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LE STORIE Ricordando Caterina Scarano Di Vaia

E adesso mentre comincio a scrivere, mi tornano in mente i giorni così lontani, quando conobbi Caterina una donna che mi colpì per la sveltezza, con cui faceva ogni cosa, per l’espressione vivace degli occhi, e la sua intelligenza. Io frequentavo il corso di teoria la sera per prendere la patente, avevo 21 anni e mi sembrò un’impresa perchè non amavo e non amo i motori. Una signora magrolina con occhiali dalla montatura grande, si sedeva ogni sera vicino a me. Fu naturale fare amicizia. Mi disse che era maestra elementare ma non era nata a Ischia, che era sposata e aveva una figlia e un figlio, e che era in attesa di un terzo figlio da pochi mesi. Io fui sorpresa, era cosi magra non si vedeva la pancia. Dietro gli occhiali si notavano due occhi di un colore bellissimo e attenti. Una volta a casa, non feci che pensare a quella signora Caterina Scarano.

L’esame di teoria non fu difficile per noi. Io ero all’Università e studiavo Scienze Matematiche, lei a scuola amava e privilegiava proprio insegnare matematica. Nacque cosi la nostra amicizia durata per sempre fino a quando lei ci lasciò. Nel frattempo io mi laureai e cominciai a insegnare. Ogni tanto noi delle medie ci incontravamo con le maestre per discutere di come seguire gli alunni in modo sereno. E io e Caterina di nuovo sedute sempre vicine. Quanti suoi alunni mi ritrovai nei miei anni di insegnamento in classe mia. Quanti suoi alunni erano cosi bravi in matematica e cosi ordinati. Caterina era nata il 31 gennaio del 1937 a Serino un paese in provincia di Avellino. Crescendo mostrò di essere brava a scuola e riuscì a giungere al diploma di maestra elementare, che all’epoca solo in poche riuscivano ad ottenere. Molti e molte si fermavano con gli studi per aiutare la famiglia, ma Caterina fu fortunata. Visse a Napoli fino a quando, nel 1967 ebbe l’incarico di maestra di ruolo presso la Scuola elementare Onofrio Buonocore a Cartaromana. E Ischia accolse Caterina che si sentì subito a suo agio, anche perchè amava tanto insegnare, ci metteva passione e quel pizzico di severità che la rendeva autorevole. E a Ischia nel 1968 sposò il geometra Mimmo Di Vaia, un bravo professionista serio con il quale creò una bella famiglia, restando insieme fino a quando Caterina andó via per sempre il 3 ottobre 2024. Tre figli, Virginia, Luigi e Fabio, una bella casa, lei che riusciva a lavorare e a gestire ogni cosa. Caterina era una donna di un’inteligenza oserei dire, pratica, razionale, vivace. Quel suo modo di sorridere diceva di lei, di una donna in gamba, ma anche tanto tenera. Quante volte abbiamo scambiato pareri e quante volte i suoi consigli per me sono stati preziosi. Le ho voluto bene e poi, come spesso succede, conobbi da ragazzino Luigi suo figlio e lo vidi crescere insieme a tante alunne e alunni ai quali ancora oggi sono tanto legata. Mi ha fatto piacere scrivere di te amica mia, conoscerti durante un esame per la patente incinta di Fabio, ritrovarti collega, imparare tanto da te, sono stati doni che ho tenuto e tengo con cura.Grazie Caterina. Ringrazio Luigi Di Vaia per aver collaborato con me.

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