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Liberi i tre giovani arrestati con un chilo di hashish

Un graditissimo regalo sotto l’albero di Natale: la restituzione della libertà. Ieri il Gip del Tribunale di Napoli, dottor Morra, ha ratificato l’accordo sull’applicazione della pena tra il pubblico ministero e i difensori dei tre giovani sorpresi oltre due mesi fa con un chilo di hashish: Giovanni Iacono, Angela Varriale e Michele De Luciano. I tre si sono infatti visti sospendere interamente la pena, liberi dunque di abbandonare gli arresti domiciliari ai quali erano confinati. Per Iacono e la Varriale, due anni di reclusione, per De Luciano un anno e dieci mesi di reclusione. A ciascuno è stata inflitta una multa di 4mila euro, anch’essa sospesa. Per la Varriale il “regalo” è doppio: alla diciottenne è stato anche restituito il telefono cellulare che le fu sequestrato al momento dell’arresto. Alcuni giorni fa il Tribunale del Riesame, su richiesta della difesa, sostenuta dall’avvocato Gianluca Maria Migliaccio, aveva infatti annullato il sequestro probatorio del cellulare, che ieri sera è stato restituito alla proprietaria dai Carabinieri.

Si conclude dunque dal punto di vista giudiziario la vicenda iniziata lo scorso 3 ottobre. Quella sera, i militari guidati dal comandante Andrea Centrella e coordinati dal responsabile del Nucleo Operativo Radiomobile, maresciallo Sergio De Luca, erano intenti in uno degli abituali servizi di controllo del territorio quando,  in via Nuova dei Conti,  la loro attenzione fu richiamata da un’autovettura tipo Fiat 500 che si trovava alla fine di un tratto di strada senza uscita. Il veicolo era anche parcheggiato nel senso contrario di marcia e per giunta in una zona periferica isolata e con scarsa illuminazione: tutti elementi che insospettirono i tutori dell’ordine. All’interno dell’abitacolo erano chiaramente visibili tre persone e la vettura aveva le luci di posizione accese. Immediatamente si procedette al controllo della vettura e dei suoi occupanti,  uno dei quali in quel momento era intento a tagliare mediante un coltellino a serramanico (lungo ben 14 centimetri) un pezzo di hashish. La successiva perquisizione del veicolo permise di rinvenire una serie di pezzi di “fumo” avvolti nel cellophane. Il totale complessivo dello stupefacente rinvenuto, ovviamente posto sotto sequestro, ammontava addirittura a cinquecento grammi, più qualche altro grammo rinvenuto addosso a uno dei tre ragazzi.

A quel punto  i Carabinieri procedettero alle perquisizioni domiciliari, che si estesero anche alla camera d’albergo dove alloggiava uno dei tre, sfollato dopo il terremoto dello scorso 21 agosto. In tutti e tre i casi l’esito fu negativo,  ma fu decisiva la testimonianza della Varriale, che confidava di avere un domicilio che divideva con Iacono, suo fidanzato. Si trattava di un’abitazione di famiglia dove i carabinieri trovarono una cassetta metallica di colore rosso: una volta  forzata, al suo interno vennero rinvenuti complessivamente altri 490 grammi di hashish suddivisi in svariati panetti. Notiziato dell’accaduto, il sostituto procuratore di turno dispose la traduzione nel carcere di Poggioreale per Iacono e De Luciano, e in quello femminile di Pozzuoli per la Varriale. I tre nominarono come difensori di fiducia gli avvocati Gianluca Maria Migliaccio, Michelangelo Morgera e Mariangela Calise. Il Gip Iaselli convalidò l’arresto, ma dispose anche la meno afflittiva misura degli arresti domiciliari, provvedimento che venne confermato in sede di Riesame. Ieri, infine, il patteggiamento della pena che permetterà ai tre ragazzi, tutti tra i 18 e i 21 anni di età, di tornare in libertà.

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