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Lega senza pace, l’Unicef la “sfratta” da Piazza degli eroi

ISCHIA – Nella giornata di oggi Piazza degli Eroi avrebbe dovuto animarsi come non succedeva da tempo. Vitale Pitone, coordinatore provinciale per il tesseramento della Lega sull’isola d’Ischia doveva essere presente in mattinata, dalle 10.30 alle 13.30, nel cuore di Ischia, per proporre le istanze del partito guidato da primo ministro e vicepremier Matteo Salvini agli isolani. Al contempo, proprio nella stessa piazza, un’iniziativa dell’Unicef, in vista della festa dei nonni, vedrà scendere in piazza i rappresentanti del fondo delle Nazioni Unite, un’organizzazione che non ha colore politico, ma che vede tra le proprie file ben poche persone in linea con le istanze del vicepremier Salvini.

Lo scontro tra Salvini e l’Unicef affonda radici nello scorso Natale. La sezione italiana dell’Organizzazione internazionale si era espressa in maniera fortemente critica nei confronti di chi non si è mostrato d’accordo con l’istituzione dello Ius Soli, definendo tali persone come “idiote e fasciste”. “Sei di quelli che usano nomi stranieri e bio in inglese ma non tollerano che ragazzini nati in Italia che parlano italiano siano considerati italiani”. Per poi finire il post con due hashtag, ovvero le etichette che si usano sui Social Network, decisamente perentori: “idiot” e “fascist”, proprio in inglese. Una forte presa di posizione che non era stata ben vista da Matteo Salvini che sempre su Twitter, durante le festività natalizie, aveva espresso i propri auguri a tutti i volontari “veri che fanno del bene all’Italia e al mondo, ma non a quelli che insultano”. Equiparando poi l’Unicef al presidente della Camera Boldrini, ritenuta da una buona parte dell’elettorato avverso al vecchio Governo degna delle più esecrabili offese.

Destra e Sinistra, gomito a gomito, a pochi metri l’una dall’altra, nello stesso orario, intorno a un mezzogiorno domenicale che avrebbe potuto prospettarsi di fuoco. Soprattutto dopo che proprio domenica scorsa, quando la Lega ha allestito il proprio gazebo nel cuore di Lacco Ameno per il tesseramento, l’ingegnere Pitone è stato protagonista, suo malgrado, di offese e gesti poco eleganti diretti al partito che rappresenta. Non tutti a Ischia, così come al Sud, sono pronti ad accettare che la Lega, partito nato antimeridionalista e secessionista, evolutosi in federalista e ora fortemente nazionalista, possa essere presente in un territorio dove fino a pochi anni fa non prendeva nemmeno un voto, proprio a causa delle sue istanze così spiccatamente antimeridionaliste. Ma i tempi cambiano, i voti mutano e le piazze cambiano colore.

Avrebbe potuto essere una domenica veramente esplosiva, ma dopo l’annuncio del banchetto della Lega in piazza degli Eroi ecco arrivare la rettifica e il cambio di location. A causare la decisione, secondo la nota ufficiale diramata dai leghisti, generici “motivi logistici” che hanno indotto i responsabili del partito di Matteo Salvini a spostare le proprie bandiere da Piazza degli Eroi a Ischia Ponte. Ma sembra evidente che la decisione sia stata presa proprio per evitare l’imbarazzo di condividere la piazza con esponenti del fondo delle Nazioni Unite così fortemente criticato da Matteo Salvini. Vedere sventolare, a pochi metri di distanza, l’effigie di Alberto da Giussano e il simbolo dell’Unicef avrebbe potuto far storcere il naso a qualche membro della Lega- Qualche foto di troppo con i due vessilli uno di fianco all’altro avrebbe potuto diventare notizia degna di risonanza nazionale e candidata a invadere le bacheche dei Social di tutta Italia. Meglio evitare incidenti diplomatici, allora, soprattutto nel territorio meridionale dove il tesseramento ancora non ha dato i frutti sperati, nonostante il 5% di voti totalizzati alle ultime politiche. Meglio quindi cambiare sede per il proprio banchetto e trasferirsi a Ischia Ponte, lasciando all’Unicef spazio a Piazza degli Eroi.

Intanto, gli animi politici si scaldano sull’isola come non si vedeva da tempo. Bandiere rosse e verdi, colore che ha soppiantato, almeno solo per il momento, anche l’azzurro di Forza Italia, si scontrano come mai era capitato in passato. Sembra di respirare un’atmosfera sessantottina, quando gli animi politici erano ferventi e le idee politiche viaggiavano veloci. Di certo domenica mattina non ci sarà uno scontro aperto. Il partito politico ha optato per la ritirata strategica e il cambio di avamposto dove tentare di fare breccia nell’elettorato ancora guardingo nei confronti di un partito che ne sondaggi è dato per capolista ma che al Sud ha ancora molto lavoro da svolgere. Ma lo scontro, si spera solo democratico, è solo rimandato.

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