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LE STORIE DI SANDRA Ricordando Salvatore Galano

E giovedì 21 agosto sono stati 30 anni da quando Salvatore Galano ci lasciò. E io che sono nata e cresciuta dove non avrei potuto conoscerlo, mi sono invece trovata, sposando Alfredo Iacono di Barano, e amico di tutti i Galano, non solo a conoscere lui, sua moglie e I suoi figli, ma anche a fare vacanze insieme in tanti di noi, che ci resero felici di volerci bene. Salvatore era nato il 4 gennaio del 1947 da Emilio Galano e da Teresa Di Iorio, cosi come suo fratello Salvatore e sua sorella Brigida, purtroppo nessuno dei tre ci sta più. Una famiglia che faceva parte di tante famiglie, perché i Galano sono tutti imparentati almeno quelli che vivono alla Molara, alla Starza, a Fiaiano.Tutte persone che vivendo hanno puntato sul lavoro faticoso e onesto, creando in tanti sia società di corrieri, che di consegna medicinale dalla terraferma, che di tanto altro. Salvatore crescendo in quella grande famiglia dove tra cugini ci si voleva bene, si unì in società con Biagio Galano, creando la Galano Trasporti. Era un uomo umile ma tanto intelligente, pur avendo studiato fino alla terza media, riusciva a fare la Partita doppia, e tante altre cose. Ma non fu quello il suo lavoro, perché nel 1980 Salvatore fu assunto all ‘ENEL e lasciò l’altro lavoro. Salvatore era un bel ragazzo dai lineamenti definiti, ma era soprattutto una brava persona. Conobbe una ragazza Teresa Di Massa, dal viso dolce e carino, nata a Ischia nel 1952, figlia del nostro mitico Giovanni di Massa, collaboratore scolastico per anni alla Ragioneria, simpatico e sempre pronto a dare una mano a noi studenti.Teresa e Salvatore si fidanzarono e capirono di voler restare insieme.

Si sposarono nel 1974 e andarono a vivere San Michele in una bella casa. Teresa, donna serena e sorridente, volle restare a casa e dedicarsi alla famiglia, che si allargò con l’arrivo dei due gemelli Emilio e Giampiero, e poi dopo qualche anno con quello di Marco. Ho ricordi bellissimi delle nostre vacanze e, in particolare di quella a Palermo, Terrasini Città del mare nel 1989.Eravamo in tanti e molti tra Galano e Lombardi. Salvatore spesso passeggiava con sua cugina Teresa Galano, donna di una simpatia unica e non facevano che ridere e ridere. Purtroppo Salvatore si ammalò, e dovette curarsi. Era orgoglioso della sua famiglia, di Teresa e dei suoi tre figli, ognuno diverso dall’altro. Qualche volta si fermò durante la malattia con mio marito, parlando della capacità di Emilio di risolvere qualsiasi problema, di Giampiero tranquillo e gran lavoratore e di Marco piccolo di casa che aveva scelto il mestiere che si trasmette nel DNA in quella famiglia e cioè, Corriere e trasportatore con una ditta in società molto ben organizzata. Ma Salvatore non riuscì a farcela, e il 21 agosto 1995, ci lasciò per sempre, ancora uomo giovane e con tanti progetti avviati dai figli e seguiti con attenzione. I figli ci tengono a ringraziare la dottoressa Maria Galano, il dottore Franchino Zabatta, primario a quel tempo di chirurgia, l’infermiera Maria Pia Di Meglio e il fisioterapista Luciano di Meglio, che sono stati sempre vicino al loro papà circondandolo di affetto e competenze. Salvatore lasciò un grande vuoto, ma sua moglie e I suoi figli vollero restare uniti nel superare quel dolore e continuare a lavorare in modo onesto, perché avevano avuto un grande esempio da un marito e un padre sempre pronto per loro. Ringrazio Emilio Galano per aver collaborato con me.

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