CRONACA

Villa Mercede, arriva l’ora dei licenziamenti

Scatteranno a partire da sabato e riguardano circa 40 lavoratori tutti alle dipendenze della cooperativa che fino a poco fa gestiva le attività socio-assistenziali della RSA serrarese. E’ l’effetto di una pronuncia del Tar

A partire dal 17 gennaio prenderanno avvio i licenziamenti presso la residenza per anziani Villa Mercede, situata nel Comune di Serrara Fontana, sull’isola d’Ischia. Il provvedimento interesserà più di quaranta lavoratori attualmente in servizio nella struttura, tutti alle dipendenze della cooperativa che, fino a poco tempo fa, gestiva le attività socio-assistenziali. La decisione è conseguenza del cambio di gestione della Residenza Sanitaria Assistenziale, determinato da una recente pronuncia giudiziaria. Lo scorso 30 dicembre, infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale ha dichiarato illegittima la proroga dell’affidamento alla cooperativa, estesa fino al mese di settembre. In seguito alla sentenza, è stato disposto il subentro diretto dell’ASL Napoli 2 Nord nella conduzione della struttura. Il passaggio operativo è previsto per sabato, ma al momento non risultano accordi formali tra l’azienda sanitaria e il gestore uscente finalizzati alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

In mancanza di intese, la cooperativa ha avviato le procedure di licenziamento per il proprio personale. Contestualmente, l’ASL Napoli 2 Nord ha avviato selezioni per l’individuazione di personale sanitario necessario alla gestione temporanea della RSA e in vista della futura gara d’appalto. Tali procedure, tuttavia, riguardano esclusivamente profili sanitari e non includono le figure sociali e assistenziali già operative nella struttura. I lavoratori coinvolti sono in prevalenza operatori sociali e altre figure non sanitarie che hanno assicurato la continuità dei servizi agli ospiti della residenza fino alla data del subentro. La maggior parte di essi risiede sull’isola d’Ischia, un contesto nel quale le opportunità di ricollocazione immediata risultano particolarmente limitate. Con il nuovo assetto gestionale, per questi dipendenti si apre dunque una fase di forte incertezza occupazionale, aggravata dalla conclusione del servizio e dall’assenza di soluzioni transitorie.

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