L’election day e l’ipotesi di mezza isola al voto
Ischia, Barano e Serrara Fontana potrebbero rinnovare sindaco e Consiglio comunale nello stesso giorno delle Politiche: nei tre Comuni si guarda con particolare interesse al dibattito romano sulle possibili urne della primavera 2027. L’11 aprile è una delle date che circolano, ma la partita resta aperta e passa anche dalla nuova legge elettorale e dalla scelta sulla conclusione anticipata della legislatura

Da Roma all’isola d’Ischia il passo, almeno questa volta, potrebbe essere molto più breve del solito. Le grandi manovre sulla data delle prossime elezioni politiche finiscono infatti per incrociare direttamente il calendario amministrativo isolano, dove nel 2027 arriveranno a scadenza tre sindaci su sei e altrettanti consigli comunali. Significa che, qualora prendesse corpo il progetto di concentrare Politiche e Comunali in un unico appuntamento, metà dell’isola potrebbe ritrovarsi contemporaneamente alle urne. I Comuni interessati sono Ischia, Barano d’Ischia e Serrara Fontana. Tre realtà diverse per dimensioni, equilibri politici e caratteristiche territoriali, accomunate però da una scadenza che potrebbe trasformare la primavera del prossimo anno in una stagione elettorale senza precedenti recenti per l’isola. La data che nelle ultime settimane continua a riaffacciarsi nelle ricostruzioni nazionali è quella dell’11 aprile 2027. L’ipotesi di anticipare le Politiche rispetto alla naturale conclusione della legislatura, prevista nell’autunno dello stesso anno, circola ormai da mesi, anche se non esiste ancora alcuna decisione. E proprio negli ultimi giorni è tornata parallelamente in discussione la possibilità di abbinare il voto nazionale alla grande tornata delle amministrative, nella quale saranno coinvolte città come Roma, Milano, Napoli e Torino. Un Election Day che avrebbe inevitabilmente conseguenze anche sulla campagna elettorale isolana. Il voto per scegliere deputati e senatori diventerebbe infatti la cornice nazionale dentro la quale si disputerebbero contemporaneamente tre partite per altrettante fasce tricolori. Con simboli di partito, schieramenti nazionali e dinamiche locali destinati inevitabilmente a sovrapporsi, anche in realtà dove tradizionalmente le Comunali sono caratterizzate soprattutto dalla presenza delle liste civiche.
Sul tavolo romano, intanto, c’è anche la riforma della legge elettorale. Il nuovo sistema è arrivato all’esame del Senato dopo il passaggio alla Camera e il confronto all’interno della maggioranza continua soprattutto sui meccanismi destinati ad assicurare la governabilità. Il progetto modifica profondamente l’attuale Rosatellum, puntando su un sistema proporzionale accompagnato da un premio di governabilità. Proprio il percorso parlamentare della riforma rappresenta uno degli elementi destinati a incidere sulla scelta dei tempi delle prossime Politiche. Per Ischia, tuttavia, la questione più immediata riguarda le scadenze municipali. Nel capoluogo Enzo Ferrandino governa dal 2017 ed è stato riconfermato nel giugno 2022 con un risultato nettissimo. Il secondo mandato consecutivo arriverà dunque a conclusione nel 2027 e il Comune dovrà necessariamente scegliere un nuovo sindaco. Nello stesso giugno 2022 si votò anche a Barano d’Ischia. Qui Dionigi Gaudioso conquistò la fascia tricolore per la seconda volta. Anche per l’amministrazione baranese il prossimo anno coinciderà quindi con la conclusione naturale del quinquennio e con il ritorno alle urne ma con la differenza – rispetto a Ischia – che il primo cittadino uscente potrà ricandidarsi e senza dubbio lo farà a meno di sorprese che avrebbero davvero del clamoroso. Il terzo tassello è Serrara Fontana, nonostante le ultime Comunali si siano celebrate nell’ottobre 2021. Irene Iacono fu eletta battendo nettamente Rosario Caruso e ha i parametri per essere ricandidabile. A spostare in avanti la successiva consultazione è stata proprio l’eccezionalità di quella tornata autunnale, determinata dall’emergenza Covid. Per i Comuni che votarono nel secondo semestre del 2021 è stato infatti stabilito il ritorno alle urne nella finestra ordinaria della primavera 2027. Serrara Fontana finirà così per agganciarsi elettoralmente a Ischia e Barano.


La conseguenza è singolare: in una sola giornata potrebbero essere chiamati a votare per il rinnovo delle rispettive amministrazioni comunali gli elettori di territori che, complessivamente, rappresentano metà dei municipi dell’isola. E se alle Comunali dovessero aggiungersi le Politiche, l’appuntamento assumerebbe inevitabilmente una dimensione ancora maggiore. Resta però un ostacolo di calendario. La finestra ordinaria prevista per le elezioni amministrative va dal 15 aprile al 15 giugno, mentre l’11 aprile cadrebbe pochi giorni prima. Per trasformare quella domenica nel grande Election Day servirebbe dunque un intervento normativo capace di consentire l’accorpamento delle consultazioni. Soprattutto, resta da sciogliere il nodo principale: le elezioni politiche anticipate non possono essere considerate una scelta già compiuta. La legislatura scade naturalmente nell’autunno 2027 e l’eventuale scioglimento anticipato delle Camere passa attraverso le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica. Nella stessa maggioranza, inoltre, sono circolate in questi mesi ipotesi differenti, dalla primavera fino alla conclusione naturale della legislatura. Eppure il solo fatto che l’11 aprile e l’Election Day siano entrati stabilmente nel confronto nazionale basta a cambiare la prospettiva anche a Ischia. Perché dietro le discussioni romane sulla durata della legislatura e sulla nuova legge elettorale c’è un calendario locale che non lascia spazio a interpretazioni: nel 2027 Ischia, Barano e Serrara Fontana dovranno scegliere le rispettive amministrazioni. Resta soltanto da capire quando. E soprattutto se, entrando nella cabina elettorale, una parte consistente degli isolani si ritroverà davanti non soltanto le schede per eleggere sindaco e Consiglio comunale, ma anche quelle per scegliere il nuovo Parlamento. E quanto questo potrebbe incidere, sempre che incida, anche sul voto amministrativo.





