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Licenziati a Natale, il caso dei bigliettai Caremar

Di Francesco Ferrandino

ISCHIA. Caremar ancora nella bufera. La Compagnia di navigazione, recentemente assorbita dall’accoppiata Snav-Rifim, è al centro di una serie di episodi che coinvolgono vari lavoratori, siano essi dipendenti, come nel caso illustrato nei giorni scorsi, con la lettera aperta di un marittimo in servizio presso l’azienda da quasi trent’anni, oppure coloro che, sia pure indirettamente, hanno comunque prestato la loro opera per la Caremar, com’è accaduto ieri a 14 dipendenti delle biglietterie di Napoli, Ischia e Casamicciola, che si sono trovati improvvisamente dinanzi alla prospettiva di rimanere senza lavoro. La Caremar, infatti, ha deciso di non rinnovare il contratto di gestione delle strutture di bigliettazione alla ditta fino a oggi assegnataria del servizio. Parliamo quindi di addetti che finora hanno lavorato esclusivamente all’emissione dei titoli di viaggio per traghetti e aliscafi da vari decenni, alcuni persino dalla costituzione della Caremar, nel 1976. I lavoratori coinvolti (questi i loro nomi: Antonio Ingenito, Antonio Colecchia, Sergio Rimetti, Ciro Fele, Franco Francesco, Giuseppe Cadolino, Annunziata Luigi, Cozzolino Carmine,  De Candia Mauro, Conte Francesco, D’ambrosio Filippo, Iovene Francesco, Buonomano Massimo, Barbieri Gioacchino) hanno emesso un comunicato, nel quale si legge che, nonostante le precedenti assicurazioni che la Compagnia aveva espresso circa la continuità lavorativa (com’era sempre avvenuto in passato durante i vari cambi di gestione succedutisi negli anni), ora essi e le loro famiglie trascorreranno un Natale foschissimo con la disperante prospettiva della perdita del lavoro a partire dal prossimo 1 gennaio. I dipendenti della concessionaria di bigliettazione attaccano la strategia della Caremar, che avrebbe deciso di sostituirli con giovani neoassunti meno “onerosi”, perché tramite il jobs-act si potrà fare a meno di varie garanzie, e preannunciano battaglia usando, come si legge nel comunicato, «tutti i mezzi a disposizione per impedire che venga perpetrata questa infamità e lotteranno fino alla fine per la difesa del proprio posto di lavoro e della loro dignità lavorativa», scusandosi in anticipo con gli utenti se nei prossimi giorni ci saranno dei disagi nella bigliettazione dei traghetti e degli aliscafi Caremar con conseguenti disservizi. Cosa che già ieri sera è già avvenuta, come potete leggere a parte, con la mancata emissione di biglietti per il traghetto delle ore 19:25 in partenza dal Beverello, e i passeggeri costretti a scendere sul molo di Procida per effettuare il pagamento del titolo di viaggio, prima di poter risalire a bordo.

LA VERSIONE CAREMAR – Fonti interne alla Compagnia di navigazione precisano che i 14 lavoratori non hanno nessun contratto direttamente sottoscritto con Caremar, ma sono bensì dipendenti della Travel and Holidays, azienda di bigliettazione che ha sinora gestito il servizio a Napoli e a Ischia. Secondo tali fonti, la Caremar avrebbe semplicemente proposto all’azienda una riduzione, o meglio un dimezzamento, degli introiti sugli incassi lordi ricavati dalla bigliettazione (finora pari all’8,5% lordo). Le altre strutture che emettono biglietti per Caremar a Procida, a Sorrento, a Capri e a Pozzuoli, avrebbero accettato tale decurtazione, mentre la Travel and Holidays sarebbe stata l’unica concessionaria a rifiutare le nuove condizioni.

LE PROSPETTIVE – In ogni caso, l’episodio è un chiarissimo segnale della strategia inaugurata dalla nuova gestione “privata” dell’ex compagnia pubblica. Com’era prevedibile, gli imprenditori privati sono innanzitutto alla ricerca del profitto e agiscono di conseguenza: quindi in direzione dell’ottimizzazione di costi e ricavi. Tuttavia, come scrivono i quattordici dipendenti, la Caremar continua a percepire dalla Regione, quindi dai cittadini, un contributo annuo di ben 7 milioni di euro, garantiti per quasi dieci anni: non certo pochi. E li percepisce per offrire un servizio fondamentale: quello di assicurare la continuità territoriale per decine di migliaia di abitanti delle isole del Golfo, diritto irrinunciabile e legislativamente garantito. L’episodio cade a pochi giorni di distanza dal caso del lavoratore Di Falco, dipendente Caremar che nei giorni scorsi aveva denunciato il suo licenziamento dopo tre decenni di servizio, e la successiva “puntualizzazione” della Compagnia, che afferma trattarsi di una normale procedura di avvicendamento che comporta sbarchi temporanei e periodici (leggete a lato l’intervento chiarificatore dell’avvocato Cesarina Barghini). Non si può quindi non guardare con preoccupazione all’immediato futuro, com’è stato affermato anche dall’amministrazione comunale di Procida, che ieri ha emesso a propria volta un comunicato, nel quale l’ente dichiara che «non può rimanere inerte a fronte delle pesanti problematiche che negli ultimi giorni stanno investendo i lavoratori della Caremar, anche perché coinvolgono diverse famiglie Procidane. Il trasporto e il lavoro marittimo sono peraltro da sempre settori strategici dell’isola di Procida, e oggi la vicenda di questi lavoratori è anche l’occasione per compiere un ragionamento generale sulle condizioni lavorative di un’intera categoria di marittimi imbarcati sulle navi delle Società che operano nel Golfo di Napoli». Un panorama che ha portato all’indizione, il prossimo 29 dicembre, di un’audizione presso la III Commissione regionale per discutere sul tema. Per i dipendenti della Caremar, così come per tutti gli utenti dei collegamenti marittimi, si annuncia un inverno complicato…

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