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L’Ego-Eco della rivolta

Di Graziano Petrucci

Premessa. Se qualcuno non lo avesse capito c’è bisogno di sviluppare una particolare attenzione ed è prioritario guardare i vari aspetti che interessano il mercato del lavoro isolano. Non solo in considerazione degli avvenimenti e delle tensioni che hanno coinvolto i dipendenti della società il cui compito è la raccolta di rifiuti, a Forio. Come è arrivato il momento di prendere decisioni importanti, magari in ambito politico o amministrativo, così è giunto quello che ci impone uno sguardo critico su quanto è grande la fascia del lavoro irregolare sull’isola e come ciò interessi ogni settore. I controlli della Guardia di Finanza o dei Carabinieri come dell’ASL tentano di contenere il fenomeno -diffuso- ma non sono sufficienti. Per altro verso è impensabile aspettare che il dipendente «denunci» il margine intensivo di prestazione irregolare – cioè le ore di lavoro in più, lo straordinario- che non sarà retribuito se è «dipendente», sia economicamente e sia psicologicamente, e se dall’omessa dichiarazione «dipende» la sua sopravvivenza. Ai sindacati alcuni dei quali appoggiano la parte più forte e per il ruolo poco incisivo nella lotta all’irregolarità possiamo dire «grazie, vi faremo sapere». Un dato. Nel quadriennio 2008-2012 il lavoro irregolare in Italia ha subìto un incremento pari al 4% (fonte: Istat). Specie nelle regioni meridionali, in cui la disoccupazione è maggiore, il lavoro non regolare in tempo di crisi potrebbe risultare una strategia di sopravvivenza in cui rifugiarsi. Questo, però, non solo sarebbe usato dal datore a suo vantaggio e per ampliare certi margini del ricatto psicologico ma avrebbe pure effetti negativi in termini di protezione sociale e, sul lungo periodo, trasformerebbe in normalità ciò che invece non ne possiede le caratteristiche. Tuttavia, ripeto per chi non l’avesse capito, la sacca del «lavoro nero» che s’ingrandisce in modo particolare durante la stagione estiva non può e non deve essere considerata un’abitudine necessaria ed è contro la legge. Fine della Premessa. L’Italia, lo sappiamo, è una Repubblica (?) «sfondata» sul lavoro. Il discorso è complicato. Tuttavia voglio partire dal concetto di irregolarità. Che significa? In genere si tratta di tutto ciò che non è conforme alle regole. Che talvolta coinvolge pure il comportamento. Di certi amministratori, per esempio, si potrebbe dire che molti tentano di essere intelligenti con la stessa frequenza con cui vanno al cesso e provano allo stesso modo di far quadrare i conti con scarsi risultati mentre si applicherebbero irregolarmente nel pagare chi deve riscuotere certe somme per il lavoro prestato. Ciò sarebbe accaduto a Lacco Ameno. Operai e manutentori rispondendo positivamente alla chiamata alle armi e guadagnare qualcosa avrebbero dato la disponibilità al Comune che l’estate scorsa ha organizzato alcuni eventi. I compiti più frequenti: montaggio palchi, spostamento di sedie e transenne, luci e pulizie ed altro. Finora non tutti avrebbero percepito un centesimo. Oltre a chiedere informazioni sul tipo di contratto usato dall’Ente per gestire un rapporto del genere sarebbe il caso di domandare spiegazioni all’assessore responsabile che, consultato da più parti, svolazzerebbe leggiadro come una farfalla sui Monti oppure magari al Sindaco Pascale. Pagare quelle somme prima di Natale potrebbe diventare un bel regalo per chi ormai sta aspettando da mesi il riconoscimento delle proprie fatiche. Un’altra traccia di questa irregolarità è rappresentata dalle condizioni in cui si trovano le persone che lavorano per l’Ego-Eco. ego ecoA parte il mancato appoggio della maggioranza alla battaglia, umana, dei «dipendenti»: a sostenerli oltre al consigliere Savio l’associazione «Noi siamo nessuno».
gigi listaA parte poi che oltre al danno è arrivata la beffa della denuncia per interruzione di pubblico servizio, c’è chi parla di scarsa igiene. E sebbene forse si tratta dell’aspetto più importante delle parole che si rincorrono per testimoniare la solidarietà ai lavoratori che non avrebbero percepito lo stipendio, passano invece in secondo piano assieme a quelle sulla poca sicurezza dei mezzi. D’accordo, Del Deo nel caso delle retribuzioni ha detto che ci avrebbe messo una pezza: attraverso una determina, si presume, sarebbe disposto ad anticipare gli importi. Dobbiamo credergli? Tuttavia è una trovata geniale. Mica fesso il sindaco che nel pensare di non interrompere il servizio, per di più in un momento delicato, cerca di risolvere la questione riguardante i compensi. In pratica però il primo cittadino in veste di autorità sanitaria locale ha pure particolari obblighi in caso d’igiene pubblica. Se potesse dirci quali soluzioni ha intenzione di adottare per ristabilire l’igiene non solo per i dipendenti e la sua «regolarità» lo apprezzeremmo tanto. Oppure, in alternativa, se l’Asl come i Carabinieri per la tutela del lavoro potessero verificare l’esistenza di idonee condizioni igieniche sanitarie e di sicurezza e che non vi sia pericolo per la salute pubblica e dei lavoratori, aspettando il sequel, ciò sarebbe un bel finale per questa serie infinita di figure di merda.Del Deo

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