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Licenze e mazzette, al via l’indagine: Nino Arturo sentito in caserma

ISCHIA. Le parole pronunciate erano state forti, fortissime. Ed erano state anche accuratamente reiterate, proprio a voler sgomberare il campo da ogni forma di equivoco. Ed il personaggio che le aveva pronunciate non era certo uno sprovveduto di provincia ma una personalità dalla spiccata autorevolezza quale il notaio Nino Arturo. Quando si parla di “licenze in sanatoria in cambio di mazzette”, specificando che per mazzette si intendono proprio quelle mazzette, non ci si può aspettare che chi di competenza prenda l’uscita come una classica boutade di un autunno ischitano e passi oltre. E così, inevitabilmente, è scattata l’indagine che a questo punto vedrà presumibilmente la cabina di regia nelle mani della Procura della Repubblica di Napoli, che certo ha puntato i “riflettori” sulle parole che Arturo ha pronunciato nel corso dell’intervista pubblicata lunedì scorso da Il Golfo e che ha scatenato un vero e proprio terremoto in particolar modo in quel di Serrara Fontana, Comune oggetto degli “strali” del professionista.

Secondo alcune indiscrezioni provenienti da fonti bene informate, infatti, Nino Arturo è stato ascoltato dai carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione. Il notaio ovviamente sarebbe giunto in caserma come persona informata dei fatti nel pomeriggio di martedì. I militari dell’Arma gli hanno evidentemente chiesto cosa lo abbiano spinto a fare dichiarazioni così forti, chiare e perentorie e soprattutto di quali elementi disponesse per poter suffragare accuse tutt’altro che “leggere”. Ovviamente silenzio e riserbo assoluto da entrambe le parti in causa sull’esito dell’incontro, anche perché è in corso un’attività di indagine e dunque mai come in casi del genere il silenzio è d’oro. Non crediamo, in ogni caso, che Arturo abbia fatto specifici riferimenti quanto piuttosto si sia soffermato su una serie di episodi che presumibilmente potrebbero dimostrare come nell’ambito della gestione della materia edilizia non sarebbe stata seguita sempre la stessa procedura. Poi, ma questo non è dato saperlo, magari avrà potuto portare anche qualche esempio più tangibile e di sostanza ma appare superfluo sottolineare come, se anche questo corrispondesse al vero, il “muro” alzato per evitare fuoriuscite di notizie rappresenta un ostacolo assolutamente insormontabile. Probabilmente però gli inquirenti non avranno potuto che cercare di approfondire alcuni passaggi contenuti nell’intervista pubblicata dal nostro giornale, in particolare quello nel quale il notaio racconta che a Sant’Angelo si continua a costruire tranquillamente .

Nel frattempo, nel palazzo municipale del Comune montano, sulla vicenda continua a regnare il silenzio, con sindaco ed amministrazione che ancora non hanno inteso replicare ufficialmente all’uscita del notaio Arturo, o quantomeno non hanno inteso farlo utilizzando i canali della cosiddetta comunicazione. E con l’opposizione che adesso, invece, sembra essere pronta a scendere sul sentiero di guerra: è opinione diffusa che la minoranza, una volta che l’iniziativa di “scoperchiare gli altarini” non è partita dalla politica ma da un professionista, avrà tutto l’interesse ad approfondire una serie di questioni ed aspetti legati a quanto succede nel Comune di Serrara Fontana. E nel farlo, adesso, ha un grande vantaggio: non potrà più essere accusata di pretestuosità, ma soltanto di voler far luce su una serie di dichiarazioni di una gravità non comune. E la differenza, come capirete, è certo tutt’altro che sottile. A togliere il freno a mano è stato il consigliere Roberto Iacono che ha già indirizzato un’interrogazione al primo cittadino Rosario Caruso nella quale chiede la convocazione del consiglio comunale e la costituzione di una commissione consiliare d’inchiesta. E nel testo dell’interpellanza, tra le righe, c’è anche un passaggio abbastanza indicativo, quello in cui chiede al destinatario “di relazionare in Consiglio Comunale in ordine allo Stato di fatto delle concessioni in sanatoria rilasciate ad oggi dall’attuale Amministrazione e quella precedente con indicazione per ciascuna dei destinatari e degli studi tecnici di riferimento che hanno provveduto a curare le pratiche”. Potrebbe significare niente, o contenere anche un messaggio subliminale. Ai posteri l’ardua sentenza.

Gaetano Ferrandino

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