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LE STORIE DI SANDRA Ricordando una grande donna Franca Barile

E come avrei potuto non ricordare la persona che per noi bambini intorno Via Roma era la maestra sorridente con dei bei capelli neri e sempre il rossetto? Non potevo e così mi è piaciuto dire di lei. Per quei tempi Franca è stata una donna che ha creduto nelle sue idee, che ha voluto lavorare, scegliere di fare politica, e di fare tutto ciò che le piaceva fare. Io ricordo che la guardavo incantata come se fosse un personaggio di una fiaba, perché così sicura di sé e così diversa da tante donne di allora. Franca Barile volle studiare e giunse al diploma e dal 1949 al 1959, fu la prima donna impiegata al Comune di Ischia a fianco al sindaco Vincenzo Telese. Ma il suo sogno era insegnare e con tanta testardaggine fece quattro volte il concorso in quattro città diverse, fino a che non diventò maestra elementare e per I primi tempi insegnò fuori da Ischia. Finalmente arrivata a Ischia, fu maestra al Marconi per tanti anni e per intere generazioni, amata dai suoi alunni e rispettata da tutti perché preparata e esperta in quel campo. Posso dire che veramente è stata una donna da ammirare. Lei non ha mai voluto ritirarsi a fare la pensionata. Figlia di Angela e Mast’Antonio Barile, era l’ultima di una famiglia numerosa e ha avuto una vita lunga morendo a 99 anni e riuscendo anche a tornare per un giorno a scuola il 28 aprile del 2015 per..La presentazione del progetto “A scuola senza zaino”. Io ero amica da sempre di Vincenzo Ferrandino, diciamo per farlo riconoscere del ” Piccolo bazar”a Via Delle Ginestre e oggi. Lui mi disse che a pochi passi da casa sua a Via Roma, abitava la maestra Franca Barile e c’era anche sua sorella e la figlia di questa, di nome Lina. Disse che andava lì a fare i compiti e che era così brava. Io, incuriosita, chiesi a mamma se la conoscesse e con sorpresa seppi che erano amiche nate a un anno di distanza una dall’altra. Cosi mamma mi fece felice facendomi andare per qualche mese insieme a Vincenzo a fare i compiti da lei. Furono due mesi belli, allegri, facevo presto presto per poi parlare con lei e giocare con Lina, piccola bimba biondina e delicata, poi mia collega per anni alla Scuola Media Scotti di Ischia, Lina Maturi. Franca Barile mi faceva pensare che non avesse paura di niente.

Fu non solo la prima impiegata comunale donna a Ischia, ma anche la prima donna che si presentò alle elezioni politiche con la DC e con capolista Il comm. Vincenzo Telese. Ricordo che un giorno mi disse; “Sandra ma perché vieni qui? Tu sei brava e veloce nel fare i compiti, non fare spendere soldi inutili a mamma” e io quasi piangendo: “Maestra io voglio stare con il mio amico Vincenzo e con voi perché mi sento contenta e mamma mi dice che anche lei è contenta”. Quel sorriso, quegli occhi a cinesina che si stringevano quando sorrideva, li tengo impressi in me. E oggi a distanza di anni, ho voluto ricordarla in un modo un poco insolito. Senza troppe date, senza i tanti premi ricevuti, ma solo come una donna che ha aperto la strada ad altre donne, che credeva in sé stessa e non si arrendeva mai, che come maestra era svelta, pratica, avanti con i tempi e devo a lei se in quarta elementare feci un tema per il quale fui premiata. Lo devo a lei perché mi parlò a otto anni, dello sfruttamento di donne e bambini al lavoro, e quella traccia arrivata in busta chiusa trattava proprio di quello. Cara Franca che bello chiamarti così, c’eri quella sera della premiazione al cinema Excelsior, e quando dissero Vincitrice per il tema più bello e preciso, Sandra Malatesta della quarta A Marconi, ti alzasti in piedi ad applaudire talmente tanto che cambiasti viso. Grande donne Franca Barile orgogliosa di averti conosciuta e voluta bene. Ringrazio Michele Salvia per aver collaborato con me.

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Un commento

  1. Hai ricordato un capitolo di storia di Ischia. Brava.
    La narrazione della maestra l’hai vissuta da bambina e quindi spontanea.
    Queste storie dovrebbero farci riflettere sui valori che stiamo “insegnando alle odierne generazioni”………………….
    Il sacrificio,la dedizione ai valori della vita , famiglia e della nazione appartengono ad un mondo sconosciuto alla società odierna ischitana, per non dire altro.*

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