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Le verità della Parpinel: «Del Deo mi chiese di dimettermi perché scomoda»

Con la lettera che hai protocollato si è sancito questo divorzio tra te e l’amministrazione. Un amore tormentato, dal momento che dopo le elezioni del 2013 tu – che all’epoca facevi parte del gruppo consiliare “Gente Comune” – decidesti con Nicola Nicolella di staccarti. Successivamente, anche il rapporto con l’avvocato si è rotto. Poi, nell’estate 2016, ti viene proposto di tornare in maggioranza, però evidentemente la convivenza con Del Deo non è stata molto facile. Al di là della tua missiva, vorremmo capire cosa ti ha condotto a lasciare questa maggioranza. Insomma, qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

«La decisione che ho preso in questo momento nasce proprio dall’esigenza personale di essere coerente, innanzitutto con me stessa. Rimanere nella maggioranza per me avrebbe significato l’esatto contrario. Io ho iniziato un percorso che era finalizzato a portare un cambiamento. Non voglio essere presuntuosa e dire “Io voglio cambiare Forio”, ma di certo non volevo che questa esperienza cambiasse me stessa. Nel senso che io voglio continuare ad essere la persona corretta che è entrata in questo contesto e portare avanti me stessa in questa direzione. Ho proposto all’amministrazione delle opportunità nell’ambito del settore turistico, ma non mi è stato dato spazio da questo punto di vista».

In che senso non ti è stato dato spazio? Le tue idee venivano cestinate e basta?

«Mi è stato fatto credere di fare delle cose, quindi io ho un po’ girato avanti e indietro, però poi mi sono resa conto che era tempo perso, le cose che facevo erano fatte “a vuoto”. Ho visto che comunque altre persone si muovevano in questo contesto, sono subentrate al mio posto. Questa cosa avviene spesso, c’è proprio una “tattica” che Del Deo ha utilizzato tra noi consiglieri. La tattica consiste nell’accavallare continuamente le cose, fare in modo che ognuno operasse nell’ambito degli altri».

Creando quindi della confusione e anche un po’ di astio.

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«Sì, provocando anche dell’astio, certamente. Ma non è stato solo questo il motivo che mi ha portato ad allontanarmi dall’amministrazione. Mi sono detta: “Forse anche Grazia Parpinel è una persona scomoda e non deve fare politica…”».

Scomoda in che senso?

«Scomoda nel senso che a loro avviso non sono forse la persona adeguata a ricoprire questo ruolo, perché Grazia Parpinel non è disposta ad accettare che la politica si faccia semplicemente perché si debba nominare qualcuno in un contesto. Non è disposta ad accettare che una scelta si faccia per ottenere voti, che non si pensi mai al paese. Ogni scelta è dettata semplicemente dalla motivazione del voto».

Quindi mi stai dicendo che l’operato dell’amministrazione è finalizzato unicamente alla creazione – e al mantenimento – del consenso elettorale?

«Sì, ma non solo. Il consenso, una volta creato e mantenuto, deve ruotare attorno a pochi. Penso che questa sia l’astuzia di chi è debole, di chi ha paura di confrontarsi. L’unico modo per superare questa debolezza è quello di eliminare gli avversari, renderli a loro volta deboli e quindi non pericolosi. In questo modo Del Deo e i suoi possono mostrare agli altri (all’elettorato, ndr) di essere i veri e unici “capaci”».

Insomma, una vera e propria politica del “terrore”: se non la pensi come loro, sei costretto a soccombere…

«Ti faccio un esempio per farti capire meglio. Negli ultimi consigli comunali sono stata molto assente, e quando si è parlato dell’argomento del Comune unico venni chiamata da Francesco (Del Deo, ndr), che mi chiese: “Ma tu che fai, vieni?”. E io: “Sindaco, sai, io non lo so…”. E lui: “Che ne pensi di questo argomento?”. E io: “Sindaco, io sono a favore del Comune unico”. L’amministrazione di Forio è notoriamente contraria all’istituzione del Comune unico, e quindi Del Deo mi fa: “Vabbè, allora stai a casa”. Ma che significa “Allora stai a casa”?. Credo che il Comune unico sia la cosa principale da realizzare per fare qualcosa di positivo per l’isola d’Ischia. Si veda, ad esempio, la questione del terremoto: i Comuni di Casamicciola Terme e di Lacco Ameno sono abbandonati a se stessi, si vuole “nascondere” questo problema. Come si fa a mettere d’accordo sei amministrazioni? È impossibile».

Ritornando alla conversazione con il sindaco, Del Deo ti avrebbe detto di startene a casa perché la tua presenza era “fastidiosa”.

«Nonostante il sindaco mi avesse invitato a non presentarmi, io mi recai ugualmente in consiglio e votai a favore del Comune unico».

Come venne preso questo tuo atto di disobbedienza?

«Si trattava di una questione poco rilevante, perché comunque loro avevano la maggioranza, quindi se ne sono altamente fregati del mio gesto. Tuttavia successivamente sono stata “richiamata”. Mi venne detto: “Allora tu che cosa vuoi fare? Devi prendere una decisione: vuoi uscire, non vuoi uscire?”. In maniera neanche tanto indiretta, poi, pressavano affinché mi dimettessi da consigliere».

La rottura avvenne dunque in questa circostanza?

«Non esattamente. Partecipai anche ad un altro consiglio comunale, quello in cui venne discussa e approvata la famosa delibera che regolamenta le riprese audiovisive delle sedute consiliari. Un’autentica schifezza, perché la Costituzione italiana riconosce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, anche attraverso i media. Loro vogliono vietare le riprese per occultare i lavori dell’assise. In quella circostanza mi astenni e lasciai la seduta. Tra me e me pensai: “Siamo davvero arrivati alla frutta. Grazia, tu non puoi più stare accanto a questa gente”».

Secondo te questa decisione è stata assunta per paura?

«Penso che loro non abbiano paura, perché si sentono superiori. Ritengo di essere una persona forte, e non mi dimetto perché non voglio avere paura. Voglio dire alla gente che questo è il momento di uscire fuori e di scegliere. Non vengano dopo il voto a dire: “Che schifo, un’altra volta!”. Io vi sto dicendo quello che è accaduto attraverso la mia esperienza personale. Mi sono ultimamente avvicinata al movimento “Noi siamo Nessuno” perché sono dei ragazzi. Il futuro è dei giovani, perché soltanto loro hanno energie nuove e pulite. Quest’amministrazione doveva essere costituita da giovani, ma in realtà è un’amministrazione di vecchi. Il mio desiderio è quello di far aprire gli occhi a Gigi Lista e ai suoi sostenitori, che devono essere consapevoli quando sarà il momento».

In questi anni il tuo bagaglio è sicuramente cresciuto, e converrai con me che spesso le esperienze negative sono quelle migliori.

«Certo, perché fanno crescere le persone rendendole più forti».

Senza voler assolutamente indugiare su aspetti della tua vita privata, è chiaro che il rapporto con Nicola Nicolella è stato per te fondamentale. Di quell’esperienza che cosa serbi? Cosa ti ha insegnato?

«Dall’avvocato Nicolella ho imparato tante cose. È una persona che, anche grazie alla sua professione, ha una grande esperienza. Mi ha spiegato tantissime cose riguardo la politica, mi ha insegnato tante cose. Io sono laureata in economia e ho i miei limiti rispetto alla materia legislativa, che è fondamentale nelle pubbliche amministrazioni. Di lui apprezzo la grande preparazione, però credo che lui a un certo punto si sia scoraggiato. Questa amministrazione, a lungo andare, è diventata il suo limite. Mi auguro che presto lui venga fuori da questa situazione».

Tra qualche mese si tornerà alle urne, ed è interessante capire come si muoveranno sullo scacchiere i vari personaggi che si stanno presentando all’elettorato. Alla luce dell’esperienza maturata nel corso di questi anni, secondo te cosa ci attende? Una cosa è certa: Del Deo non resterà a guardare…

«Credo che questa volta le persone saranno più libere di scegliere. Nel 2013, infatti, tutta questa libertà non c’era. La gente fu “obbligata” a votare Del Deo perché non c’era un vero avversario. Da uno scenario così composito verrà fuori un’amministrazione sicuramente meno forte, un sindaco meno forte. Mi auguro che i nuovi consiglieri comunali diano meno importanza al proprio ego e siano più disposti a fare squadra e a lavorare per il paese. Negli ultimi cinque anni tutto questo tra noi consiglieri non c’è stato».

Anche perché, stando alla tua versione, Francesco Del Deo vuole tenere tutti sotto la propria ala.

«Francesco vuole supervisionare tutto, è un accentratore. Se noi consiglieri comunali fossimo coesi e mettessimo da parte il nostro egoismo, saremmo più forti di lui. Del Deo è stato intelligente, ha sfruttato a suo favore l’inesperienza di coloro che lo circondano».

Tornando alle elezioni, puoi chiarirci il tuo punto di vista?

«In realtà in questo momento non riesco a fare ancora dei pronostici, ma penso che molti di loro si alleeranno. Giudico invece scorretta e incoerente la scelta del sindaco di fare un’azione di responsabilità. Forse ha poco consenso? Ha paura dell’avversario? Lo vuole eliminare? Non si vuole confrontare un’altra volta?».

Al di là di quelli che saranno gli intrecci, tu hai intenzione di ricandidarti?

«In questo momento credo che la mia priorità non sia quella di ricandidarmi. Io voglio far parte del movimento (“Noi siamo Nessuno, ndr) perché questo mi consente anche di crescere come persona, di fare delle iniziative con loro. Trovo molto bello il fatto di partecipare insieme agli altri, di avere un dialogo, di costruire insieme. Dal movimento verranno fuori le persone che si candideranno: non devo essere necessariamente io a fare questo passo, perché la mia esperienza l’ho fatta».

Francesco Castaldi

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