i suoi quattro figli diventati tutti professionisti seri e stimati. Erano anni in cui veramente ci si rimboccava le maniche e ci si dava da fare lavorando sodo e stando sempre presente per chi si amava. 

Quella dolce maestra Mimma, intere generazioni di ragazze sono state guidate da lei fino alle scuole medie. Amata e rispettata, puntava sempre alla sostanza e una volta mi disse che: “Sandra non fa niente che sembrano cantilene, ma le coniugazione dei verbi si devono sapere a memoria e anche le poesie e anche le tabelline.” E me lo disse perché le chiesi un consiglio per dei bambini che non volevano ripetere a memoria. E come aveva ragione Mimma, oggi che se chiedi a qualcuno ” Che numero di telefono ha tua sorella?” Risponde “Aspetta non lo ricordo lo tengo memorizzato nel cellulare”. Agostino e Mimma e i loro quattro bei figli ho voluto ricordarli perché anche loro mi hanno segnata in positivo e poi ho voluto tanto bene a Mimma. Quando morì Agostino, il figlio Salvatore aveva superato a luglio la maturità classica ed era stato ammesso alla facoltà di medicina di Pavia, mentre Emilia sedici anni e Agata quindici anni erano alle superiori e la piccola Laura 8 anni alle elementari, ma nessuno di loro si fermò guidati da quella grande mamma, vivendo il dolore in modo costruttivo, facendo quello che avrebbe desiderato il loro papà. Ringrazio Agata Buono per aver collaborato con me

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio