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Lello Pilato asfalta Trofa: «Il chiosco? Una vicenda scabrosa, impari a fare il consigliere»

Questa chiacchierata potrebbe risultare decisamente complessa, come succede quando ci si trova davanti una persona abituata a dire quello che pensa ma che fa parte di una “parrocchia” politica e dunque magari deve tenere il freno a mano tirato…

«Nessun problema, sono pronto. E come al solito puoi star certo che dirò quello che penso».

Va bene, allora andiamo subito al sodo. Ancora una volta il sindaco Enzo Ferrandino ha dimostrato di avere doti da indubbio equilibrista. Nella difficile scelta tra Mariarosaria De Vanna e Lisa Di Iorio è riuscito a non scontentare né gli sciarappa né Giosi Ferrandino.

«Una delle doti principali di un sindaco debba essere proprio quella dell’equilibrio. Ed Enzo, fino a questo momento, nello specifico ha dimostrato di sapersi barcamenare non poco. Ecco, magari dovrebbe essere un po’ più attento al coinvolgimento dei consiglieri comunali, seguendo questo modus agendi uscirebbe senza dubbio più forte. Molte volte il dover decidere da solo su degli argomenti non rappresenta un “plus” per un’amministrazione, specie la nostra che veniva da una gestione come quella di Giosi Ferrandino nella quale venivamo più coinvolti».

Questo sfata un po’ il mito di Giosi accentratore.

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«E’ una favola di paese, con Giosi ci si confrontava e pure scontrava ma credo che quando ci si presenta in gruppo e si vuole condividere un percorso amministrativo, è giusto che le condivisioni siamo a trecentosessanta gradi».

Un altro caso che recentemente ha fatto discutere è quello della ventilata allocazione di un chiosco nella zona del Lido d’Ischia, operazione concertata dal consigliere Massimo Trofa in favore di una persona a lui vicina. Non sono mancate critiche, polemiche e levate di scudi. Che idea ti sei fatto?

«Ritengo che ai più attenti la cosa non sia sfuggita. Anche io ho letto di questa situazione spiacevole, sgradevole e per certi versi anche scabrosa. Ho visto che l’amico Benedetto Valentino su facebook mi chiedeva se un appartenente al Pd o iscritto al partito potesse avviare delle simili azioni».

A questo punto gli rispondiamo, allora.

«Con molto piacere e ti ringrazio per l’opportunità di farlo attraverso le colonne de Il Golfo. A me non preoccupa tanto la posizione di iscritto al Pd di Massimo Trofa, quanto piuttosto quella che è la sua veste di consigliere comunale. Chi ricopre quella carica è stato eletto per amministrare il paese, per cui la cosa disarmante è che sia proprio un rappresentante delle istituzioni a presentare il predetto progetto. Tra l’altro, il primo dovere di un consigliere comunale dovrebbe essere quello di discernere le questioni private da quelle pubbliche. Ma la cosa ancor più grave è che un consigliere comunale presentando un progetto firmato di suo pugno mette in difficoltà il proprio sindaco e naturalmente avvalora quello che è il sentimento popolare: in questo modo ognuno arriva in municipio con la borsa aperta per vedere cosa può portare a casa. Io per la verità non ho affatto visto di buon occhio questa operazione…».

Beh, perdonami: l’avevo capito.

«Spero innanzitutto che Massimo Trofa abbia il buon senso di fare marcia indietro e poi che cominci a fare il consigliere comunale di tutti, del paese».

Se Enzo lascia passare questa cosa, commette un autogol…

«Sono convinto che il sindaco non lascerà passare affatto questa cosa, anche perché mi sento garantito non solo dalla sua professionalità di sindaco ma pure dalla sua esperienza. Tra l’altro, sono ancora più rassicurato da quello che ho ascoltato anche in televisione: sul fatto in questione, Ferrandino parlava solo di chiacchiericcio. Però…».

Però?

«Nel 1998 quando fu eletto Gigiotto Telese facemmo rimuovere le macchine da quella zona, dovendo fare i conti con l’impopolarità della gente ed anche dei dipendenti del Majestic, l’albergo che dirigevo. Oggi proporre un obbrobrio del genere è qualcosa di allucinante. Non è così che si fa il consigliere comunale».

Questa volevo non farla ma mi riesce impossibile. I quattro consiglieri di Vivere Ischia vanno via a maggio sbattendo la porta e accusando il sindaco e tornano di punto in bianco a novembre osannando lui e i suoi compagni di viaggio. Non è roba da film surreale?

«In politica, lo sai meglio di me, si dice sempre tutto e il contrario di tutto. Devo dire che i quattro amici, riguardo quello che ho appena detto, hanno dimostrato una certa abilità. Noi sulla questione della candidata Criscuolo già ci siamo misurati, in particolare relativamente al suo passaggio da Orizzonte Comune a un gruppo misto, se così si può definire. Poi evidentemente sono stati “folgorati” sulla via di Damasco. A me non può naturalmente che fare piacere che ci sia questo ritorno a casa, solo che vorrei ci fosse una visibilità in più per quanto riguarda il partito. All’epoca mi stavo adoperando molto per formare un gruppo consiliare sotto l’egida del Pd: purtroppo l’operazione si rivelò un fallimento, del quale io mi sono assunto la responsabilità sia come segretario che come tesserato, dal momento che ci fu il passaggio di Carmen dall’altra parte. Io auspico che in un futuro prossimo ci possa essere un ritorno fattivo, perché solo dalle ceneri si può risorgere».

Di nuovo amici, separati in casa o nemici senza darlo vedere: qual è lo stato attuale del rapporto tra Enzo e Giosi Ferrandino?

«Giosi deve essere il padre nobile dell’amministrazione comunale di Ischia, perché con la sua esperienza e professionalità è chiamato a svolgere questo ruolo. Però se parliamo delle turbolenze di cui raccontavo poco fa, resto dell’idea che lui c’entri davvero molto poco. Ho studiato bene la materia in questione, sono convinto che l’eurodeputato non abbia avuto alcun ruolo né ingerenza nel passaggio di Carmen nell’altro gruppo consiliare. Non ho nemmeno motivo di nascondere che sto lavorando con qualche amico ad un’eventuale allargamento del gruppo, che possa essere onorato di appartenere al Partito Democratico. Anche se tu, vista l’aria che tira di questi tempi, potresti quasi prendermi per pazzo…».

Qualcuno sostiene che la maggioranza potrebbe non sostenere in modo compatto Giosi Ferrandino alle prossime europee. Cosa ne pensi?

«Guarda, non ti nascondo che non partecipo molto alle questioni di palazzo. Però sono convinto che, se motivazioni ci dovranno essere per evitare un appoggio a Giosi Ferrandino, sicuramente non saranno di natura politica, almeno quella che intendo io con la “P” maiuscola. Potrà trattarsi solo di questioni di bassa lega. Sono convinto invece che Giosi debba essere rieletto al Parlamento Europeo (ed è l’augurio che gli faccio, non prima di aver precisato ove mai ce ne fosse bisogno che darò il mio contributo alla causa) perché c’è bisogno di un rappresentante autorevole non soltanto per la nostra isola ma anche per la Campania e l’intero sud Italia».

Ritorno da dove avevamo cominciato. Parlando di Enzo Ferrandino, io ho parlato di equilibrismo, tu invece di equilibrio: e capirai che siamo dinanzi a due termini simili ma nella sostanza diversi se non agli antipodi. Siamo sicuri che la politica del posticipare, rimandare e talvolta tirare a campare alla lunga paghi?

«Sicuramente l’equilibrismo non paga, mi pare ovvio, diversamente dall’equilibrio. Ecco perché invoco da parte del sindaco un maggiore coinvolgimento dei consiglieri comunali in quelli che sono i fatti amministrativi. Un uomo solo al comando molte volte non è una bella cosa e tra l’altro noi che viviamo l’Italia ne sappiamo qualcosa: il buon Matteo Renzi, in fondo, si è suicidato grazie al suo modo di fare. E’ sempre preferibile utilizzare il noi piuttosto che l’io, ragionare di una politica sempre più partecipata».

Quindi più equilibrio e meno equilibrismo e per Enzo è tutto a posto?

«E’ l’augurio sincero che gli rivolgo: in fondo, se ci guardiamo bene intorno, non è che ci sia questo grande materiale politico a disposizione. Quando ho tirato la cordata di Enzo Ferrandino l’ho fatto con piena convinzione ma anche utilizzando degli argomenti che credo non possano essere smentiti: voglio ricordare agli ischitani che Enzo in un momento particolare per le sorti del paese si è caricato sulle spalle un fardello non da poco, portando avanti il Comune di Ischia. E’ un politico di lungo corso, ribadisco che gli auguro ogni bene ma ripeto: servono equilibrio e partecipazione».

GAETANO FERRANDINO

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