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Lettera al sindaco e ai procidani: amiamo l’isola

PROCIDA – Una lettera accorata, scritta davvero con sentimento, quella che attraverso i social network una cittadina procidana, Sabrina Imputato, ha voluto indirizzare al primo cittadino Dino Ambrosino. Una missiva dalla quale traspare l’amore per la propria terra e che è scritta da una donna che si trova da anni lontano da quello scoglio che però continua ad amare ed al quale resta indissolubilmente legata. L’obiettivo è quello di porre l’attenzione sulle criticità che caratterizzano l’isola di Arturo e diventa un appello ai suoi conterranei affinchè si adoperino con semplici gesti per trovare una rapida soluzione agli stessi. Nel testo la Imputato esordisce così: “Egregio signor Sindaco, vorrei spendere due parole con Lei e tutti i procidani, poiché ció che mi ha spinto a compiere quest’ azione é un pò triste! Sono una ragazza isolana che da diversi anni vivo fuori dal nostro ‘scoglio’, ma porto sempre Procida nel cuore perché abbiamo delle riserve naturali UNICHE. Impossibilitata di svolgere la vita quotidiana con tutti voi, e quindi vedendo l’isola con occhi diversi, volevo condividere con Lei e i suoi cittadini alcuni punti dove forse si potrebbe avere una Procida migliore”.

Ed ecco che, naturalmente Sabina parte da un punto fermo, quasi atavico ed almeno all’apparenza irrisolvibile: “Il nostro grande problema: TRAFFiCO! – scrive – Le strade sono sempre bloccate, macchine che parcheggiano dove gli pare, non rispettando la segnaletica, specialmente nei periodi in cui ci sono variazioni stradali a causa dei lavori in corso. Bisogna inoltre fare attenzione a quando si esce da un negozio poiché potresti essere spazzata via da un veicolo che corre all’impazzata; per non parlare poi in alcune zone dove davvero si può morire in un secondo! Giorni fa mi trovai nella strada in via Scipione Brandolini una macchina proveniente dal Porto o Piazza Posta ha intrapreso quella curva in un modo molto brusco e veloce che stava per mettermi sotto senza nemmeno degnarsi a chiedere scusa. In particolare in Via Libertá e Via Cavour spesso le macchine sembrano partecipare ad un gran premio della Formula uno, senza pensare che si potrebbe trovare un cittadino a piedi a percorrere la sua stessa strada. Io personalmente sono molto amareggiata nel vedere negli anni che passano la MIA ISOLA che va in frantumi solo perché la popolazione non é capace di assumersi le proprie responsabilità.

Nel passaggio successivo la cittadina procidana lancia anche una serie di consigli, una vera e propria sorta di decalogo: “CERCHIAMO DI essere meno egocentrici, rispettando le “regole” stradali che ci vengono imposte; CERCHIAMO DI mantenere pulite le strade, inserendo appositi cestini senza che i ragazzini li distruggano; Procida é un’area di 4.1 chilometri quadri, si potrebbe tranquillamente passeggiarla a piedi; Manteniamo l’isola viva anche d’inverno anziché sfolgorare solo in quei tre mesi estivi, perché un turista è qui per caso ma voi ci vivete giorno per giorno; Poi purtroppo ci lamentiamo che non c’é lavoro, non ci sono turisti! É bello incolpare le persone altrui senza farci un esame di coscienza!”. Infine la conclusione: “Cari cittadini voi avendo sempre vissuto qui e, a differenza mia e di altri, che spesso abbiamo la nostalgia isolana, non riuscite a capire in che meraviglia vi trovate! Vi invito a riflettere su quanto detto e mi scuso se mi sono dilungata troppo ma io vorrei una Procida bella non solo paesaggisticamente ma anche civilmente. Cerchiamo di essere meno egoisti, imparando ad amare e rispettare la nostra isola”.

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