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Libertà di recarsi nei fondi agricoli, Dionigi scrive alla Regione

Nella missiva, indirizzata anche al Governo, il sindaco di Barano chiede di ricomprendere nelle possibilità di movimento anche gli spostamenti dei cittadini residenti verso i propri fondi situati all’interno del Comune collinare

Sono ormai moltissime le voci che si levano per ottenere la possibilità di movimento per gli agricoltori non professionali che curano fondi situati anche all’interno dei propri comuni di residenza. Un fenomeno frequentissimo in comunità come quelle della nostra isola.

Anche il Comune di Barano chiede che si faccia definitivamente chiarezza su questo punto. Il sindaco Dionigi Gaudioso ha inviato una apposita nota al Governo e alla Regione Campania avente ad oggetto proprio l’interpretazione delle misure restrittive in relazione alle attività agricole non professionali.

Ci si riferisce agli ultimi provvedimenti del Governo, il Dpcm del 10 aprile, e della Regione, l’ordinanza 32 del 12 aprile: nella missiva il sindaco sottolinea che numerosi cittadini baranesi possiedono fondi che vengono coltivati in modo non professionale, per soddisfare con i prodotti ricavati i bisogni di sostentamento della propria famiglia. Molti di questi fondi sono tra l’altro coltivati a vigneto, e dunque necessitano di una cura costante. Non va neanche dimenticato che numerosi altri cittadini, per le stesse finalità, allevano in modo non professionale animali da cortile in fondi di loro proprietà. E qui sta il punto: tali appezzamenti di terreno molto spesso non si trovano nelle immediate vicinanze delle abitazioni dei rispettivi proprietari, ma comunque sono situati all’interno del Comune, per cui sono raggiungibili con modesti spostamenti di poche centinaia di metri. In ogni caso per tali cittadini è assolutamente fondamentale raggiungere i rispettivi fondi, sia per nutrire gli animali sia per raccogliere i frutti e per la dovuta attività di coltura (come, a titolo esemplificativo, l’estirpazione di erbe infestanti, la potatura, la concimazione, i trattamenti dei vigneti). Esigenze che fanno ritenere che in queste ipotesi la possibilità di raggiungere il fondo rientri nelle “situazioni di necessità” citate dalla normativa in questione: in tale ottica il primo cittadino ha chiesto alle autorità citate di voler chiarire tale dilemma interpretativo.

La missiva del Comune di Barano ha colto l’aspetto peculiare (spostamenti all’interno di un unico comune) di una problema che riguarda anche il problema degli spostamenti da una comune all’altro, sul quale era peraltro intervenuta anche la consigliera regionale Maria Grazia Di Scala, che tre giorni fa aveva dichiarato: «La mancata deroga agli spostamenti fuori comune per la cura del proprio orto familiare, unica fonte di sostentamento per tantissime famiglie, sta generando tantissima disperazione e rabbia», aggiungendo che «sull’isola di Ischia come nella maggior parte delle aree rurali e semirurali della Campania non è raro per molte famiglie possedere un orto e qualche animale da cortile in località diverse da quelle del proprio comune di residenza. Non credo sia accettabile che queste risorse così fondamentali per l’economia familiare finiscano in malora con connessi pericoli di incendio e rischio idrogeologico, come spesso accade per i terreni incolti e abbandonati». Un intervento che si concludeva invitando a seguire l’esempio della Toscana, che ha dato la possibilità alle famiglie di prendersi cura della propria terra, delle proprie risorse di sostentamento.

Fra l’altro, circa dieci giorni fa anche il vicesindaco di Serrara Fontana, Cesare Mattera, aveva inviato una missiva alla Regione Campania, indirizzata al Presidente De Luca e all’assessorato regionale all’agricoltura, nella quale venivano richiesti analoghi chiarimenti in ordine alla possibilità di ricomprendere tra le situazioni di necessità anche quelle correlate alle esigenze primarie di salvaguardia delle coltivazioni non professionali di fondi agricoli, situati nei comuni isolani, pur rispettando l’impianto delle misure di precauzione fissate nei provvedimenti susseguitisi in queste settimane. In particolare il vicesindaco chiedeva che tra le situazioni di necessità stabilite nell’ordinanza n.23 del 25 marzo e degli altri provvedimenti, venissero ricomprese le attività correlate alle esigenze di salvaguardia delle coltivazioni non professionali dei fondi agricoli di Serrara e dell’intera isola, e di conseguenza consentire gli spostamenti, sia all’interno del comune montano sia tra i diversi comuni isolani.

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