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Lello Pilato, “stoccata” a don Carlo: «Dimentica il clientelismo della Chiesa»

Lunga intervista al segretario del Circolo Pd di Ischia, che spazia su una serie di temi come turismo, Procida capitale della Cultura e la politica ischitana. Ma che non risparmia una pesante stoccata al sacerdote dopo le sue accuse alla politica pubblicate dal nostro giornale

Procida capitale della cultura è un riconoscimento importante, che farà bene all’intero golfo di Napoli. Capri ci proverà nel 2024, ma Ischia in questo contesto resta mestamente a guardare. L’impressione che siamo diventati atavici, abulici, quasi rassegnati al peggio. Come la vedi?

«Il riconoscimento ottenuto da Procida rappresenta il coronamento di un sogno conseguito da una squadra di donne e uomini capaci e orgogliosi, profondamente radicati e legati al proprio territorio e alle proprie tradizioni. Queste ultime qualità non sono assolutamente riscontrabili nella comunità Ischitana, ammesso che si possa parlare di comunità. La nostra isola è stata sempre un gigante economico dai piedi  di argilla pur avendo alle spalle una storia e un patrimonio artistico e culturale di tutto rispetto, ma priva di una visione futura che coinvolga in un unicum le sei municipalità. Invece…».

«Sagge parole quelle di Don Carlo Candido. Lungi da me l’idea di polemizzare col clero, ma mi chiedo e chiedo al simpaticissimo Don Carlo se non è altrettanto becero clientelismo raccomandare persone che occupano figure apicali al Comune di Ischia in spregio delle più elementari norme di competizione e di meritocrazia»

Invece?

«Procida è una realtà coesa e il suo legittimo trionfo è figlio della costanza, della programmazione, della credibilità della proposta di qualità e della lungimiranza. Voglio ricordare a chi legge che Procida sarà anche capitale della mobilità e sostenibilità alternativa. Procida non è solo limoni pane, alici fritte e lingue di bue. Noi invece siamo diventati i sostenitori e promotori dei panzerotti, degli arancini e delle graffe fritte, in sintesi il trionfo del provincialismo più becero e kitsch, grazie alle grandi capacità e al grosso spessore culturale del nostro Sindaco. Il mio pensiero va al mio compianto amico Fabrizio Borgogna che avrebbe gioito insieme ai suoi concittadini procidani. Che dire, viva Procida e i procidani».

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Siamo ancora nel pieno della pandemia, ma che stagione turistica dobbiamo aspettarci? L’impressione è che il sistema Ischia non reggerebbe ad un lavoro basato su poco più di due mesi.

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«Come il resto del mondo siamo legati anche noi al vaccino e purtroppo non sono molto ottimista per il nostro futuro e per la nostra economia turistica. I tempi della ripresa saranno ancora molto lunghi e ci sarà ancora da soffrire».

Si pensava che il covid lo scorso anno aguzzasse la mente e l’ingegno, invece abbiamo risposto con il Ferragosto a 50 euro. Ma la classe imprenditoriale sta diventando forse inadeguata ad affrontare le nuove sfide e gli imprevisti, e ti chiedo di rispondermi senza diplomazia?

«Ho avuto modo di rappresentare il mio pensiero già in un dettagliato e specifico articolo dell’aprile dello scorso anno. Dobbiamo cogliere questa tragica criticità e trasformarla in opportunità, ma come al solito i nostri imprenditori continuano a procedere in ordine sparso in attesa di nuovi provvedimenti assistenziali e di ristoro. Sicuramente sono poco coinvolti anche dall’attuale ciurma politica (e mi riferisco al mio Comune), ma non vedo proposte e iniziative in visione futura anche in virtù ed in attesa dell’ingente fiume di danaro che da qui a breve inonderà il nostro Paese (mi riferisco al Recovery Fund). Dove sono i progetti da presentare per il rilancio della nostra economia? E penso ad una progettazione isolana per la salvaguardia e protezione delle nostre coste, spiagge e centri abitati (leggi Ischia Ponte), al rilancio dei nostri porti turistici, alla mobilità sostenibile su gomma, alla valorizzazione delle vie del mare, al rilancio dell’agricoltura, solo per citare alcuni degli argomenti e problematiche da affrontare. Ma è un inutile ripetersi. Credo che i nostri imprenditori debbano finalmente mettersi in gioco e non coltivare solo il proprio orticello magari aspettando Godot».

«Procida è una realtà coesa e il suo legittimo trionfo è figlio della costanza della lungimiranza, non a caso sarà anche capitale della mobilità e sostenibilità alternativa. Procida non è solo limoni pane, alici fritte e lingue di bue. Noi invece siamo diventati i sostenitori e promotori dei panzerotti, degli arancini e delle graffe fritte, in sintesi il trionfo del provincialismo più becero e kitsch»

Tra un anno si andrà al voto a Ischia, immagino rimanga assolutamente negativo il tuo giudizio su Enzo Ferrandino e la sua maggioranza…

«Quel che dovevo dire e commentare in merito è stato ampiamente riportato dal Vostro quotidiano in precedenti interviste. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa! Una maggioranza acefala e inconcludente, priva di iniziativa, di capacità di proposta e, lasciatemelo dire, di amor proprio e di attaccamento e di affetto per il Paese. Un Sindaco incapace e vendicativo, privo di dignità politica che quotidianamente alimenta il proliferare di illegalità e degrado del territorio, unitamente a qualche suo sodale assessore. E poi…».

E poi?

«Che dire della gestione e della manutenzione della rete stradale assolutamente indegna di un paese turistico e irta di costante pericolo per pedoni e automobilisti. A tal proposito, assessore Di Vaia batti un colpo e dai un segnale di vita, dov’è finita la tua cultura di politico di sinistra e di attento conoscitore (?) delle politiche turistiche e di sviluppo? Mi fermo, ma potrei continuare ad libitum per commentare tutte le nefandezze attuate da questa amministrazione e questo sindaco inadeguato per un paese turistico come Ischia».

«Il nostro prossimo candidato sindaco? Evidentemente c’è un problema di abbondanza, ma di sicuro è prematuro affrontare tale questione. Quando affronteremo questo aspetto, saremo capaci di fare sintesi e di fare la migliore scelta per il paese. Il mio auspicio? Un sindaco donna»

Elena Fortuna fuori dal cda di Ischia Ambiente sembra chiaramente uno “schiaffo” a Lello Pilato, mi pare ovvio…

«L’ hai detto tu! Qualche attento osservatore della politica locale e non solo, ebbe a commentare all’epoca dell’estromissione dell’avvocato Elena Fortuna, che era stata consumata l’ennesima porcheria. Io mi limito ad aggiungere, e mi ripeto, che l’ingratitudine è la migliore qualità dei poveri uomini. Aggiungo inoltre, che chi ha leadership, anche quando deve comunicare provvedimenti spiacevoli, dovrebbe motivarli e avere il coraggio di guardare l’interlocutore cacciato negli occhi. Ma è chiedere troppo; comportamento miserrimo e ineducato».

Si parla tanto negli ultimi tempi di un “terzo polo” che andrebbe a contrapporsi all’amministrazione uscente ed al gruppo Per Ischia. La trovi un’opzione realizzabile o semplicemente una suggestione invernale?

«Io credo e sono convinto che da più parti si avverta la necessità e il bisogno di porre fine a questa indecenza amministrativa e spero che chi pensa e vuole bene ad Ischia si debba sentire obbligato a scendere in campo per mandare a casa il peggior sindaco della storia del nostro Comune. A proposito. Continuo a vergognarmi e a chiedere scusa al paese per aver contribuito a far eleggere un tale personaggio. Io auspico che ci sia un terzo polo perché sostengo che solo attraverso una qualificata scelta si possa rifondare e guardare al futuro per riappropriarci del ruolo che compete alla nostra comunità in un panorama nazionale ed internazionale. Noi di “Per Ischia” siamo pronti. Comunque, per quanto ne so, non è una semplice suggestione invernale».

«Il terzo polo alle amministrative del 2022? Non è una suggestione invernale, mi auguro che ci sia perché sostengo che solo attraverso una qualificata scelta si possa rifondare e guardare al futuro per riappropriarci del ruolo che compete alla nostra comunità in un panorama nazionale ed internazionale. Noi di “Per Ischia” siamo pronti»

Quale potrebbe essere il candidato ideale della vostra coalizione? E quanto c’è di vero sul fatto che dovrà essere pescato all’esterno della stessa, perché nessuno vedrebbe di buon occhio la candidatura dell’altro?

«Evidentemente c’è un problema di abbondanza, ma di sicuro è prematuro affrontare tale questione. Quando affronteremo questo aspetto, saremo capaci di fare sintesi e di fare la migliore scelta per il paese».

E’ la più scomoda delle domande, ma mi aspetto una risposta sincera: ma siamo sicuri che la presenza – sia pure dietro le quinte – di Giosi Ferrandino continui ad essere un valore aggiunto?

«Sicuramente Giosi è una grande risorsa da “sfruttare“ (e mi scuso per la poca eleganza nella qualificazione) per la nostra comunità, non fosse altro per il ruolo che ricopre al Parlamento Europeo. Rappresenta la massima espressione del Partito Democratico a Ischia e insieme stiamo lavorando per attrezzare un cartello di centrosinistra coeso e competitivo. Tra noi c’è massima sintonia in uno a tutto il Gruppo».

Quando, come auspicano in tanti, il circolo del Pd tornerà ad essere promotore di iniziative e incontri sul territorio coinvolgendo anche i cittadini?

«Quando il Covid lo consentirà. Entro fine aprile ultimeremo il tesseramento, slittato per i noti motivi, e ripartiremo alla grande».

«Dobbiamo cogliere questa tragica criticità del covid e trasformarla in opportunità, ma come al solito i nostri imprenditori si muovono in ordine sparso in attesa di nuovi provvedimenti assistenziali. Sicuramente sono poco coinvolti anche dall’attuale ciurma politica ma non vedo proposte e iniziative in visione futura»

La politica fa clientelismo e i giovani scappano da Ischia”: che riflessione suscita in Lello Pilato le parole di don Carlo Candido nell’intervista rilasciata al nostro giornale?

«Sagge parole quelle di Don Carlo Candido. E’ vero ed è una triste verità, ma lungi da me l’idea di polemizzare col clero, mi chiedo e chiedo al simpaticissimo Don Carlo se non è altrettanto becero clientelismo raccomandare persone che occupano figure apicali al Comune di Ischia in spregio delle più elementari norme di competizione e di meritocrazia. Bisognerebbe ascoltare con maggiore attenzione quanto sostenuto e predicato da Papa Francesco, ormai unico e spero non ultimo baluardo della cristianità, che non disdegna mai enunciazioni ed azioni di catechesi tese alla meritocrazia e alla parità di trattamento tra le singole persone e in special modo tra i giovani».

C’è il nuovo governo, con la grande ammucchiata: va bene così o nutri qualche perplessità?

«Nutro le medesime perplessità dei tanti e dei più. Di certo si registra una sonora debacle della politica, una triste e meschina Waterloo. Ma era una scelta obbligata quella del Presidente Mario Draghi. Non riesco ad immaginare come sarà la convivenza tra la Lega e il mio Partito Democratico. Ovviamente altra storia sarà intendersi con un partito fermamente europeista come Forza Italia. Spero che il sempreverde Berlusconi riesca a rabbonire e ammorbidire le posizioni del Capitano ormai senza cavallo Salvini. Dei Cinque Stelle che dire? Restano sempre e solo dei personaggi in cerca di autore. E allora, God save Draghi»

Me la spieghi la ricetta con la quale proveresti a rialzare l’isola dal punto di vista turistico?

«Nessuno di noi ha una ricetta, io men che meno. Sicuramente non bisogna affidarsi solo alla buona sorte come accaduto in passato, allorquando i nostri albergatori non si chiedevano nemmeno il perché di uno sviluppo smodato e senza regole. Sarà vitale valorizzare quanto madre natura ci ha consegnato ed avviare progetti seri di conservazione e sviluppo evitando di affidarsi a persone poco qualificate soprattutto nella gestione della cosa pubblica.  Magari l’argomento con proposte e idee lo possiamo rimandare al prossimo appuntamento; ci sarebbe tanta carne da mettere al fuoco e sicuramente approfondiremmo meglio l’intera questione».

Chiudo con una domanda a bruciapelo: che sindaco auspichi per il futuro a Ischia?

«Nessun dubbio, un sindaco donna».

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